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Ema “scongela” Johnson&Johnson: a Salerno 3.500 dosi

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Ema “scongela” Johnson&Johnson: a Salerno 3.500 dosi. «I benefici di questo vaccino superano i rischi». Alle 17 d’un lungo martedì, la parola di Emer Cooke, direttrice esecutiva dell’Agenzia europea per i medicinali, scongela il “Janssen”, il farmaco anti-Covid a vettore virale della casa farmaceutica Johnson& Johnson. L’antidoto “made in Usa”, bloccato mercoledì scorso, sarà sguainato pure nel Vecchio continente dagli operatori in prima linea nella guerra contro il Coronavirus. Un “day one” ritardato d’una settimana. Il tempo d’effettuare delle verifiche sui rarissimi casi di trombosi – su 7 milioni, erano appena sei – prima di poter dare il via alle spedizioni. E alle somministrazioni.

«C’è un possibile legame tra queste trombosi molto rare con livelli insolitamente bassi di piastrine e il vaccino prodotto da Johnson & Johnson e Janssen», dice Sabine Strauss, presidente del Comitato di Sicurezza dell’Ema. «In otto casi negli Stati Uniti, di cui uno nei test clinici, sono stati osservati gravi coaguli di sangue insoliti associati a bassi livelli di piastrine, uno dei quali ha avuto esito fatale. Al 13 aprile 2021, oltre 7 milioni di persone avevano ricevuto il vaccino di Janssen negli Stati Uniti. Tutti i casi si sono verificati in persone di età inferiore a 60 anni, tra i 18 e i 49 anni, entro tre settimane dalla vaccinazione, la maggioranza nelle donne. Sulla base delle prove attualmente disponibili, i fattori di rischio specifici non sono stati confermati». Fattori di rischio e d’età? «Al momento non è possibile stabilirne di particolari». L’unica certezza è che «i casi sono molto simili a quelli visti col vaccino AstraZeneca».

Di qui la decisione d’Aifa d’utilizzare il vaccino di “J& J” sugli over 60, alla stregua di quel che è accaduto con l’antidoto della casa farmaceutica anglo-svedese. «Il vaccino – dice Nicola Magrini, direttore dell’Agenzia italiana del farmaco – è per tutti e l’Italia lo colloca in fascia anziana, dove sicuramente i benefici sono maggiori dei rischi». In seguito al responso dell’Ema, ad ogni modo, l’azienda statunitense ha fatto sapere di «restare impegnata a fornire 200 milioni di dosi del suo vaccino all’Unione Europea», annunciando che, «in base alle nuove valutazioni Ema, sarà aggiornato il foglietto illustrativo». All’ hub nazionale di Pratica di Mare, da più d’una settimana, vengono tenute ferme 184mila dosi di “Janssen”. Una prima spedizione. In quello stock, ci sono 3.500 vaccini – attesi già oggi a Salerno per immunizzare altrettanti salernitani, visto che il farmaco è l’unico monodose in circolazione – destinati all’Asl di Salerno. Medicinali strategici per l’Azienda sanitaria di via Nizza, soprattutto nell’ambito delle immunizzazioni di massa.

Proprio in tal senso, ieri mattina il responsabile della campagna vaccinale del Salernitano, il dottor Arcangelo Saggese Tozzi, ha incontrato i direttori dei distretti sanitari. Sul tavolo c’era il “tallone d’achille” della campagna d’inoculazioni: le somministrazioni a domicilio procedono a rilento. Ed è per questo che s’è deciso d’ampliare l’armata – ad oggi costituita dai medici di famiglia – ai camici bianchi che abitualmente, per conto dei distretti, s’occupano d’assistenza a domicilio. L’obiettivo è quello d’ultimare la campagna sui non deambulanti entro la fine d’aprile. E proprio nell’ambito delle somministrazioni di casa in casa sarà decisivo lo sblocco del “Johnson& Johnson”. I “Janssen” serviranno pure per le inoculazioni all’interno delle farmacie campane.

Fonte La Città di Salerno

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