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Amalfi, il giornalista Sigismondo Nastri: “Perché dico no al depuratore nel demanio di Maiori”

Amalfi. Riportiamo il post pubblicato dal giornalista Sigismondo Nastri sul suo profilo Facebook nel quale motiva il suo “No” al depuratore del demanio di Maiori: «Non firmo proclami, non partecipo a dibattiti, non scendo in piazza a protestare. Fedele all’ammaestramento dell’indimenticabile Peppe ‘o stonato, non faccio parte di nessun coro: e, come diceva lui, “i’ songo n’ata cosa, sono un essere pensante”. Non credo di poter essere accusato di partigianeria.

Per scelta, oltre che per età (a 86 anni, ho altri grilli per la testa), mi tengo fuori dalla querelle che anima in questi giorni la vita politica e amministrativa a Maiori. Questo non significa che non la segua: voglio solo dire che non tifo per guelfi e nemmeno per ghibellini. Tuttavia, di fronte a un problema così impattante, capace di condizionare le prospettive future di un paese, di una comunità che vede nel turismo l’unica risorsa, non si può rimanere neutrali. Sono convinto che l’idea di realizzare l’impianto di depurazione nel vallone del Demanio sia sciagurata: perché non tiene conto dei rischi di natura geologica (alluvioni e frane non hanno insegnato nulla?) e perché compromette ulteriormente, come se non bastassero i danni già fatti, un’area che meriterebbe di essere salvaguardata nella sua integrità per le straordinarie peculiarità botaniche, naturalistiche, ambientali.

L’art. 3 del Testo unico sull’ambiente (Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e aggiornamenti successivi) sancisce che “ogni attività umana giuridicamente rilevante ai sensi del Codice deve conformarsi al principio dello sviluppo sostenibile, al fine di garantire che il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali non possa compromettere la qualità della vita e le possibilità delle generazioni future. Anche l’attività della Pubblica amministrazione deve essere finalizzata a consentire la migliore attuazione possibile del principio dello sviluppo sostenibile, per cui nell’ambito della scelta comparativa di interessi pubblici e privati connotata da discrezionalità gli interessi alla tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale devono essere oggetto di prioritaria considerazione. Data la complessità delle relazioni e delle interferenze tra natura e attività umane, il principio dello sviluppo sostenibile deve consentire di individuare un equilibrato rapporto, nell’ambito delle risorse ereditate, tra quelle da risparmiare e quelle da trasmettere, affinché nell’ambito delle dinamiche della produzione e del consumo si inserisca altresì il principio di solidarietà per salvaguardare e per migliorare la qualità dell’ambiente anche futuro. La risoluzione delle questioni che involgono aspetti ambientali deve essere cercata e trovata nella prospettiva di garanzia dello sviluppo sostenibile, in modo da salvaguardare il corretto funzionamento e l’evoluzione degli ecosistemi naturali dalle modificazioni negative che possono essere prodotte dalle attività umane”. Basterebbe ragionarci sopra e non incaponirsi in scelte ideologiche e politiche che non giovano a nessuno».

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