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AUGIAS MI HA DELUSO

AUGIAS MI HA DELUSO

Da Meta sulla costa di Sorrento il nostro prezioso collaboratore , giornalista nonché apprezzatissima guida turistica, Gegè Lorenzano, fa la sua riflessione sulla trasmissione condotta da Corrado Augias su Napoli e la Campania.

Sono sempre stato un sincero estimatore di Corrado Augias.

Mi ha sempre colpito il suo stile molto british e la sua eccelsa professionalità.

Ho seguito alcune puntate della sua ultima trasmissione televisiva “Città segrete” e mi sono particolarmente piaciute quelle dedicate a Milano, Venezia e Palermo.

Aspettavo con ansia la puntata su Napoli attratto soprattutto dal titolo della trasmissione: “Città segrete“.

Napoli ha tanto di segreto, misterioso, esoterico, mistico ed affascinante; certo non il culto viscerale per Maradona o un servizio di 45 anni fa al boss camorrista Cutolo da parte di Joe Marrazzo.
A prescindere che Cutolo fosse un personaggio di Ottaviano e non cittadino, non vedo il nesso con il titolo della tramissione.

Eppure la puntata era iniziata bene con una veduta panoramica magnifica dalla stupenda Certosa di San Martino citando il compositore Cimarosa ed un ottimo passaggio nella Cappella Sansevero, vero tempio dell’esoterismo partenopeo ed italiano. Interessante anche il passaggio relativo al tunnel borbonico.

Ho trovato invece un po’ fuori dal seminato il dilungarsi sulla vita della pittrice Artemisia Gentileschi con aneddoti inerenti Firenze, Londra ed i suoi trascorsi col padre nella capitale britannica.

Casomai si sarebbe dovuto parlare del secolo d’oro della pittura napoletana ( XVII sec.) con la sfida artistica tra Caravaggeschi e Carracceschi che fece di Napoli il teatro mondiale di questa sfida pittorica, culturale e filosofica.

Si sarebbe dovuto parlare dello scultore-architetto bergamasco Cosimo Fanzago, primo vero appaltatore e talent-scout della storia dell’arte mondiale che non a caso si recò a Napoli in quel periodo, proprio perchè attratto da quell’atmosfera culturale unica.

Augias non ha minimamente stigmatizzato la figura del più grande regnante d’Europa: Carlo (III) di Borbone, colui che fece di Napoli un faro culturale per tutta l’Europa con la costruzione del primo teatro dell’Opera mondiale, dell’Albergo dei Poveri, di quattro palazzi reali intesi non come capricci di un re, del primo museo archeologico della storia dell’umanità e con l’istituzione del pionerismo dell’archeologia moderna ad Ercolano, Pompei e Stabia.

Augias non ha nemmeno accennato al filone della canzone classica napoletana, non ha mostrato nè personaggi celebri nè quelli sconosciuti.

Avrebbe potuto parlare del primo cantautore italiano: il napoletano Gilberto Gill, oppure della fine in miseria dei due autori della canzone più conosciuta al mondo O’ Sole mio.

Nemmeno un accenno ai grandi pittori della scuola di Posillipo: Pitloo, Duclere, Gigante, Palizzi, etc.

Magari sulla camorra avrebbe potuto parlare dei capi storici Ciccio Cappuccio e Tore e’ Crescienzo. Nemmeno un accenno alla gastronomia napoletana; eppure quando si parla di pizza, caffè, spaghetti, babà e sfogliatella si parla di Napoli.

Si é dilungato troppo su Maradona e non ha ricordato il fondatore del Napoli calcio: il generoso presidente ebreo napoletano Giorgio Ascarelli ed il suo pupillo Attila Sallustro. Come ha ben detto il comico napoletano Paolantoni…. Augias non ha offeso Napoli, ci ha solo profondamente deluso.
EUGENIO LORENZANO

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