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Avellino, da Mons. Arturo Aiello ai Dinosauri? foto

Avellino – Il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, ha annunciato che la società internazionale DinoPark, proprietaria di parchi di divertimento in Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna e Russia, ha intenzione di realizzare un parco a tema nella zona Sud del capoluogo irpino. Era il 20 maggio 2019, e quello che di lì a poco sarebbe diventato il primo cittadino di Avellino, raccontano i cronisti locali, si aggirava nei pressi del Parco della Pace intitolato alla memoria del giusto Giovanni Palatucci, promettendo di realizzare proprio in quest’area abbandonata da anni, l’ambizioso progetto per i più piccini: la cittadella dei bambini. Poco importa se la manutenzione straordinaria, prima, e anche ordinaria, poi, di quel parco sia stata affidata successivamente alle cure della Diocesi di Avellino e del vescovo Arturo Aiello, sia nella parte più propriamente del parco che in quella sovrastante delle strutture sportive. Di quel progetto non se ne seppe più nulla. Fino a quando in diretta Facebook, il Sindaco Gianluca Festa (nella foto in basso) ha annunciato la possibilità di realizzare in 100mila metri quadrati il Dino Park, il parco di divertimento a tema preistorico più grande d’Italia, progetto ambizioso che darebbe  nuova linfa alla città di Avellino che si candiderebbe a diventare un’attrazione dell’intero Mezzogiorno. Naturalmente se da un lato c’è l’entusiasmo di un Sindaco che vede nella possibilità, grazie a investimenti stranieri (DinoPark è brand di imprenditori con sede in Repubblica Ceca), di realizzare ad Avellino la “Gardaland” del Sud, dall’altra c’è la voce di chi rimane perplesso e avanza critiche al Primo cittadino avellinese, che si proclama paladino dei bambini, come quelle riportate da Gerardo De Fabrizio sulla testata online Ortìcalab (7 aprile 2021). Le critiche si focalizzano soprattutto sul Piano di Zona d’ambito A4, quello che vede il Comune di Avellino, ente capofila, e che non trova una sua giusta collocazione spazio temporale nella quotidianità di questo territorio che necessiterebbe d’interventi nel sociale come del pane. “Forse sarebbe il caso di partire da qui per immaginare sul serio una città a misura di bambino – scrive De Fabrizio e aggiunge – “Semmai riattivando un PdZ che è fermo da mesi e che dal 22 dicembre scorso non riesce a sbloccare fondi indispensabili per avviare la manutenzione ad esempio delle Scuole materne. Ancora peggio, senza una convocazione ad hoc dell’assemblea d’ambito non è stato possibile neanche destinare 90mila euro per acquistare ottanta sanificatori da inserire all’interno dei plessi scolastici per implementare il grado di sicurezza degli alunni più piccoli. Insomma, tutto è fermo semplicemente perché non è stata ancora approvata la programmazione degli interventi del Sistema regionale integrato di Educazione e Istruzione da parte dell’assise dei sindaci che fanno parte del PdZ, come confermato dallo stesso coordinatore dell’ambito A4 che poi è anche il segretario del Comune di Avellino Vincenzo Lissa in una nota dello scorso 12 febbraio. E così, come denunciato anche dal consigliere di opposizione Nicola Giordano, il ritorno a scuola ci sarà ma nessun sanificatore sarà posizionato all’interno degli Istituti scolastici: una cattiva gestione che ricade sulla sicurezza dei bambini“. Le critiche che riportiamo, testimoniate da De Fabrizio nel suo articolo appaioni sacrosante, ben vengano imprenditori seri disposti a investire, ma se si vuole una città veramente a misura di bambino, non si deve partire dal divertimento ma dai servizi essenziali per i più piccoli, se no la storia ci ricorda tanto, per usare una metafora, quella che ci raccontò Carlo Collodi con Pinocchio che segue Lucignolo nel Paese dei Balocchi, e sappiamo come andò a finire per i due bambini che pensavano solo al divertimento quando invece in questo momento ottanta sanificatori sarebbero più urgenti. di Luigi De Rosa

Generico aprile 2021

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