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Il Presidente della Fenailp Pecoraro: “Apertura dei ristoranti fino alle 23.00 ed anche nelle sale interne”

La lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Draghi

Aperture dei ristoranti anche nelle sale interne e prolungamento dell’orario di chiusura almeno alle ore 23.00, è quanto ha chiesto il Presidente della FENAILP, Sabato Pecoraro in una lettera inviata al Presidente del Consiglio, Mario Draghi per manifestare il disappunto delle categorie rappresentate in riferimento al Decreto Aperture.

Il Decreto prevede che nelle zone gialle siano consentite le attività di servizi di ristorazione con consumo al tavolo, esclusivamente all’aperto a pranzo e a cena, nel rispetto dei limiti orari agli spostamenti in vigore e resta consentito, senza limiti di orario, la ristorazione negli Alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti che siano ivi alloggiati.

Tale provvedimento è una palese discriminante – ha scritto il Presidente Pecoraro – che pone i titolari della ristorazione, ancora una volta in questo momento storico, in seria difficoltà.

Ci riesce difficile comprendere le ragioni che hanno portato a tale decisione, in considerazione che la ristorazione al chiuso è possibile nelle strutture ricettive, mentre, al contrario, non è possibile nelle sale chiuse dei ristoranti.

Molti Operatori della ristorazione, – continua Pecoraro – dispongono soltanto di spazi interni e hanno già investito molte loro risorse economiche, per adeguarsi agli standards dettati dall’emergenza Covid a salvaguardia della salute dei propri clienti con adeguate norme di sicurezza.

Pertanto Pecoraro ha chiesto al Presidente Draghi di consentire, nel rispetto delle norme previste, a tutti gli Esercenti, l’attività di ristorazione, anche nelle sale interne e di rivedere la chiusura dei locali alle ore 22 con un prolungamento almeno alle ore 23.00

Mi preme sottolinearLe – ha concluso Pecoraro nella lettera – che prima di questa tragedia sanitaria ed economica, i Pubblici Esercizi della somministrazione erano 334.000 con 1.200.000 occupati tra lavoratori dipendenti ed autonomi e l’impatto Covid registra il 30% in meno di tali strutture. Quindi tanti colleghi saranno costretti a chiudere definitivamente la propria attività e di conseguenza il mondo dei disoccupati in Italia avrà un incremento in negativo vertiginoso.

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