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E’ uscita la Lonely Planet dedicata alla Campania. Chi c’è dietro la miglior guida turistica del mondo?

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La lonely planet si occupa anche della Campania, una guida specifica per la nostra regione è un grande riconoscimento da quella che è considerata da molti la miglior turistica del mondo.

Di cosa tratta questa guida della Lonely Planet dedicata alla Campania?

I luoghi della cultura ancora poco noti al grande pubblico, passeggiate suggestive lungo sentieri affascinanti, tour enogastronomici ed esperienze destinate sia a chi non conosce ancora la regione sia a chi la vive quotidianamente.

Questo e altro nella prima guida dedicata all’intera regione realizzata dalla casa editrice Lonely Planet, società che pubblica le guide più vendute in Italia e nel mondo. Il progetto è stato promosso con il contributo della Regione Campania tramite Scabec, Società Campana Beni Culturali, che ha supportato la realizzazione del testo nell’ambito del progetto campania>artecard, il pass regionale che racchiude l’intera offerta del patrimonio culturale campano e che offre la possibilità a turisti e a residenti di accedere a castelli e dimore storiche, chiese e complessi monastici, musei e parchi archeologici, parchi e grotte naturali.

NAPOLI

 “A Napoli si viene per il suo fascino cangiante, frutto forse delle tante influenze culturali o del ritmo pulsante che scandisce la vita dei suoi sagaci abitanti, abituati a improvvisare e a badare più alla sostanza che alla forma.”

È questo l’incipit con cui inizia il percorso letterario nel capoluogo di provincia. Una visita che va oltre la bellezza già apprezzata del centro storico, il cuore viscerale della città. Un viaggio che conduce nella storia dei principali luoghi della cultura della Nea Polis, dei suoi quartieri più veraci, dell’incontro tra sacro e profano dei vicoli e delle strade, del suo street food e dei murales urbani. Non solo Napoli ma anche Campi Flegrei, il Vesuvio, la Penisola Sorrentina, le isole del Golfo. Territori toccati a fondo, fino a raggiungere l’anima di un luogo sospeso tra il mito e la leggenda. “Napoli è un pezzo unico: un viaggio verticale dalle tenebrose catacombe e dai tunnel segreti fino ai quartieri alti dove tutto risplende, un’avventura che dal mare e dalle coste assolate conduce ai chiaroscuri del centro storico, autentico spaccato di vita tra miseria e nobiltà, e all’incontro con musei di portata mondiale”.

SALERNO

Se siete interessati alle meraviglie della natura, allora il Cilentano non mancherà di sorprendervi”. È dalla costa cilentana che prende il via il tour nel salernitano per poi risalire in città, tra “le viuzze stropicciate del centro storico, con il loro tripudio di archi, odori marinareschi, chiesette profumate di antico, insegne vintage, colonne romane che fanno capolino dalle facciate scrostate delle case, dove si alternano alle architetture contemporanee che hanno rinnovato l’identità della città”. Una tappa che anticipa altre bellezze racchiuse in questa provincia, come la divina Costiera Amalfitana, il Vallo di Diano e gli Alburni.

AVELLINO

Poi è il turno di Avellino dell’Irpinia, “di una bellezza non convenzionale e tutt’altro che trendy, non per tutti”, una dimensione di unicità che si traduce in uno dei “pochi territori che sono in grado di trasmettere in egual misura la forza dirompente del proprio carattere: nessun evento sismico ha svilito le suggestive tradizioni radicate nei secoli; villaggi abbandonati e castelli in rovina sembrano rianimarsi sullo sfondo di una natura grandiosa, fatta di boschi, verdi vallate, montagne solcate da eremi, colline accarezzate da filari di vite o ulivi”. Un aspetto peculiare che si può ammirare non solo in città, una carica fortemente evocativa che si respira anche in siti culturali quali il Santuario di Montevergine, l’Abbazia del Goleto o l’area naturale di Mefite, luoghi che accendono atmosfere mistiche, suggestioni pagane e pura poesia.

