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J-Ax è guarito dal Covid: “Avevo paura di lasciare mio figlio orfano”

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J-Ax è guarito dal Covid: “Avevo paura di lasciare mio figlio orfano”. “I morti della prima ondata li ha fatti il Covid, questi la vostra coscienza. Non c’è più tempo per sbagliare. Solo agire”. Queste le forti parole del rapper milanese J-Ax, alias Alessandro Aleotti, da poco guarito dal Covid, che ha affrontato in grande silenzio.

“Avete visto che nell’ultimo mese ho condiviso molti momenti della mia vita questo perché mi stava passando la vita davanti. Ho avuto il Covid. – ha esordito così J-Ax – Non ne ho voluto parlar prima per rispetto ci sono mezzo milione di positivi e migliaia di italiani sono ricoverati. Io sono un privilegiato e la mia voce poteva soffocare quella di italiani realmente in difficoltà ma ho appena fatto un tampone molecolare che ha confermato che io, mia moglie e mio figlio siamo negativi. Quindi ho pensato che adesso fosse il momento di raccontarvi la mia storia. È stato uno dei periodi più brutti della mia vita, il più brutto. Ho avuto momenti, in cui sono stato male ma mai, mai come il Covid. È impossibile da spiegare, raga, se non l’hai vissuto sulla tua pelle. È impossibile. È il peggior mal di testa della tua vita. Io ho dovuto prendermi 4 diversi farmaci per cercare di calmarlo e non funzionavano ed ero comunque steso a letto impossibilitato a muovermi e lo stomaco ti si piega in due sono tutte le ossa che non finiscono di farti male, tutto quello che… Questo e altro che evito di raccontarvi e tutto nello stesso momento. Soprattutto l’ansia di non sapere cosa accadrà, se sarà solo questo o peggiorerà. È la paura, come è successo a me e a mia moglie di poter lasciare nostro figlio orfano. È successo a persone molto più giovani di noi. 

È la rabbia di sentirsi abbandonati dal tuo Stato soprattutto. Perché di amici che ti vogliono portare la spesa a casa ne trovi quanti ne vuoi. Peccato che c’è già Amazon. Mente invece, nessuno, nessuno ha trovato il modo di sostituire chi ci amministra perché io ho vissuto questa situazione, lo ripeto, da privilegiato. Ma uno dei miei pensieri fissi durante tutti questi giorni chiuso in casa è stato: come può una famiglia con tre figli che vive in un bilocale uscirne. Io nella mia casa non sapevo cosa rispondere quando mio figlio mi chiedeva perché non poteva andare a vedere la nonna o andare a scuola o i suoi amici. Ho visto la sua salute mentale deteriorarsi velocemente e io ho dovuto trattenermi dal non piangere perché non volevo che vedesse che per la prima volta il papà non poteva aiutarlo. E questo è un aspetto di cui nessuno parla: l’effetto psicologico che questo virus ha su di noi, soprattutto sui nostri figli, sui più piccoli e allora sale la rabbia.

Sale la rabbia pensando all’incapacità nel gestire un’emergenza pubblica. Ok, ok la pandemia iniziale nessuno poteva immaginare e prepararsi a qualcosa di simile ma è passato un anno. Non si tratta più di un colossale imprevisto ma di gestire il concreto presente, è questione di trattare, negoziare, organizzare, comunicare. È una questione quindi esclusivamente politica. Ed è quindi un totale fallimento politico, il fatto che gli italiani non siano ancora stati vaccinati in massa e che non sappiamo nemmeno quando questo avverrà con chiarezza o certezza. Ci siamo, negli anni, indebitati per gigantesche opere inutili alcune delle quali nemmeno mai partite o completate. Quando si è trattato dei vaccini la politica si è messa a trattare come al mercato del pesce perché? Perché non ci potevate mangiare? E a noi, il mercato del pesce, ci ha rifilato quello che puzza. Tenete presente che a oggi 3 milioni e mezzo di italiani hanno ricevuto le due dosi di vaccino negli Stati Uniti vaccinano 3 milioni di persone ogni giorno. Quindi i vaccini esistono. Semplicemente c’è stato un catastrofico fallimento di chi ci amministra in Italia e in Europa nel farceli avere e questi fallimenti gli italiani li pagano con la morte quella dei loro cari e quella del loro futuro. I morti della prima ondata li ha fatti il Covid, questi la vostra coscienza. Chi vi dice chi li ha causati? Di chi è la colpa? Non c’è più tempo per sbagliare, solo agire”.

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