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Vaccino ai giornalisti per prima? La Regione Campania dice non è vero, ma come stanno le cose? Intanto è caos

Vaccino ai giornalisti per prima? La Regione Campania dice non è vero, ma come stanno le cose?  Premesso che noi di Positanonews appena saputa la notizia siamo rimasti sorpresi, e lo abbiamo scritto, ma non perchè si volessero dare prima ai giornalisti ( pensavamo  che si sarebbero dati prima a fasce deboli, invalidi, anziani, ma anche agli operatori dei supermercati,  non abbiamo pensato che ci potesse essere una priorià su queste categorie, dando per scontato che la Regione lo avesse previsto ) , ma perchè si evidenziava la mancanza di un piano vaccinale, insomma ogni giorno ne usciva una nuova… Per quanto riquarda la linea di Positanonews è stata chiara, dando per scontato che le fasce deboli andavano vaccinate prima,  auspicavamo che  poi si vaccinassero prima le zone turistiche , Costiera amalfitana e Penisola sorrentina, da Sorrento ad Amalfi, da Positano a Ravello e Capri, per poter far ripartire l’economia come in Grecia, e quindi, personalmente  ritenevamo giusto farlo quando veniva fatto alla popolazione , per una scelta personale e coerente alla linea di Positanonews che è quella di far prima le aree turistiche per ripartire. Dunque non abbiamo scelto di non far prima il vaccino perchè in contestazione con la priorità ai giornalisti, di cui facciamo parte o altro, ma per una questione di principio, quando si faranno le aree turistiche faremo anche noi il vaccino, o almeno quando verrà vaccinato la metà del paese.   Questa vicenda denota caos e confusione da parte delle istituzioni, siamo a marzo inoltrato, a tre mesi dal Vaccino Day, e non vi è ancora una chiarezza, un programma, in altri paesi già sanno quando e dove devono vaccinarsi la metà della popolazione, qui siamo , come a Maiori, che c’è chi lo viene a sapere due ore prima. Ma cosa è successo in questa tortuosa vicenda, dove il Presidente di una categoria che non ha fatto mai il lockdown per svolgere il servizio di informare, ha fatto una debita richiesta di considerare la categoria dei giornalisti, non di preferirli agli anziani e disabili come dice qualcuno, richiesta che non sarebbe stata necessaria in caso di piano vaccinale chiaro e serio, ma semplicemente il piano non c’è proprio e si naviga a vista, altrimenti non staremmo a questo.  Sicuramente i funzionari della Regione Campania avranno fatto un caos, come lo hanno fatto ieri con il vaccino prima ritirato poi rimesso creando panico nella popolazione?  A spiegarcelo è il collega Valentino Di Giacomo su Il Mattino di Napoli.
I giornalisti non avranno la priorità per ricevere il vaccino. Una parola definitiva l’ha messa ieri il governatore De Luca. Da giorni il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, sostiene di aver ottenuto la corsia preferenziale e ieri ha pure inviato una mail ai suoi iscritti invitandoli a prenotarsi. Un finto privilegio che, non solo in Campania, ha sollevato un polverone anche sui social: su Twitter l’hashtag vaccinoaigiornalisti è diventato tra i topic trend dei cinguettii.
Alla fine è dovuto intervenire ancora una volta ieri De Luca nella sua consueta diretta Facebook per chiarire che non ci saranno priorità. «Il governo – ha detto il presidente – finalmente si sta orientando nella direzione che si procede per fasce d’età, non più per categorie. Si andrà a vaccinare i 70enni, i 60enni e così via. Sennò continua il caos che abbiamo registrato in queste settimane». Una diatriba, quella delle priorità, che da Palazzo Santa Lucia viene fatta risalire a quando la scorsa settimana l’Ordine degli avvocati ha inviato una lettera protocollata in Regione per chiedere la precedenza. Da lì è quindi cominciata la corsa di alcuni ordini professionali, in particolare quello dei giornalisti, per avare il privilegio di vaccinarsi prima. Lettera a cui la Regione era tenuta formalmente a rispondere e nella quale ha chiesto di indicare i nomi di chi voleva vaccinarsi. Ma – è stato chiarito – quella lettera aveva solo scopi organizzativi generali senza annunciare precedenze. «Si è fatto credere – ha spiegato il governatore – che stiamo vaccinando prima degli altri giornalisti e avvocati. Premesso che in Campania non stia avvenendo, da orientamento il governo aveva considerato delle categorie che svolgono lavori di pubblica utilità e ci sono entrati tutti quanti. Questo ha determinato l’equivoco». E infatti lo scorso 9 marzo la Regione, diffondendo le priorità da seguire per la campagna vaccinale, non aveva incluso i giornalisti.
LA MAIL
Eppure proprio ieri, a tutti i giornalisti iscritti all’albo in Campania, è giunta una mail dall’Ordine. «La Regione ha accolto la nostra richiesta per dare la possibilità ai giornalisti di accedere alla campagna vaccinale. Se sei interessato compila il form di adesione. Successivamente all’adempimento potrai accedere alla piattaforma della Regione per la successiva prenotazione». L’Ordine aveva quindi preso per buona la lettera ricevuta dalla Regione, nonostante fosse precisato nella stessa che tutto si sarebbe dovuto svolgere «in conformità con la struttura commissariale di Governo». Non la pensa così il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, che ritiene valida la priorità per l’albo che presiede dal momento che la prima risposta ricevuta dalla Regione indicava che «per la somministrazione delle dosi rientrano gli operatori della informazione, nei tempi che saranno consentiti dall’approvvigionamento delle dosi». «Da una settimana – sostiene Lucarelli – siamo inseriti nel piano vaccini, con lettera ufficiale dalla Regione, tra i servizi pubblici essenziali. In queste ore i colleghi stanno ricevendo una nostra mail per raccogliere i dati aggiornati da inserire in piattaforma. Tutto ciò, ovviamente, nel rispetto delle priorità relative ad anziani e soggetti fragili». Non ci sta però il Sindacato campano dei giornalisti. «L’iscrizione al form non fa maturare, come chiarito da De Luca, alcun diritto per la somministrazione o per l’inserimento dei nominativi nella piattaforma regionale. Non possiamo fare altro che stigmatizzare questo atteggiamento irresponsabile su un problema serio come quello della campagna vaccinale. Su questa questione è necessario ispirarsi alla lezione di sobrietà che è arrivata dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella».

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