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Vaccino domiciliare da Napoli a Salerno per la costa di Sorrento e Amalfi è caos

Vaccino domiciliare da Napoli a Salerno per la costa di Sorrento e Amalfi è caos . Ieri abbiamo parlato delle testimonianze in Penisola Sorrentina, ma anche in Costiera amalfitana ci giungono notizie di anziani abbandonati a domicilio in attesa di sapere l’ASL cosa e quando gli comunica, in Campania come nel resto d’ Italia la situazione è critica. A Salerno ne parla su Il Mattino Barbara Cangiano
Non c’è spazio per la polemica. Perché è la paura il sentimento più diffuso tra gli anziani fragili, quelli che per patologie diverse, non possono recarsi nei centri vaccinali, ma necessitano della somministrazione domiciliare delle dosi. Nonostante la puntuale iscrizione in piattaforma, aspettano da settimane di ricevere notizie e ogni giorno che passa, con il call center dell’Asl preso d’attacco, è un carico di ansia in più anche per chi li assiste. Qualcuno ha fittato una sedia a rotelle e ha deciso di raggiungere così il teatro Augusteo. Molti altri non possono usufruire di questa possibilità, perché allettati o affetti da disturbi che impediscono la deambulazione. La prossima settimana, però, potrebbero tirare un sospiro di sollievo. Tra domani e martedì, arriveranno infatti seimila nuove dosi di vaccino e, grazie alla collaborazione con i medici di base, prenderà il via la campagna di inoculazione domiciliare per gli aventi diritto. Un’operazione complessa, come ha ammesso lo stesso presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, dal momento che gli operatori sanitari dovranno seguire protocolli scrupolosissimi prima e dopo la visita ad ogni paziente, dopo averlo tenuto in osservazione, post iniezione, per il tempo necessario.
LE VOCI
«Speriamo che facciano presto dice il signor Antonio, 86 anni Sono giorni che mia figlia invia mail o chiama il centralino dell’Asl. Finora ci ha sempre risposto un operatore, spiegando che non era in grado di dare una data. Capisco che siamo in una situazione di emergenza e che non sia facile gestire tante richieste, ma bisogna immedesimarsi anche nelle persone come me che da oltre un anno vivono nella paura. Ho problemi respiratori molto gravi, non riesco a camminare e l’unica persona che vedo è mia figlia che si occupa di me. Siamo attenti, lei indossa la mascherina anche in casa, ma per lavoro è costretta ad uscire ed io ho il terrore di ammalarmi». La signora Maria, che di anni ne ha 83, si rammarica di non aver potuto recarsi prima all’Augusteo in carrozzella: «Non ho mai rimpianto la mia disabilità come in questo caso. Se avessi potuto muovermi dal letto avrei fatto come una mia amica: il figlio ha fittato una sedia a rotelle ed è riuscita a vaccinarsi dice A convivere con le difficoltà ci si abitua, all’ansia di meno, soprattutto se temi che possano dimenticarsi di te. E in effetti per certi versi finora è stato così, perché non hanno saputo darci certezze. Non do la colpa a nessuno. Io stessa ho più volte parlato con una persona molto gentile dell’Asl che ha provato a rasserenarmi. Ma credo che la questione dei vaccini sia gestita male a livello centrale. Ce ne sono pochi. E ho tanta paura per i miei nipoti, di 26 e 31 anni. Di questo passo trascorreranno chissà quanti mesi prima che siano fuori dal rischio. Il mio sogno più grande è quello di poterli riabbracciare al più presto visto che è dall’estate che non li vedo». Bruno, 91 anni, incrocia le dita: «Speriamo che la settimana prossima possa essere effettivamente la data dell’avvio della campagna vaccinale per noi, costretti agli arresti domiciliari ben prima del virus. Alla nostra età si dice che si diventa fatalisti. Purtroppo a me non è successo e, lo confesso, ho tanta paura».
LA STORIA
I problemi non mancano anche per i fragili che possono tranquillamente deambulare. È il caso del professore Guido Panico, che era stato convocato ieri mattina presso l’istituto Santa Caterina per ricevere una dose di AstraZeneca. Giunto lì, dopo il colloquio di routine con il medico, è stato rispedito a casa, perché quello non è un vaccino indicato per il suo stato di salute. «E come me tante altre persone. Io ho il diabete e sono stato sottoposto a un intervento cardiaco, era già tutto perfettamente indicato nella mia scheda di anamnesi, insieme all’elenco dei medicinali che assumo. Mi hanno detto che sarò successivamente riconvocato per ricevere un altro tipo di vaccino racconta Credo però che se le schede fossero controllate prima della convocazione, perderebbero meno tempo i pazienti e gli stessi medici, che potrebbero dedicarsi ad altro, senza sottrarre tempo alle stesse vaccinazioni. Purtroppo si crea tanta confusione e gli assembramenti non mancano».

