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Anita Pavone e Rolando Attanasio grandi protagonisti di “Panorami Culturali” di Positanonews TG segui la diretta

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    Anita Pavone e Rolando Attanasio grandi protagonisti di “Panorami Culturali” di Positanonews TG  con Pino Cotarelli e Maurizio Vitiello giunti all’XI puntata visibile sui canali di Positanonews, pagina facebook, you tube, Twitch e twitter .

     

    POSITANONEWS TV – SPECIALE TG – PANORAMI CULTURALI N. 11 – “TEATRO E CANZONI” – Lunedì 12 Aprile 2021, h. 19.30
    Regia, coordinamento e interventi del giornalista Pino Cotarelli, direttore della testata on line “Le Sociologie“.
    Cura e modera Maurizio Vitiello, sociologo, scrittore, critico d’arte, articolista.
    Ospiti: Anita Pavone, attrice; Rolando Attanasio, artista multiperformer.
    Dalla redazione il Direttore di Positanonews, Michele Cinque.

     

    Rolando Attanasio

    Pittore visionario/ artista digitale/ sceneggiatore. Napoli 1971. Svolge la sua attività di sperimentazione attraverso la pittura, il teatro, la scrittura. La sua ricerca in campo teatrale è incentrata sul paradosso e sulle idiosincrasie della moderna società dei consumi, con i suoi miti, le sue luccicanti esche e i suoi controsensi, mettendo in risalto spesso la falsità e la disgregazione dei valori umani e le infinite contraddizioni dei nostri tempi. Ha affiancato spesso artisti famosi con elaborazioni digitali artistiche e creazioni scenografiche. Ha elaborato un proprio sistema di concezione del teatro e dell’immagine digitale, così come della scrittura. Figlio d’arte, il padre, Giovanni, è stato un bravo e apprezzato attore teatrale e cinematografico.

     

    2006 Va in scena una sua piece teatrale dal titolo: “Dottore si nasce”

    2005 Espone due opere pittoriche, rocambolicamente appese in aria, nel suggestivo spazio affrescato del Refettorio di S.Domenico Maggiore –il vernissage dal titolo: “ARIA- Una boccata d’arte, ottava rassegna di arti sceniche e visuali, 12-19  Novembre.

    2004 è tra gli artisti selezionati alla Biennale giovani artisti Campani con l’opera pittorica Nettuneapolis.
    2004 due lavori d’arte digitale vengono scelti da una rivista Giapponese, (Japan) “12 th internet international art/photo contest” -y2k 20044-y2k 20043 alfa
    Ha lavorato ad alcune scenografie nel 2003-2004, tra cui quella del noto drammaturgo Napoletano Manlio Santarelli, di cui ha messo in scena con l’attore Napoletano Carlo Puzio e Gennaro Patrone “Disturbi di memoria”. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Napoli, si è diplomato in Restauro Pittorico ed ha approfondito lo studio del colore e dei mezzi moderni digitali, con applicazioni di computer Art e Grafica. Dal 2002 al 2003 ha vissuto a Cambridge UK, entrando in contatto con il mondo artistico della Grafica e della pittura Anglosassone, lavorando come freelance per alcune agenzie pubblicitarie. 2005 Settembre, finisce di scrivere l’opera di satira politica “POLITICAMENTE SCORRETTO”

    Maturano intanto le esperienze fatte in campo filosofico, del quale nutre una passione libera e fantasiosa, affiancando l’artista-filosofo napoletano Maurizio Elettrico 2004- (Torino) Fiera Internazionale dell’Arte   “Room of baby Pope”, collabora alla ideazione e creazione grafica in 3D per la mostra “ARTISSIMA” e poi nel 2004, Museo di Capodimonte ( Napoli )
    23 Novembre 2006- 07 Gennaio 2007
    “ LO SCOIATTOLO E IL GRAAL con Maurizio Elettrico” digital video “ La stanza del papa e Napoli 2111, realizzazione digitale per il video del papa, tratto dal libro THE NEW EMPIRE.