BENEVENTO

La provincia di Benevento non sfoggia località patinate come altre aree della Campania e non ha il mare azzurro e capolavori archeologici di risonanza mondiale. Tuttavia, non c’è bisogno di uno spiccato anticonformismo per innamorarsi del territorio: il capoluogo, per esempio, è una cornucopia di testimonianze artistiche di epoche diverse, e se fosse collocato in una regione meno affollata di meraviglie potrebbe certamente ambire a una più ampia notorietà”. È così che prende il via un’allegorica sfilata di borghi sanniti di “grandissima personalità”, un percorso che prende il via dalla scenografica “Sant’Agata de’ Goti, titanicamente aggrappata a una rupe di tufo, passando per Cerreto Sannita, con la secolare lavorazione delle ceramiche, e arrivando a Telese Terme, conosciuta per le terme e i ristoranti gourmet”.

CASERTA

Chiude il valzer delle province campane Caserta: qui “la fama della Reggia supera di molto quella della città, cresciuta nei secoli all’ombra di quella che è una delle residenze più sontuose della Penisola. Ma la provincia di Caserta ha un’offerta turistica tanto varia da poter accontentare le esigenze di qualsiasi viaggiatore”. Ci sono le immancabili rovine – “la Campania ha un passato davvero straordinario” – sparse tra Capua e Santa Maria Capua Vetere, ma anche l’archeologia industriale, a San Leucio. C’è la montagna immacolata del Parco Regionale del Matese e il silenzio conturbante dei villaggi di Sessa Aurunca. Troverete monasteri affrescati, castelli e borghi medievali. “Quella che per molti anni è stata solo la ‘terra dei fuochi’ oggi esibisce il fuoco della passione, con un brulicare di attività artigianali e sociali, che si pongono come rivincite nei confronti del grigio passato e promettono vittorie nel futuro”.

Gli autori che hanno realizzato la guida raccontando le bellezze delle nostre cinque province sono:

Remo Carulli (Sorrento e la Costiera Amalfitana; Salerno e il Cilento; Avellino e l’Irpinia; Benevento e il Sannio beneventano)

La sua passione per i viaggi è certificabile dall’età di cinque anni, quando, scommettendo con la sorella su quale fosse la capitale della Mongolia, vinse una caramella gommosa. Come psicoterapeuta, invece, si occupa di un altro genere di viaggi: quello delle persone che vogliono conoscere più a fondo se stesse. Tiene corsi di scrittura, gruppi di conoscenza sulle tecniche meditative, e insegna Psicologia Clinica all’università IUSTO di Torino. Ha pubblicato il romanzo Pensieri di un terzino sinistro (Zona Editrice, 2009) e il saggio La letterarietà del mestiere di psicologo (libreria universitaria, 2020), ed è stato coautore di svariate guide Lonely Planet alle regioni italiane.

Luigi Farrauto (Campi Flegrei; Pompei, Ercolano e il Vesuvio; Sorrento e la Costiera Amalfitana; Capri, Ischia e Procida; Caserta e provincia)

Ha un PhD in Design, ma visto lo scarso senso dell’orientamento disegna solo mappe. Ha vissuto a Porto, Amsterdam e Doha, è stato visiting researcher al MIT di Boston e docente a contratto in varie università italiane. Oggi vive a Milano, dove scrive guide Lonely Planet e testi di geografia per le scuole e reportage. Insieme ad Andrea Novali ha aperto il 100km studio, specializzato in segnaletica, mappe e wayfinding. Appassionato di cartografia antica e Medioriente, nel tempo libero studia l’arabo e il cinese.

Adriana Malandrino (Napoli)

Nata ad Ancona ma di sangue partenopeo, vivrebbe in un paese caldo circondata da animali, tavolette di cioccolato, carciofini sott’olio e leggendo libri lievi. Il viaggio per lei è sempre una sfida e un ritorno. Dopo molti colori di capelli, ha messo la testa a posto ed è rimasta un innocuo peperino, ama fare l’orto, raccogliere asparagi e fare ordine nel disordine per disordinare di nuovo. Dai sei anni ha sognato di fare l’etologa, la ballerina, la guardia forestale, la regista, ma è finita a organizzare festival e a fare la giornalista scrivendo di cibo (ama mangiare, non cucinare), teatro e viaggi, tentando di restituire l’anima dei luoghi e della gente, anche a chi potrà solo leggerne. Poteva andarle peggio.

campania>artecard

campania>artecard è il pass della Regione Campania promosso e gestito da Scabec, Società Campana Beni Culturali, che consente sia di visitare i principali luoghi della cultura di Napoli e della Campania sia di viaggiare a bordo del trasporto pubblico locale e regionale.

