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Antidolorifici, effetti collaterali infarto e ictus da valutare

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    Effetti collaterali da vaccini anti Covid? Non c’è medicina che ne sia esente, vediamo per esempio i rischi degli antidolorifici. Insieme al paracetamolo, i farmaci analgesici (cioè contro il dolore) più acquistati in Italia sono i Fans, Farmaci antinfiammatori non steroidei: fra questi rientrano per esempio l‘acido acetilsalicilico, l’ibuprofene, il diclofenac e molti altri. Parliamo di farmaci noti, come Aspirina, Aulin, Moment, Voltaren e molti equivalenti (detti anche generici).

    Quali antidolorifici prendere?
    L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha stabilito una scala di somministrazione di antidolorifici in base alle caratteristiche e all’entità del dolore: si parte dagli antinfiammatori e dal paracetamolo, seguiti da oppioidi leggeri (ad esempio la codeina) per arrivare infine alla morfina nei casi più gravi.

    Quali sono i farmaci antidolorifici più usati?
    Antinfiammatori e paracetamolo sono gli antidolorifici più usati per trattare dolori generalizzati, febbre e infiammazioni. Molti di questi non richiedono la ricetta.

    Come funzionano gli antinfiammatori?
    Gli antidolorifici antinfiammatori funzionano bloccando la produzione delle prostaglandine, sostanze che nel nostro organismo sono una sorta di mediatori chimici del processo infiammatorio. Le prostaglandine hanno però anche altre importanti funzioni nel nostro organismo, e proprio per questo i Fans, bloccandone l’azione, presentano anche effetti indesiderati da non trascurare.

    Quali sono i principali effetti indesiderati degli antinfiammatori?
    Fatta eccezione per l’acido acetilsalicilico, gli antinfiammatori, se assunti con regolarità ed elevata frequenza, possono aumentare il rischio di complicazioni cardiache o peggiorare le condizioni di salute di chi già soffre di pressione alta.
    Un altro effetto è che sono irritanti per lo stomaco: fra il 5 e il 10 percento delle persone che assumono Fans con regolarità nell’arco di un anno potrebbero soffrire di sanguinamento.
    Infine, per i diabetici è bene sempre consultare il medico prima dell’assunzione dei Fans, perché studi hanno rilevato casi di insufficienze renali in seguito al loro uso.

    Ci sono alternative agli antinfiammatori?
    Una alternativa agli antinfiammatori è il paracetamolo: non provoca danni allo stomaco ed è per questo il farmaco antidolorifico di prima scelta, indicato in particolare per persone che soffrono di problemi di stomaco, donne gravide e bambini.

    Consigli per l’uso
    Preferite i farmaci generici o equivalenti, cioè chiamati con il nome del principio attivo: hanno la stessa efficacia e costano meno.
    Nonostante quanto afferma la pubblicità, gli studi clinici attualmente disponibili evidenziano che non esiste un antiinfiammatorio specifico per mal di testa, mal di schiena, dolori mestruali o altro. Se sono presi in dosi equivalenti, il loro effetto è essenzialmente lo stesso su dolori di qualsiasi provenienza. Meglio evitare di acquistare tanti antidolorifici diversi.
    Meglio evitare farmaci che contengono associazioni di diversi princìpi attivi: l’efficacia non migliore e il rischio di effetti indesiderati aumenta.
    Utilizzate gli antidolorifici solo per periodi brevi. Se il dolore continua, andate dal medico.