    Interpreta il ruolo di Hamm, da Finale di partita di Samuel  Beckett al teatro
    Cilea di Napoli. Nel 2002 tiene lezioni sul colore e sulla pittura   contemporanea, con particolare riferimento alla transavanguardia di Achille Bonito Oliva ed alla Neuen Wilden tedesca. Si interessa al neo-sperimentalismo pittorico e poetico, nel 1999 comincia la raccolta di poesie che da anni conserva, ne continua a scrivere altre sullo spazio e sull’amore, sui dubbi sociali e le perplessità dell’uomo contemporaneo, sviluppando una poetica tutta personale, introspettiva e pungente.
    Lavora per alcune agenzie di grafica pubblicitaria come impaginatore e grafico.

    2004- (Napoli) Febbraio 24  “Mostra d’arte digitale “titolo”Digital Dream” con Ugo Piscopo recenzioni giornalistiche” Il Mattino ( Daniela Ricci ), La Repubblica, Il Corriere del Mezzogiorno, City Napoli”

    2002- realizza una personale di pittura contaminata dal titolo “ Pittoricesimi” (Napoli) Ottobre,Galleria l’Atelier personale d’Arte curata da Ugo Piscopo
    recenzioni giornalistiche” Il Mattino ( Daniela Ricci ), La Repubblica, Il Corriere del Mezzogiorno, City Napoli”

     

     

    Conduce laboratori e corsi di grafica e pittura, crea l’associazione Juryo che si occupa di teatro, cultura e laboratori di sperimentazione multimediale, ai quali collaborano diversi artisti, musicisti, attori e pittori. E’ in contatto nel 2004-  (United Arab Emirates) 30 December Sharjah Art Museum.
    2005-  (Caslano – Svizzera)   Concorso Fotografico ” Fondazione Vincenzo Vicari” dove espone alcune elaborazioni digitali su foto.

    Si dedica alla pratica trasversale dello yoga e della respirazione, e allo studio della mistica indiana, approda al movimento e all’arte attoriale, allo studio degli astri e dell’astrologia. Entra in contatto con i maggiori artisti che lavorano nel settore dell’arte contemporanea e del teatro sperimentale, programmando mostre, collaborazioni, dibattiti e programmi.
    Il suo lavoro si  propone sul territorio come volano per manifestazioni di solidarietà culturale ed economica, affianca alcune ONLUS, nella convinzione e nella speranza di creare un polo compatto contro la disgregazione sociale, razziale ed economica del nostro tempo.
    Pienamente convinto che l’arte, se slegata da fattori di solidarietà, non assolve alla sua più nobile funzione, che è quella di liberare l’uomo, azione catartica, pensiero libero e libera economia, senza manipolazione alcuna, e soprattutto assenza di quel provincialismo di pensiero imperante.

    Si ringraziano tutti gli artisti che stanno lavorando nei settori più svariati, e che hanno collaborato, dando il loro contributo di luce, solidarietà e impegno civile: Marco Zezza (Artista contemporaneo), Mariéthèrese Sitzia ( Danzatrice e Insegnante Butò ), Maurizio Elettrico ( Artista e Filosofo contemporaneo ), Daniela Salernitano   ( Artista e Costumista contemporanea ), MariaRosaria Corrado  (Traduttrice e Correttrice di bozze), Katia Porcelli ( Attrice ), Luca Buontempo ( Ricercatore e Compositore ), Paola Tortora ( Attrice e insegnante di Teatro sperimentale/contemporaneo ), Paola Ricciardi ( Ballerina, insegnante e gallerista ), Monica Nappo ( Attrice ).

     

    Intervista all’’attrice Anita Pavone alla vigilia dello spettacolo “Perzechella e Serafina… e li cunti di Papilluccio” da parte del sito Differentemente
    Benvenuta a “DifferenteMente” e complimenti per la tua intensa attività artistica. Sei una donna affascinante, ecclettica e versatile. Attrice e autrice di teatro, a quando risale il tuo esordio?

    Grazie a voi e grazie per una descrizione della mia personalità così generosa. Io mi ritengo solo una donna di passione e quel che faccio nasce dal mio amore per la vita e dalla mia necessità di vivere immersa nella bellezza, e l’arte è bellezza. Non voglio rischiare di cadere nella retorica, ma di sicuro una società che non investe nella cultura e nell’arte è una società destinata a generare anime scure, immerse nel buio interiore e nell’ignoranza intellettuale. Tutti abbiamo la responsabilità di tentare di costruire un mondo migliore. Il governo taglia fondi proprio a quel bene che dovrebbe proteggere e sul quale dovrebbe investire, e così chiudono i teatri, i cinema, i negozi di libri e di dischi, i beni archeologici cadono nell’abbandono, nel degrado e gli artisti si scontrano con infinite difficoltà per tentare di dare “voce e corpo” alla propria creatività.