Il pass comprende circa 80 proposte culturali nell’intera regione tra cui: Museo Archeologico Nazionale, Parco Archeologico di Pompei, Museo Madre, Museo di Capodimonte, Parco archeologico di Ercolano, Certosa di Padula, Parco Archeologico di Paestum, Reggia di Caserta e tanti altri ancora.

La rete dei trasporti regionali, gestita dal consorzio UnicoCampania, comprende  il circuito delle metropolitane di Napoli, tra cui la cosiddetta “Metro dell’Arte”, le funicolari, i tram, i treni, la Cumana e la Circumvesuviana e il trasporto su gomma.

L’offerta di campania>artecard è suddivisa sulla base della durata della permanenza del turista in Campania e sull’esigenza di visitare solo la città di Napoli o tutta la regione (Napoli 3 giorni, Campania 3 giorni, Campania 7 giorni).

Infine, il brand campania>artecard prevede una doppia linea di abbonamenti annuali: il 365 Abbonamento Gold, che consente di accedere per due volte in un anno in ciascuno dei siti dei 25 siti selezionati del circuito Artecard, tra cui Pompei, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la Reggia di Caserta, il Museo e Real Parco di Capodimonte, i Templi di Paestum e molti altri, insieme a 20 ingressi con scontistica in altri siti e musei della Campania; oppure, in alternativa, fino a giugno 2021 sarà possibile acquistare la 365 lite, una card speciale che offre la possibilità di effettuare un ingresso all’interno di 34 luoghi della cultura del territorio campano, tra cui figurano sia i grandi attrattori quali il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte, la Reggia di Caserta e gli Scavi Archeologici di Pompei, Ercolano e Paestum, sia i cosiddetti “siti minori”, come l’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, gli Scavi di Oplontis e il circuito museale di Benevento.

Ma chi c’è dietro la Lonely Planet la miglior guida per i viaggi del mondo che ha dedicato un libro alla Campania ?

La Lonely Planet è una casa editrice australiana (con sede nella città di Maribyrnong, Victoria) che diffonde guide turistiche in tutto il mondo (in Italia tradotte e pubblicate dalla casa editrice EDT di Torino). Ecco come la descrive wikipedia

Indice
1 Storia
1.1 Il primo viaggio e i primi libri di Tony e Maureen Wheeler
1.2 La notorietà internazionale
1.3 Partecipazioni e proprietà
1.4 Significato del nome
2 Note
3 Altri progetti
4 Collegamenti esterni
Storia
Il primo viaggio e i primi libri di Tony e Maureen Wheeler

Tony e Maureen Wheeler
Il primo libro Lonely Planet, Across Asia on the Cheap, fu scritto e pubblicato da Tony Wheeler, un ex ingegnere della Chrysler, e da sua moglie Maureen a Sydney nell’ormai lontano 1973, dopo un lungo viaggio che dalla Turchia li aveva condotti attraverso Iran, Afghanistan e Pakistan, fino all’India e al Nepal. Scritto in modo personale e brillante il volume divenne in poco tempo un piccolo best seller in Australia e in tre mesi vendette ottomila copie. Ciò spinse la coppia di viaggiatori a scrivere “South-East Asia on a Shoestring” (la ormai celebre Yellow Bible), che resta uno dei libri di maggior successo di Lonely Planet.

Il primo libro di Lonely Planet divenne in breve un punto di riferimento per i giovani viaggiatori attratti dal lungo itinerario via terra dall’Australia all’Europa. Per le giovani generazioni, soprattutto australiane e neozelandesi, degli anni settanta si trattava di una vera e propria iniziazione. A volte impiegavano mesi o anni per compiere l’impresa. Non dimentichiamo che in quel periodo pionieristico i servizi di viaggio erano ancora carenti, per non parlare delle soluzioni low-cost, cosa che rendeva ancora più elettrizzante l’avventura. Questo periodo ruggente della storia di Lonely Planet e dei Wheeler è raccontato da Tony e Maureen nel libro Un giorno, viaggiando – The Lonely Planet Story.