    Il diclofenac, principio attivo alla base di farmaci come il Voltaren, assieme all’ibuprofene è uno degli antidolorifici più utilizzati al mondo, grazie alla sua spiccata efficacia nel trattare stati dolorosi di varia natura (come quelli mestruali e muscolo-scheletrici) e l’infiammazione. Come tutti i medicinali, nei soggetti predisposti e in determinate condizioni il diclofenac può scatenare reazioni allergiche ed effetti collaterali di varia intensità. Tra i più comuni vi sono nausea, vomito, diarrea, flatulenza e altre condizioni gastrointestinali, oltre a mal di testa e vertigini; meno probabili sono le reazioni anafilattiche, la sonnolenza, la dispnea, le emorragie gastrointestinali e le feci con sangue (melena). Tra i più rari si registrano tremori, ictus, disturbi della visione, palpitazioni, infarto del miocardio e altri ancora. Un recente studio coordinato da scienziati della Società Europea di Cardiologia ha tuttavia rilevato che i rischi per il cuore (in particolar modo di arresto cardiaco) sarebbero sensibilmente più elevati di quanto sospettato in precedenza, con il diclofenac più rischioso dell’ibuprofene e molto più del naprossene. I rischi di questi medicinali, tutti facenti parte dei cosiddetti FANS (farmaci antiinfiammatori non steroidei) sono acuiti dal fatto che spesso si possono acquistare senza prescrizione medica.

    Quali sono gli effetti collaterali del diclofenac

    Seppur non comuni, le reazioni allergiche al principio attivo di un farmaco non sono da sottovalutare; nei casi estremi possono infatti sfociare nello shock anafilattico, un’emergenza medica che mette a repentaglio la vita del paziente. Nel caso del diclofenac le reazioni allergiche – rare – possono determinare orticaria, fotosensibilità, eczema, varie tipologie di dermatiti (comprese la esfoliativa e la bollosa), prurito, angioedema, diminuzione della pressione sanguigna e altro ancora. Tra gli effetti collaterali e indesiderati più comuni vi sono soprattutto quelli di natura gastrointestinale, come vomito, nausea, diarrea, difficoltà nella digestione, dolori addominali, flatulenza e perdita dell’appetito. Comuni sono anche i capogiri, le cefalee, le vertigini e i rash cutanei. Tra gli effetti indesiderati rari si registrano disturbi epatici legati all’aumento delle transaminasi, ittero, emorragie gastrointestinali e asma; tra i più rari vi sono l’insufficienza renale acuta, l’insufficienza epatica, colite, disturbi esofagei, polmonite, convulsioni, tremori e varie condizioni cardiovascolari come vasculite, insufficienza cardiaca, arresto cardiaco, infarto del miocardio e ictus. In realtà, come indicato, queste ultime sarebbero meno rare di quanto creduto in passato. Tra gli altri effetti collaterali noti del diclofenac vi sono la Sindrome di Stevens-Johnson, il peggioramento dell’udito, anemie e carenze di elementi del sangue come piastrine e leucociti. Va tenuto presente che il diclofenac può essere assunto in vari modi (orale, rettale, iniezione etc) e alcuni effetti indesiderati possono essere legati al metodo di somministrazione.

    Controindicazioni e interazioni del diclofenac
    Analogamente ad altri FANS, il diclofenac è controindicato nei pazienti che hanno manifestato ipersensibilità a principi attivi simili e all’acido acetilsalicilico (aspirina). È controindicato anche per chi ha sofferto (o soffre) di ulcere, emorragie e perforazione gastrointestinale; in chi soffre di patologie cardiovascolari, insufficienza renale e/o epatica grave e altre condizioni. Nelle donne in gravidanza o che allattano e nei minori di 16/14 anni alcune formulazioni potrebbero essere controindicate; naturalmente è sempre doveroso consultare il proprio medico per sapere quando e come è possibile assumere l’antidolorifico in tutta sicurezza. Chi fuma, soffre di diabete, dolori al petto (angina), ipertensione, morbo di Chron, presenta elevati livelli di colesterolo, problemi al fegato e altre condizioni cliniche deve sempre avvisare il medico. Il diclofenac può essere influenzato da principi attivi come litio, betabloccanti, metotrexato, ciclosporina, fenitoina, antibiotici chinolonici e altri ancora, dunque se si stanno assumendo altri medicinali è sempre doveroso avvisare medico o farmacista. Il fatto che alcuni farmaci possano essere acquistati senza prescrizione medica non significa che siano totalmente sicuri, quindi è sempre importante rispettare posologia, durata delle terapie e soprattutto consultare il medico.

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