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La Spagna chiede il divieto di fumo all’aperto: “Rischio diffusione virus a 8 metri di distanza”

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Il Ministero della Salute spagnolo chiede con forza che venga istituito il divieto di fumo all’aperto nei luoghi in cui non è possibile mantenere un sufficiente distanziamento interpersonale ritenendo che il fumo potrebbe diffondere il virus fino a 8 metri. Al momento – come riporta il sito Money.it – sono sei le amministrazioni della Spagna che hanno vietato di fumare all’aperto: Isole Baleari, Isole Canarie, Cantabria, Comunità Valenciana, Asturie e Aragona. Ma l’obiettivo è quello di estendere i divieti anche ad altre zone a rischio.

Ma qual è il parere degli studiosi sull’argomento? Davvero si può trasmettere il Covid fumando una sigaretta?

Carlos Jiménez, presidente della Società spagnola di pneumologia e chirurgia toracica, spiega che: «Numerosi studi evidenziano che i fumatori non solo hanno più possibilità di contagio, ma su di loro l’impatto del Covid-19 è molto più grave, con un rischio di morte più che doppio. Quando una persona inala ed esala fumo, se è contaminata col Covid, la carica virale che espelle è molto maggiore».

Coloro che ritengono doveroso il divieto di fumare all’aperto ipotizzano che la nuvola di fumo derivante da sigaretta elettronica o tradizionale, sarebbe in grado di propagarsi a maggiore distanza, vanificando gli effetti del distanziamento ad esempio tra i tavoli di un locale all’aperto.

José Luis Díaz-Maroto Muñoz, responsabile comunicazione Grupo de Tabaquismo de Semergen, sostiene che «il fumo veicola l’aerosol che trasmette il virus almeno a 8 metri di distanza. Per questo è importante non fumare all’aperto quando si hanno persone vicine.

La distanza di un metro e mezzo o due metri che intercorre tra i tavolini di un bar o di un ristorante è sufficiente per limitare il contagio tra persone che parlano, ma non va bene se si fuma un sigaretta».

Ma ci sono ovviamente anche coloro che si dichiarano contrari a tale tesi. Tra di essi Isabel Díaz Ayuso, presidente della Comunità di Madrid, che ritiene impensabile continuare ad aggiungere divieti” sulla popolazione ritenendo che, in questo modo, «si approfitta della pandemia per legiferare su questioni che non hanno nulla a che vedere con la sicurezza sanitaria».

Ma cosa dicono gli studi scientifici? In quello pubblicato su The Lancet si afferma che esiste un rischio di trasmissione del Covid-19 legato all’inalazione di aerosol prodotti quando una persona infetta espira, parla, grida, canta, starnutisce o tossisce, ma non fa alcun riferimento al fumo della sigaretta. Ed evidenzia la necessita di utilizzare misure idonee per evitare l’inalazione di aerosol infettivi, compresa la ventilazione e la filtrazione dell’aria.

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