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Castellammare di Stabia, punto di scolta per “Meridbulloni”: patto sui suoli, 55 operai trovano casa

Castellammare di Stabia, punto di scolta per “Meridbulloni”: patto sui suoli, 55 operai trovano casa. Ce ne parla Tiziano Valle in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Metropolis. La questione “Meridbulloni” di Castellammare è a un punto di svolta. Nei giorni scorsi l’imprenditore Alessandro Vescovini ha presentato la sua manifestazione d’interesse in Regione e all’Asi (Area Sviluppo industriale) che ha il sapore di un impegno concreto a impiantare la nuova produzione sul territorio torrese- stabiese. La proposta sarà valutata dal consiglio di amministrazione dell’Asi la prossima settimana, ma è evidente che si tratta di una formalità. La proposta è di prendere in affitto i suoli dell’ex azienda Damiano Motors in via Terragneta a Torre Annunziata con un contratto di 6 anni più 6 anni, e con l’opzione per ulteriori 12. L’Asi acquisirebbe i suoi dalla Damiano (che per ora li valuta 7 milioni) e li affitterebbe a Vescovini. Ovviamente nella richiesta presentata a Palazzo Santa Lucia l’imprenditore ha garantito il rispetto degli accordi sindacali, quindi ha confermato la volontà di mantenere inalterati i livelli occupazionali: ciò significa che i 55 operai fuoriusciti dalla Meridbulloni torneranno a lavorare in Campania quando sarà concluso il percorso di formazione avviato nelle fabbriche del gruppo nel nordest d’Italia.

Oltre a confermare che la manifestazione d’interesse sarà valutata nel prossimo cda, l’Asi prende anche una posizione netta nei confronti del sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, che l’aveva accusata di non aver messo sul piatto della bilancia la possibilità di poter impiegare anche disoccupati torresi nel futuro insediamento di Vescovini.

«L’Asi non fa politica», dice il vicepresidente Carmine Alfano, avversario dello stesso Ascione alle ultime primarie torresi per la scelta del candidato sindaco. «Piuttosto Ascione si chieda perché l’amministrazione torrese, quella in carica e quella che l’ha preceduta, non è mai stata in grado di attirare sul territorio imprenditori intenzionati a fare nuova occupazione. L’Asi ha un’altra funzione che è quella di garantire lo sviluppo degli agglomerati industriali di competenza». Dunque, l’Asi non è chiamata a tutelare un Comune piuttosto che un altro, semplicemente «in ragione della normativa regionale deve far fronte alle richieste che gli provengono dalle realtà industriali tese a determinare lo sviluppo economico del territorio, ed è in questa ottica che valuteremo la richiesta avanzata da Vescovini ». In linea con i protocolli di Mise e Regione, l’Asi garantisce che sarà impegnata in ogni sede e in ogni trattativa a tutelare i livelli occupazionali e possibilmente favorirne l’incremento. Dice Alfano: «siamo vigili nel caso dovessero presentarsi nuovi insediamenti o ampliamenti». Non è escluso che Vescovini stesso possa richiedere un potenziamento di manodopera. In quel caso si valuterebbero prevalentemente curriculum “torresi” per le assunzioni.

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