    Mi chiedevi a quando risale il mio esordio? Beh, diciamo che avevo 16 anni quando entrai in una prima compagnia stabile, giravamo con lo spettacolo di cabaret per i locali “IN” di Napoli, e ricordo che l’impatto con il pubblico fu entusiasmante. L’amore per il teatro è nato in me, già da piccolissima e Il teatro era per me un luogo magico, uno spazio emotivo di condivisione.

    Dove nasce il lavoro dell’attore?

    Ogni esperienza creativa lascia tracce profonde e ti cambia nell’intimo, per me il teatro è vita, è scavare nei sentimenti umani con umiltà, con rispetto, lasciando che gli stessi cerchino, dentro te, il “tuo” modo di rielaborali. Per intenderci: devi sperimentare il dolore per poterlo far rivivere nelle tue rabbie o nelle tue sospensioni, devi inebriarti di amore per poterlo raccontare nei tuoi sguardi, devi avere speranze, delusioni, sogni realizzati e sogni infranti per poter dar vita ai tuoi gesti pieni di forza reale e concreta! Per dirla in breve: devi “essere” quella cosa, non “imitare” la cosa stessa! La mia formazione si rifà alla scuola di Stanislavskij, di Eugenio Barba, di Peter Brook, ed il Maestro che per primo mi condusse, tanti anni or sono, in questo viaggio di conoscenza fu Michele Monetta. Un vero maestro di mimo corporeo, della tecnica Decroux e della commedia dell’arte. Il corpo è così strumento e tramite per raggiungere prima se stessi e poi lo spettatore. La voce è un tutt’uno con il gesto, che anche se interiore, è sempre presente. Da anni sono anche l’autrice dei miei testi, e quando mi calo nel “viaggio” creativo della scrittura teatrale, posso assicurarti che la drammaturgia ha già di per sé una sua anima. Non mento e non esagero se ti racconto che mentre scrivo, mi emoziono, piango, rido, soffro, gioisco.

    La tua attività artistica spesso è legata a finalità sociali che mirano al recupero delle risorse di Napoli come “Tu scendi dalle scale” che, oltre a visite guidate e passeggiate alla scoperta delle “Scale”, prevedono spettacoli e performance con narrazioni e canti, frutto di ricerche storiche. Ce ne parli?

    Tocchi un argomento a me caro, il recupero, o almeno il tentativo di sensibilizzazione collettiva delle risorse di Napoli, e non solo quelle storico- architettoniche. Si, di passaggi importanti ne ho vissuti tanti: intrighi e storie di Castel Capuano, racconti legati al Cimitero delle Fontanelle, il palazzo De Liguoro, di origini cinquecentesche, agli spettacoli scritti per precisi percorsi pedonali dapprima tutti a cura dello “Sguardo che trasforma”, poi in collaborazione con Legambiente Parco Letterario Vesuvio Onlus, nati da impegnative ricerche su materiale storico della città. “Tu scendi dalle scale” è stata una rassegna che ha visto coinvolte molte associazioni che lavorano per il recupero del territorio urbano, rassegna molto seguita da RAI 3. Un’operazione artistico/culturale molto interessante, frutto di approfondite ricerche, performance portate in vita dall’impegno di guide professioniste, attori, danzatori, scrittori, musicisti, coordinatori. Il progetto ha abbracciato molti dei 200 percorsi pedonali, considerando che a Napoli esistono 135 scale e 69 gradinate.

    Sold out un mese fa al Pan e grande successo si preannuncia all’ Arcas, con “Perzechella e Serafina” nuovamente in scena. Questa volta però le due protagoniste ci parlano di Raffaele Viviani.

