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Fuorni, pacchi pasquali e proteste in carcere: due agenti in ospedale

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Fuorni, pacchi pasquali e proteste in carcere: due agenti in ospedale. Due agenti di polizia penitenziaria con ferite più gravi, che hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso del “Ruggi”. E almeno altri otto con escoriazioni più lievi, per i quali è bastata la medicazione dell’infermeria del carcere. È il bilancio della rivolta scoppiata venerdì pomeriggio all’interno della casa circondariale di Fuorni. A scatenare la violenta protesta dei detenuti l’arrivo dei pacchi pasquali, con generi alimentari. Pacchi che devono essere prima controllati dal personale del penitenziario per evitare che nelle celle possano arrivare cibi proibiti dal regolamento.

Una procedura quest’ultima che non è stata condivisa da una decina di detenuti del III piano della I sezione. Che hanno messo in scena un vero e proprio blitz: si sono impossessati dei pacchi prima del controllo. E poi sono ritornati nella loro sezione. Stavolta napoletani e salernitani, spesso in conflitto, si sono uniti e si sono scagliati contro la Penitenziaria. Un agente è stato minacciato e poi gli è stato strappato con violenza dalle mani il cordless di servizio. L’ammutinamento oramai si è concretizzato e il terzo piano è restato nel pieno possesso dei detenuti che hanno danneggiato le telecamere di sicurezza.

Il personale in servizio, poche unità a causa della carenza d’organico, non potendo fronteggiare l’emergenza ha lanciato l’allarme. Sono stati richiamati tutti gli agenti, anche quelli a riposo, per avere a disposizioni più uomini in vista di un’azione di forza. Si è tentata dapprima la via della diplomazia, ma le trattative non sono andate a buon fine. Così, in serata, la direttrice Rita Romano e il comandante del reparto hanno deciso di passare all’azione e una cinquantina di agenti, in tenuta anti-sommossa, hanno fatto irruzione, riuscendo a riportare l’ordine ed isolando i capi rivolta.

«Quest’ennesimo episodio – afferma Emilio Fattorello , segretario nazionale campano del Sindacato autonomo polizia penitenziaria – mette ancora una volta a nudo tutte le carenze strutturali, d’organico e l’insufficienza gestionale della casa circondariale salernitana. Limiti più volte denunciati dal Sappe, perché non si riesce a controllare una popolazione detenuta di particolare tipologia e indole. Proprio in periodi festivi come questi le tensioni interne e le criticità si acuiscono ancora di più in maniera esponenziale». Ancora più tranchant Donato Capece, segretario generale del Sappe: «Ciò che è successo nel carcere di Salerno – spiega – è di una gravità inaccettabile. La cosa ancora più grave è che lì c’è stata di recente una ispezione ministeriale, sollecitata proprio dal Sappe in relazione alla pessima gestione del personale e delle condizioni operative della polizia penitenziaria. Ma, nonostante questa ispezione, nessun provvedimento correttivo è stato adottato».

Che la situazione, nel penitenziario cittadino, sia esplosiva lo rimarca anche Gennarino De Fazio , segretario generale della Uilpa. «L’ennesimo episodio – sottolinea il sindacalista – desta moltissima preoccupazione non solo perché dà il senso di una situazione carceraria che continua essere esplosiva e a rischio di deflagrazione a ogni minima scintilla, ma anche perché si colloca in un contesto e rispetto a un tema, la ricezione dei pacchi dei familiari, che almeno sotto il profilo meramente concettuale è associabile all’inchiesta della locale Procura della Repubblica e che ha messo in luce, poche settimane fa, un ingente traffico di sostanze stupefacenti e di apparecchi di telefonia cellulare all’interno del penitenziario».

Al fianco del personale carcerario si schiera il questore della Camera Edmondo Cirielli che chiede il potenziamento degli organici. «L’ennesimo episodio di violenza verificatosi a Salerno – puntualizza il deputato di Fratelli d’Italia – è la prova di quanto le carceri italiane siano diventate luoghi pericolosi per i detenuti deboli e per chi ci lavora, a partire dagli agenti della polizia penitenziaria ». Cirielli mette in risalto come sia assolutamente indispensabile potenziare le dotazioni organiche degli agenti con lo scorrimento di tutte le graduatorie; abolire la vigilanza dinamica ed inasprire le pene per i detenuti violenti; stipulare nuovi accordi internazionali facendo scontare la pena ai detenuti stranieri nei loro Paesi di origine per risolvere l’annoso problema del sovraffollamento delle celle».

Fonte La Città di Salerno

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