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Cava de’ Tirreni. Investito sui binari del treno, l’autopsia conferma: “Un incidente, non è stato suicidio”

Cava de’ Tirreni. Investito sui binari del treno, l’autopsia conferma: “Un incidente, non è stato suicidio”. La morte del giovane Giovanni Adinolfi è stata una tragica fatalità. Gli accertamenti degli inquirenti hanno confermato che le cause che hanno portato al decesso del 27enne cavese, sabato scorso a Torre Annunziata, sono da ricondurre a circostanze che nulla hanno a che fare con l’ipotesi di un gesto estremo. Un incidente. Così, dopo giorni di attesa per l’espletamento delle indagini di rito, effettuate anche grazie all’ausilio delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti in zona, e la disposizione dell’esame autoptico, giovedì la salma del ragazzo è stata dissequestrata e consegnata ai familiari per celebrare i funerali. Il giovane cavese è deceduto nella tarda serata di sabato scorso a Torre Annunziata in seguito a un grave incidente. Il ragazzo, infatti, intorno alle 22,40 stava attraversando i binari di un passaggio a livello chiuso nei pressi della stazione ferroviaria centrale di Torre Annunziata quando è stato travolto da un convoglio in corsa, il treno regionale 21355 partito da Salerno e diretto a Napoli.

A quanto pare Adinolfi, a causa del buio, non si sarebbe accorto dell’arrivo del convoglio. L’episodio, tuttavia, ha reso necessaria una serie di approfondimenti disposti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata che in primis ha previsto il sequestro della salma del giovane, sottoposta a esame autoptico presso l’obitorio dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Gli esiti dell’accertamento, che si è protratto per diversi giorni a causa delle condizioni in cui si presentava il corpo del giovane dopo l’impatto, ad ogni modo, non hanno rilevato alcuna anomalia e il corpo del ragazzo, giovedì scorso, è stato restituito ai familiari.

Così, ieri mattina, presso il convento di San Francesco e Sant’Antonio di Cava de’ Tirreni si sono potuti celebrare i funerali del giovane, che viveva con il padre e i fratelli dopo che la madre era deceduta circa due anni fa. Il rito funebre è stato celebrato da padre Giuseppe Iovino che ai presenti (oltre ai familiari, numerosissimi gli amici del ragazzo) ha chiesto di essere forti e di affidarsi alla fede per superare la tragicità delle circostanze. «Le esequie sono state composte e vissute nel silenzio – ha raccontato fra Giuseppe – , in un clima di preghiera per questo giovane che ha concluso in tragicità la sua vita terrena. Tante persone sono venute a rivolgergli l’ultimo saluto e ho avuto modo di parlare anche con gli amici di Giovanni, mi hanno portato delle sue foto e mi hanno raccontato di un ragazzo buono, incapace di compiere del male. Purtroppo, dinanzi a queste tragedie, non dobbiamo chiederci perché siano avvenute ma come superarle vivendo a pieno la vita al servizio del bene».

Fonte La Città di Salerno 

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