La notorietà internazionale

Alcune guide Lonely Planet in una libreria a Lanzhou
Inizialmente centrato sull’Asia, l’interesse di Lonely Planet si estende a tutto il globo. Nel 1989 erano in catalogo oltre 70 titoli che coprivano tutto il mondo fatto salvo per Europa Occidentale, Unione Sovietica e Stati Uniti.

Nel dicembre 1991 viene pubblicata la prima guida dell’URSS, proprio mentre l’URSS stava vivendo uno dei momenti più tragici della sua esistenza e il futuro del paese era molto incerto. La guida, dalla vita assai breve, ricevette molti apprezzamenti anche da parte degli stessi cittadini sovietici, che per la prima volta ebbero a disposizione un testo omnicomprensivo sul loro sterminato paese.

Alle produzioni consuete, shoestring (con quattro soldi, guide dedicate a regioni vaste o addirittura interi continenti come l’Africa) e travel survival kit (guide dedicate ad un solo paese), si affiancano i phrasesbook, i frasari di viaggio. I frasari Lonely Planet a differenza di altri omologhi non si limitano alle sole frasi per chiedere informazioni ma hanno ampie sezioni dedicate alla socializzazione con le popolazioni locali, gli usi e costumi, la religione.

All’attività editoriale dal 1986, si affiancano alcune importanti iniziative umanitarie: parte dei proventi della Lonely Planet vengono devoluti per la realizzazione di progetti umanitari in Africa, India, America Centrale e anche in opere di sensibilizzazione, come ad esempio la campagna con Greenpeace per fermare i test nucleari francesi nel Pacifico.

Con il tempo le guide e la filosofia Lonely Planet sono cambiate, senza tradire nulla dello spirito originario; oggi le guide non si rivolgono solo ai backpackers e contemplano anche passaggi aerei ed alberghi di lusso. Ricche di foto a colori e con la sezione itinerari in apertura, sono oggi tradotte in moltissime lingue, tra cui il cinese.

Il peso dell’autorevolezza acquisita negli anni da Lonely Planet è rappresentato da casi come il boicottaggio delle Lonely Planet in Myanmar. La Burma Campaign[1], campagna per i diritti umani e la democrazia in Birmania, ha indetto un boicottaggio alle guide di Lonely Planet. La casa editrice, al contrario di altre concorrenti, ha pubblicato una guida alla Birmania e incentiva attivamente il turismo verso di essa, ma secondo l’associazione i proventi del turismo vanno a sostenere direttamente il regime militare. Il boicottaggio terminerà quando la guida sarà ritirata.

Partecipazioni e proprietà
Lonely Planet possiede anche una società di produzione televisiva, che ha realizzato quattro serie: Lonely Planet Six Degrees, The Sport Traveller, Going Bush e Vintage New Zealand. Oltre alla sede australiana di Maribyrnong (esattamente a Footscray), Lonely Planet ha uffici a Londra e Oakland, California.

Nell’ottobre del 2007 la BBC Worldwide, parte del gruppo britannico BBC, ha acquisito il 75% della casa editrice australiana, pagandolo 88,1 milioni di sterline. La famiglia Wheeler ha conservato il rimanente 25% della società fino al febbraio 2011, quando ha venduto la quota residua alla BBC. Nel marzo 2013 la BBC Worldwide ha venduto, per 75 milioni di dollari, la maggioranza delle azioni alla società statunitense NC2 Media[2], il cui azionista di riferimento è Brad Kelley, un miliardario del Kentucky che, dopo aver venduto il suo gruppo che produceva sigarette a basso costo, ha acquistato vaste aree in Texas, Florida e Nuovo Messico[3], arrivando a possedere circa 1.5 milioni di acri[4].

Significato del nome
Il nome è stato creato in base all’assonanza con l’espressione lonely heart (“cuori solitari”).
Letteralmente significa “pianeta che si sente solo”: il nome vuole essere un invito verso il lettore a visitarlo.

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