    Concedimi due parole sui personaggi di questo format, frutto di un costante lavoro di ricerca. Perzechella e Serafina sono due cantastorie, maschere senza tempo. I testi nati per “questi due personaggi surreali” nascono da vicende reali, mitologiche o leggendarie, legate alla storia del nostro popolo, interpretati rigorosamente in napoletano. Perzechella sono io e Serafina è interpretata dalla mia insostituibile compagna di scena, l’attrice Tiziana Tirrito, nonché amica cara nella vita di tutti i giorni. Lo spettacolo presentato al Pan ci ha viste in scena, accompagnate da altre due maschere, sempre di mia creazione: Lucrezia e Dolcespina. Nello specifico erano la cantante Giovanna Panza e la musicista Mariella Pandolfi.

    Questo weekend saremo al Teatro Arcas con “Li cunti di Papilluccio” omaggio a Raffaele Viviani. Questo è uno spettacolo che ci emoziona molto, perché è come se il Maestro ci guardasse dall’alto. Quando nacque questo testo, non volevo fosse un semplice reading dedicato all’autore, e così ho scritto una serie di dialoghi che raccontano la vita di Papilluccio, da quando nacque a quando si ammalò, e lo spettacolo ne risulta poetico e viscerale. In questo lavoro teatrale siamo accompagnate dalla fisarmonica del maestro Giulio Fazio, la cui bravura a cercare sonorità acustiche di grande impatto sonoro, riempie di vibrazioni emotive lo spazio scenico. Il pubblico, come rapito dal desiderio di conoscenza del “personaggio” Viviani, ci segue in questo viaggio, lì dove lo scugnizzo, l’uomo, l’attore, lo scrittore, il compositore, il regista, furono sempre un tutt’uno. “Papilluccio” resta un autore moderno perchè fu un artista completo e sensibile dialettale. Le sue “creature” erano gente del popolo, gente comune, quella stessa gente che combatte ogni giorno tra mille difficoltà, proiettata ad affrontare la vita pur conservando una visione sottilmente ironica e marcatamente consapevole che come scrisse lui stesso: “ una è ‘a guerra ca ce spetta, e purtoppo l’imm’a fa: chella llà ca tutt’ ‘e juorne se cumbatte pè campà!” (R. Viviani)

    Qual è la tua migliore qualità ed il tuo peggior difetto?

    La mia migliore qualità? Che domanda difficile! Si, diciamo forse la mia duttilità, l’essere una persona con una visione possibilista del divenire, della vita stessa. So di possedere un’anima in continua trasformazione, o meglio sono consapevole che nulla è statico, e questo senso del continuo movimento interiore mi dà un approccio dinamico alle vicende del vivere quotidiano. Il mio peggior difetto? Facile! Sono estremamente pignola! Cerco sempre la disciplina, l’impegno viscerale che prevede rinunce e sacrifici, ed è per questo che non sempre godo dell’approvazione degli altri, perché a volte sono “rompigliona,” concedimi questo termine diciamo “poetico!”

    I prossimi lavori ti vedranno ancora nelle vesti di Perzechella?

    Certo, ho già in cantiere, quello mentale intendo, il prossimo “viaggio narrativo” che vedrà coinvolte le due cantastorie, Perzechella e Serafina, in un altro cammino attraverso secoli di storia della nostra città. Ma, concedimi il silenzio, sai, non si racconta di un progetto quando l’embrione è ancora una cellula in via di sviluppo.

    Ad un giovane che volesse intraprendere la carriera artistica che consiglio daresti?

    Dare consigli non è il mio forte, sicuramente la carriera artistica necessita di passione, quella vera, altrimenti al primo insuccesso (cosa che capita a tutti durante il percorso formativo) si tende ad abbandonare questa difficilissima strada. Eppure è proprio quando incontri le prime difficoltà che capisci come sfidarti e crescere. Non ascoltare mai le critiche distruttive dei falsi amici, analizza quel che ti vien detto con umiltà, ma ricorda che questo è un mondo in cui spesso ognuno pensa di essere migliore di un altro, solo l’umiltà rende le persone sincere e vere. Se credi in te, e sei onesto, con la tua arte intendo, e fai tutto il possibile, ma veramente tutto il possibile per diventare bravo e crescere, va avanti per la tua strada e lascia che gli altri perdano il loro tempo a giudicarti. Prima o poi una strada per esprimere il tuo essere la trovi. E studia! Questo il più grande mio consiglio.

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