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Che succede a Ravello? Perrotta già incontra tutti e De Luca lo fredda “Ci sto ripensando”

Ravello ( Salerno ) . Si vede che il Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, tra un dato, una percentuale e una polemica sulla pandemia ieri,  ci sta prendendo gusto alla moda della politica italiana di cambiare direzione in continuazione, ora giallo, domani rosso, ora si apre, domani si chiude, poi si riapre. Non sappiamo cosa stia succedendo nella cittadina della Costiera amalfitana che, non dimentichiamolo, va a votare a ottobre. Il sindaco Salvatore Di Martino chiese il commissariamento della Fondazione per cambiare lo Statuto ed evitare che poi nella stessa Fondazione ci fosse sia la minoranza che la maggioranza per evitare conflitti, nello stesso tempo riducendo cda e cdi si doveva rendere la Fondazione più snella, un’operazione che doveva durare poche settimane, invece il commissariato è durato praticamente due anni e mezzo o quasi. Ora si va al voto, se Di Martino vince bene, rimane nella struttura, se perde esce.

Ora all’improvviso da Napoli dalla Regione Campania esce il nome autorevole di Francesco Maria Perrotta. Nome che doveva essere concordato, e così è stato detto , “sentito il sindaco” , come recita lo statuto. Una nomina comunicata però unilateralmente e anticipata dai media, ma da tutti, anche quelli nazionali. Prassi avrebbe voluto che la cosa venisse comunicata magari con una diretta contestuale col sindaco , vista l’importanza e l’attesa della cosa. Comunque sia Perrotta era già entrato in azione, e bene ha fatto, visto che siamo in ritardo sulla programmazione estiva, arrivato in Costa d’ Amalfi ha cominciato anche ad incontrare qualcuno nella Città della Musica, quando è arrivata la doccia fredda.

Nella sua consueta diretta Facebook del venerdì, De Luca, dopo oramai due giorni che ne parlava tutta l’ Italia,   ha trovato il tempo di occuparsi della Fondazione Ravello e dire che la nomina non è certa in soldoni. Lunedì scorso il comunicato ufficiale, o almeno così si credeva, che rendeva nota la nomina di Francesco Maria Perrotta, 53 anni, dottore commercialista, presidente di ItaliaFestival e tesoriere dell’Agis, con tanto di sua dichiarazione: «Ho intenzione di condividere le best practices già attuate sul territorio integrandole con gli esempi virtuosi messi in atto dalla rete di festival che rappresento. Tra gli obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere vi è l’elaborazione di una nuova progettualità in stretta connessione con gli enti locali per riportare il festival di Ravello all’interno dei circuiti nazionali e internazionali anche attraverso collaborazioni con i più importanti festival europei. Ringrazio i soci della fondazione, in particolar modo il Presidente De Luca per aver riposto in me la fiducia affidandomi un incarico così ambizioso e stimolante. Ringrazio inoltre il commissario straordinario Almerina Bove per il prezioso lavoro che ha consentito alla Fondazione Ravello di superare egregiamente le criticità pregresse».
Ma ieri il governatore ha detto, invece: «Non c’è alcuna decisione presa per quanto riguarda la Fondazione Ravello. Stiamo procedendo, è in corso l’istruttoria». E, intanto, dal sito della Fondazione scompariva il suddetto comunicato.
Che succede a Ravello? Perrotta, che ieri mattina è stato a Ravello e forse ha visto anche De Luca, era stato individuato, dopo l’ipotesi dello scrittore Antonio Scurati, per la sua esperienza di manager della cultura, di cui Fondazione e festival hanno bisogno dopo anni di crisi prima e di commissariamento poi. La sua nomina, annunciata ma ora non più così ufficiale, era frutto della convergenza di Regione e Comune.
Difficile dire se le parole del presidente della Regione servono a prendere il tempo che serve per definire accordi e impegni, disponibilità e progetti. O se, a pochi giorni dalla scadenza del commissariamento il 30 aprile, i giochi per Ravello si siano davvero riaperti del tutto.

Probabile che ci sia un ripensamento sul “modo” da concordare col primo cittadino. Sicuramente non è la Fondazione alla quale eravamo abituati anni fa, quella con De Masi e Amalfitano direttore di Villa Rufolo, quando si cercava di reperire finanziamenti privati ( a memoria ricordiamo MPS etc) per essere indipendenti dalla politica, politica che ora metterà le mani sui gioielli della città, Palazzo Episcopio ed Auditorium Oscar Niemeyer, per un progetto Ravello che tara a partire. Staremo a vedere anche perchè la Fondazione Ravello , se gestita bene,  è una risorsa per tutto il territorio .

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