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Divina Misericordia: il mistero che si cela dietro il quadro

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L’opera in questione è stata realizzata – si narra – su richiesta di Gesù a Santa Faustina Kowalska. Nel quadro della Divina Misericordia, tra l’altro, si legge “Gesù, confido in Te”. Ma cosa si cela dietro la copia originale di tale dipinto? Per anni si è parlato ininterrottamente di mistero, che in realtà giù aleggiava intorno all’opera originale: Fu dipinto a Vilnius (che allora era una città appartenente alla Polonia) dall’artista Eugeniusz Kazimirowski, dopo che il suo vicino di casa e direttore spirituale di suor Faustina, don Michał Sopoćko, gli aveva parlato in detto della missione che suor Faustina affermava di aver ricevuto attraverso alcune visioni di Gesù. Ecco cosa scriveil sito di “Aleteia“.

La domenica della divina misericordia, che si celebra oggi, è una festività relativamente recente: è stata istituita nel 1992 da papa Giovanni Paolo II. Nell’anno liturgico della Chiesa cattolica viene celebrata nel giorno della domenica in albis, ovvero la domenica successiva a quella di Pasqua.

“CHI PUO’ DIPINGERTI BELLO COME SEI?”

Il pittore impiegò circa sei mesi per completare l’opera ordinatagli e sotto la continua presenza e controllo della suora e del prete. Suor Faustina era particolarmente esigente e domandava continuamente correzioni o aggiunte di dettagli, per ottenere un’immagine fedele alla visione. Una volta Gesù, mentre suor Faustina si lamentava che non era come lei aveva richiesto, le disse: «Chi può dipingerti bello come sei?». Parole che la suora sentì echeggiare all’improvviso, e che favorirono una conclusione più rapida del dipinto (Indagine ai confini del sacro, Tv 2000, 26 aprile).

LA CHIESA DI DON SOPOCKO

La prima collocazione dell’opera finita è stata nella chiesa di San Michele, dopo che, il 4 aprile 1937, si ebbe l’approvazione dell’arcivescovo di Vilnius, Romuald Jałbrzykowski, accanto all’altare maggiore della chiesa. Qui rimase per undici anni; si trattava della stessa chiesa dove don Sopoćko era parroco. Con l’avvento del regime comunista (la Russia conquistò Vilnius nel 1939), molte chiese furono chiuse. Tra cui quella di San Michele, che nel 1948 venne trasformata in un museo. Iniziarono, così le “tribolazioni” del dipinto.

LA PRIMA “FUGA” DELLA TELA

L’edificio, quadro (senza cornice) compreso, venne acquistato in gran segreto e illegalmente da un operaio lituano, che svendette l’arredamento del tempio. Allora due adoratrici della Misericordia Divina (una polacca ed una lituana), consapevoli delle pesanti ritorsioni delle autorità sovietiche, portarono la tela avvolta in un rotolo fuori dalla chiesa (secondo una leggenda, l’acquistarono offrendo vodka e soldi al custode). Per un certo tempo la tennero nascosta in una soffitta in previsione di eventuali pericoli.

NELL’ARCHIVIO DI SANTO SPIRITO

Nel 1951 le due donne provarono prima ad accordarsi con un uomo per trasferirla in Polonia ma quest’ultimo rinunciò. In seguito spostarono il quadro nella chiesa di Santo Spirito, sempre a Vilnius, dove vennero riposte anche tutte le suppellettili appartenenti alla chiesa svuotata. Il parroco della chiesa di Santo Spirito, don Jan Ellert, non era interessato a conservare il quadro, né ad esporlo e lo nascose nell’archivio sul retro della chiesa.

divina misericordia

DIVINA MISERICORDIA. IL TWEET DEL PAPA: “IL SIGNORE VEDE I FIGLI DA RIALZARE”

Intanto Papa Framcescp, per la seconda volta, ha presieduto la Santa Messa nella Festa della Divina Misericordia, domenica 11 aprile, nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia a Roma, che dal 1994 per decisione dell’allora cardinale vicario Camillo Ruini è stata elevata a Santuario della Divina Misericordia. Al termine dell’Eucaristia, il Papa guiderà dal Santuario la recita del Regina Caeli. In un tweet diffuso oggi, il Pontefice scrive che: “Il Signore non vuole che ripensiamo continuamente alle nostre cadute, ma che guardiamo a Lui, che nelle cadute vede dei figli da rialzare, nelle miserie vede dei figli da amare con misericordia. #DivinaMisericordia”.

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