Quantcast

La “Paperopoli” di Marina di Cassano foto

Piano di Sorrento (NA) Restituire un animale al proprio habitat è sempre motivo di grande emozione, perché quell’animale tornerà finalmente a casa sua come giusto che sia. Ritroverà la propria comunità, e il suo benessere psicofisico sarà garantito da un luogo che percepisce come sicuro e privo di pericoli. La stessa etimologia della parola “habitat”, che è terza persona singolare del verbo latino habitāre, e significa appunto “egli abita”, lo sottolinea, indicando così il luogo per eccellenza dove un animale o una pianta riescono a nascere, crescere e proliferare. Ieri è stato un “papero” a tornare a casa, consegnato ai volontari del Wwf Terre del Tirreno, è stato accudito e poi liberato sull’arenile della Marina di Cassano, che  da alcuni anni una colonia di anatre ha eletto a proprio spazio vitale ideale lì dove è presente anche una preziosissima sorgente d’acqua dolce. Come scriveva Primo Levi la presenza di animali in luoghi ormai antropizzati rappresenta sempre una possibilità di arricchimento spirituale e offre a noi esseri umani una più compiuta visione del mondo. Il “papero” poi è un animale speciale per noi che abbiamo vissuto l’epopea disneyana e soprattutto conosciuto la sensibilità artistica di The Duck Man, l’uomo dei paperi, al secolo Carl Barks, fumettista e pittore tra gli autori Disney più amati e celebrati, che ha influenzato diverse generazioni di illustratori, grazie alla sua fervente creatività occupandosi quasi esclusivamente dell’universo di Paperino. Barks è l’inventore di Paperopoli ma soprattutto colui che ha saputo cogliere e valorizzare del “papero” l’attitudine a resistere e sopravvivere alle difficoltà della vita oltre a esaltarne la sua naturale simpatia trasformandolo in un’icona di resilienza dell’immaginario collettivo di più generazioni. Con il Presidente del Wwf Terre del Tirreno, Claudio d’Esposito, a sua volta ex cartoonista della prestigiosa scuola milanese di Bruno Bozzetto, ci auguriamo che la piccola “Paperopoli” sorta a Marina di Cassano possa continuare a habitāre, come scriverebbe Plinio, l’arenile in santa pace perché, come la pandemia ci dovrebbe aver insegnato, l’era dell’animale “oggetto da sfruttare” ha raggiunto il suo drammatico epilogo, il nuovo concetto che avanza è quello presentato da Richard Louv in “L’anima animale”: “antropomorfismo critico” in estrema sintesi siamo noi a dover imparare dagli animali, in primis il loro rapporto con i virus. di Luigi De Rosa

Commenti

Translate »