Da Napoli Melina Chiapparino
«Siamo in trincea ma devono metterci nelle condizioni di poter lavorare». L’appello che non nasconde una buona dose di ammonimento, arriva dai medici di base vaccinatori alle prese con le prime criticità della campagna anti Covid. Per i 168 dottori napoletani che somministreranno le dosi di Moderna tra le mura dei loro studi medici (ma anche con una visita a casa dei pazienti impossibilitati a muoversi), prima degli oltre 500 che lo faranno nelle sedi Asl, uno degli intoppi che rischia di compromettere l’avvio delle inoculazioni riguarda «la funzionalità della piattaforma regionale su cui inserire gli assistiti vaccinati» spiega Giuseppe Tortora, vice presidente della cooperativa medica Kos. «La piattaforma è in tilt e molti medici di famiglia non riescono ad accedervi perché non vengono riconosciute le loro credenziali, così come sta succedendo nel mio caso» racconta Tortora. A distanza di 48 ore dalla distribuzione a Napoli, delle prime 2100 dosi di Moderna a 20 medici di famiglia, quelli con funzione di coordinatori per territorio, il rischio è che «da lunedì, pur di cominciare a vaccinare, alcuni dottori saranno costretti a registrare i pazienti su documenti cartacei se non risolveranno i problemi tecnici della piattaforma» conclude Tortora, vice responsabile nazionale del Sumai di Medicina generale.
LA PIATTAFORMA
«Crediamo profondamente nella campagna vaccinale e vogliamo fare la nostra parte ma ci occorre un’operatività più snella e veloce» spiega Nino Pagano che, come tanti camici bianchi è in attesa di ricevere le dosi di Moderna ma da giorni, non riesce ad accedere alla piattaforma Sinfonia, il sistema informativo che mette in rete dottori, Asl Napoli 1 e i dati dei pazienti. «Ieri la piattaforma, gestita da Soresa, è andata per l’ennesima volta in tilt rendendo impossibile il funzionamento del servizio per molti medici» racconta Pagano. «Ho inviato decine di mail al servizio che gestisce l’inserimento dei dati e ho sollecitato più volte telefonicamente, un intervento tecnico perché siamo i primi a voler scendere in campo per i nostri pazienti» sottolinea Tortora ma, fin’ora, il sistema è andato più volte in tilt. La problematica, non riguarda tutti i medici ma una parte dei dottori che hanno aderito alla campagna vaccinale e stanno riscontrando due tipi di criticità. «In alcuni casi, non vengono riconosciute dal sistema le credenziali di accesso, in altri la piattaforma, a un certo punto del procedimento di inserimento dei pazienti, va in tilt» continua Tortora che annuncia un rimedio «fai da te». «Non possiamo rischiare di rimandare i vaccini, sia per una questione pratica che morale perché i pazienti li attendono con ansia- conclude il sindacalista Sumai – useremo registri cartacei pur di somministrare le dosi».
LE SIRINGHE
Le dosi di Moderna sono state recapitate, venerdì, senza la dotazione di siringhe e aghi «come invece accade per i vaccini antinfluenzali» tuonano i medici della cooperativa Kos. La polemica sulla mancata distribuzione dei presidi, «non è una questione economica ma organizzativa» precisa Tortora. «La gestione del vaccino, comporta un impegno notevole a cominciare dal tempo per la registrazione sulla piattaforma che, quando non dà problemi, richiede una procedura lunga e articolata» spiega il medico della cooperativa Kos. «La dotazione degli aghi aggiunge – è semplicemente un completamento della fornitura del vaccino, laddove tutto il resto viene gestito in autonomia dagli studi medici». Nonostante questo, anche il rifornimento delle siringhe potrebbe comportare qualche difficoltà. «Abbiamo cominciato a fare ricognizione nelle farmacie, notando che scarseggiano le siringhe da insulina» spiega Saverio Annunziata che da ieri ha cominciato ad attrezzarsi per somministrare 100 dosi. «Il vaccino Moderna richiede l’uso di siringhe più sottili di quelle comuni e, per il momento, ci siamo comprati quelle per tubercolina che sono simili anche se con differenti unità di misura» racconta Annunziata, presidente della cooperativa medica Kos che, insieme ai colleghi del distretto 24, ha chiesto l’uso della Colonia Germicca da destinare ai medici di famiglia vaccinatori.

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