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Amalfi. Un cuscino sulle scale del Duomo simbolo della protesta dei lavoratori del turismo

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Un cuscino abbandonato sulle scale del duomo di Amalfi con su scritto «è tutto ciò che ci rimane: nulla». E poi uno striscione per invocare lavoro e dignità per i lavoratori del turismo. In circa 150 ieri si sono ritrovati in piazza ad Amalfi per chiedere a Regione e Governo dignità e sicurezza a tutto il comparto. Condizioni queste che secondo i manifestanti possono essere garantite solo dalla programmazione di una «seria ripartenza». così scrive l’ottimo collega Mario Amodio su Il Mattino di Salerno nel parlare della protesta nella sua cittàcittadina di. «Si, proprio così, oggi siamo in piazza per chiedere di lavorare con dignità e sicurezza ha detto Marcelo Amendola, segretario nazionale Flaica Cub Questo settore prima del marzo 2020 produceva il 13% del pil nazionale anche grazie al sacrificio dei precari e dei lavoratori in nero. Ora questa pandemia ci deve far pensare di che tipo di lavoro vogliamo vivere nei prossimi anni». La manifestazione che si è svolta in contemporanea anche in altre località simbolo del turismo campano è stata promossa da Abbac Campania, Anls Campania, Comitato dipendenti Ncc, Comitato Air Aziende Ncc, Fia, Flaica Cub Regione Campania, guide ed accompagnatori turistici, Mcl Capri, in rappresentanza di lavoratori stagionali del turismo, dello spettacolo ed anche di tutte le categorie dell’indotto turistico rimaste parzialmente o completamente escluse da qualsiasi aiuto statale. «A b&b e strutture extralberghiere non restano che i cuscini – ha detto Agostino Ingenito di Abbac – Vogliamo vaccinazione diffusa, strategia concreta per salvare la stagione turistica, sostegni veri per le famiglie integrative del reddito e veri contributi per le imprese del nostro settore. Detassazione fiscale con un anno bianco e autentico rilancio turistico vero motore economico nazionale e locale».
LE RICHIESTE
Ma per i lavoratori stagionali la ripartenza deve essere programmata. Iniziando dalla decontribuzione per tutte le aziende del comparto, incluse quelle del trasporto turistico, senza limiti di età. E poi un maggiore controllo delle condizioni contrattuali a cui gli stagionali saranno costretti a lavorare anche quest’anno, oltre alla modifica del sistema degli ammortizzatori sociali, in modo da garantire dignità nei periodi di disoccupazione forzata. Gli stagionali ha poi chiesto inclusione a tempo determinato nel sistema di aiuti statali e un sostegno sicuro e continuativo nei confronti di chi ha perso il lavoro. Ma anche protocolli di sicurezza chiari ed efficaci, che assicurino lavoro e salute sia a gestori che dipendenti di strutture; sostegno al settore dell’accoglienza extra alberghiera, finora escluso da aiuti; inclusione rapida ed organizzata di tutti i lavoratori del comparto turistico negli elenchi prioritari per la somministrazione dei vaccini, appena saranno disponibili. «I lavoratori turismo non sono e non saranno mai gli schiavi del futuro – ha detto Amendola – Non bisogna più ripetere gli errori del passato quando sono stati accettati compromessi che erano alla base di lavori a ribasso».

Amalfi, Capri, Ischia e Sorrento la protesta del turismo che soffre seguita da Positanonews

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