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Italia senza piano pandemico contro il Covid, indagato Ranieri Guerra ,

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    Italia senza piano pandemico contro il Covid, indagato Ranieri Guerra  dalla Procura di Bergamo, nell’indagine sulla mancata zona rossa e iscrive sul registro degli indagati Ranieri Guerra, vicedirettore generale dell’Oms per le iniziative strategiche, fisico di formazione con un passato da dirigente del ministero della Sanità.
    In un lungo interrogatorio del 5 novembre scorso, di fronte ai magistrati bergamaschi che indagano per epidemia colposa, il funzionario dichiarò di non aver mai esercitato pressioni sui sottoposti per far eliminare le critiche alla gestione italiana della pandemia e all’assenza di un piano d’emergenza adeguato. Come emerso da alcune puntate della trasmissione di Rai 3 Report e ricostruito dalla procura però diverse email dimostrerebbero il contrario. Un ruolo chiave nell’indagine ha avuto la testimonianza di Francesco Zambon dell’ufficio Oms di Venezia, che avrebbe ricevuto pressioni da Guerra in tal senso. In particolare, l’11 maggio come referente di uno studio sull’Italia approvato dalla sede di Copenaghen e in attesa del via libero da Ginevra avrebbe ricevuto un’email dal suo superiore per modificare il riferimento al piano pandemico non aggiornato. Il giorno dopo la ricerca apparve sul sito europeo dell’Oms per poco tempo prima di venire cancellata per sempre.
    La tesi dei magistrati è che il vicedirettore con base a Ginevra con la sua censura volesse salvaguardare i rapporti tra l’istituto dell’Onu e l’Italia nonché proteggere se stesso e i suoi ex colleghi del ministero della Sanità, dove aveva ricoperto il ruolo di responsabile della prevenzione dal 2014 al 2017. L’assenza di un piano d’emergenza aggiornato non solo avrebbe messo in imbarazzo il governo italiano, dal ministro Speranza ai massimi dirigenti sanitari, ma sarebbe stata anche colpa sua. «Mi auguro che l’Oms possa rispondere con tutti i dettagli, le spiegazioni e i chiarimenti necessari, dato che la mia posizione è cristallina nonostante le insinuazioni di alcuni – fa sapere Guerra appena ricevuta la notizia di essere indagato -. Sono veramente stupito e profondamente amareggiato. Io ho dichiarato ai pm tutto quello che sapevo a quel momento, in totale buonafede. Ho capito a seguire di non avere avuto accesso a molte informazioni, ma credo che questo i pm lo abbiano bene valutato. Non so neppure quali siano queste presunte contraddizioni che possano avere identificato, dato che non ho avuto accesso ai quesiti da loro posti all’Oms. Da tempo tramite i miei legali ho in ogni caso confermato ai pm la mia piena disponibilità a fornire ogni ulteriore dettaglio ritengano necessario di cui io sia a conoscenza. Sono stato e sono in assoluta buonafede e mi meraviglia che i pm abbiano un’impressione diversa».
    E se Guerra non rinuncia al suo stupore i famigliari delle vittime esprimono soddisfazione per l’andamento delle indagini, cui fa da consulente anche il virologo Andrea Crisanti: «Avanti così, si trovino tutti i responsabili – fa il tifo l’avvocato Consuelo Locati, a capo dei legali delle parti lese -. Siamo molto contenti, è la conferma che i pm stanno indagando in modo approfondito e il coronamento del lavoro che stiamo facendo in questi mesi. Ora ci aspettiamo che vengano individuati altri responsabili». Secondo l’avvocato Locati Guerra sarebbe stato indagato in relazione «al questionario sulle autovalutazioni dell’Italia non mandato alla Ue e sul mancato aggiornamento del piano pandemico».
    Fu una metà di maggio (2020) infuocata, sull’asse tra Ginevra, quartier generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, e Roma, in particolare all’Iss. Almeno così suggerisce il lungo scambio di messaggi, una chat Whatsapp acquisita dalla Procura, del 14 maggio, tra il direttore vicario dell’Oms Ranieri Guerra, indagato dalla Procura di Bergamo per false dichiarazioni, e il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro. Al centro della discussione c’era il report «Una sfida senza precedenti, la prima risposta dell’Italia al Covid», che il 12 maggio era stato pubblicato sul sito della sezione europea Oms, ma era poi stato rimosso nel giro di 24 ore: il report parlava di gestione «caotica e improvvisata» da parte dell’Italia per la pandemia, ma ricordava anche che il Piano pandemico italiano del 2017 era praticamente identico a quello del 2006, quindi non aggiornato nei contenuti (si scoprirà poi che non c’era mai stato un nuovo piano del 2017, ma si trattava solo di una nuova pagina web sul sito del ministero).
    Secondo la Procura di Bergamo, Guerra, che era stato anche direttore della Prevenzione proprio al Ministero della Salute (quindi competente sull’aggiornamento dei piani pandemici), si sarebbe speso per far rimuovere quel report. Lui ha smentito, durante un interrogatorio, ma le chat telefoniche acquisite dai pm, e altri documenti, andrebbero in direzione opposta: «Sono stato brutale con gli scemi di Venezia — scrive Guerra a Brusaferro alle 15.42 del 14 maggio 2020, riferendosi con “scemi” ai ricercatori guidati da Francesco Zambon, anche lui dipendente Oms —. Ho mandato scuse profuse al ministro e ti ho messo in cc di alcune comunicazioni. Alla fine sono andato su Tedros (Tedros Adhanom Ghebreyesus è il direttore generale dell’Oms, ndr) e fatto ritirare il documento. Sto ora verificando il paio di siti laterali e di social media dove potrebbe essere ancora accessibile per chiudere tutti i canali. La ritengo comunque una cosa schifosa di cui non si sentiva la mancanza. Spero anche di far cadere un paio di incorreggibili teste. Grazie». Il presidente dell’Iss aveva risposto subito: «Grazie molte. Io sono inesperto ma mi pare che sia proprio una situazione critica».

    Lo scambio di messaggi compare nella rogatoria avanzata dalla Procura di Bergamo per chiedere chiarimenti e documenti all’Oms. In più passaggi Ranieri Guerra sottolinea che l’ufficio dei ricercatori di Venezia non avrebbe rispettato la catena di approvazione del documento, a vari livelli. E in più scrive Guerra, «hanno messo in dubbio un percorso di costruzione di fiducia e confidenza che sono riuscito con la fatica che sai a proporre e consolidare. Ci ho messo la faccia e molto di altro in un ambiente fatto non solo di amici». Secondo la Procura, invece, già dall’8 di maggio la diretta superiore di Francesco Zambon, primo firmatario del report poi rimosso, aveva autorizzato la pubblicazione del documento, mentre Ranieri Guerra avrebbe spiegato, di fronte ai pm, di essersi scusato con il ministro Roberto Speranza «evidenziando che il rapporto era stato pubblicato da Zambon senza il visto e la revisione della sua diretta superiore».

    Dalle chat sembra emergere una netta contrarietà di Ranieri Guerra al rapporto, che fu ritirato dai siti. Il 18 maggio, il vicario dell’Oms scriveva ancora a Brusaferro: «Hola, vedo Zaccardi (Goffredo, il capo di gabinetto del ministero della Salute, ndr) alle 19. Vuoi che inizia a parlargli dell’ipotesi di revisione del rapporto dei somarelli di Venezia? Poi ci mettiamo d’accordo sul come??». E adesso la Procura di Bergamo attende chiarimenti dall’Oms, che potrebbe però opporre l’immunità diplomatica.

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