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Un piccolo favore un giallo horror divertente

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    «I segreti sono come la margarina: facili da spalmare, dannosi per il cuore». Parola di Stephanie (Anna Kendrick), mamma vlogger di una piccola cittadina apparentemente perfetta e improbabile protagonista del noir diretto da Paul Feig, Un piccolo favore (lo trovate su CHILI). Un mystery sulla scia di Gone Girl – L’amore Bugiardo e La ragazza del treno, un noir contemporaneo che indaga sulla fiducia all’interno delle relazioni, sui confini dell’ambiguità e sulla spasmodica ricerca della perfezione. Adattamento dell’omonimo romanzo, scritto da Darcey Bell, il film vede Stephanie piombare in un folle groviglio di segreti e bugie, quando incontra un’altra mamma, l’affascinante Emily (Blake Lively).

    Un piccolo favore
    Anna Kendrick e Blake Lively in una scena di Un piccolo favore
    La vlogger è lusingata delle attenzioni di Emily che, in breve tempo, si lega a lei come migliore amica. Così quando la sua nuova confidente le chiede “un piccolo favore” non ci pensa due volte ad accettare di portare il figlio di Emily, Nicky, a casa con lei dopo la scuola. Peccato che questo piccolo favore diventi complicato quando la sua neo amica scompare del nulla, lasciando Stephanie con suo figlio e senza lasciare traccia. La giovane mamma vlogger allora, con l’aiuto dei suoi follower, decide di mettersi alla ricerca della donna. Non ha idea però di quanto intricato questo mistero diventerà. L’amicizia e la lealtà saranno messe a dura prova e Stephanie finirà per intraprendere un viaggio oscuro e snervante, fatto di inganni e menzogne, incluse le sue.

    Anna Kendrick è Stephanie
    Una trama pungente, un’immaginazione diabolica, un forte umorismo, dei personaggi dalle smisurate implicazioni psicologiche e un ambiente suburbano ingannevolmente sereno. Sono questi gli ingredienti del film di Feig – già dietro molte commedie al femminile tra cui Il tuo ex non muore mai – in cui si susseguono colpi di scena, tradimenti, segreti e rivelazioni, amori, omicidi e vendette. Un piccolo favore si era distinto già al tempo della sua uscita in libreria per unicità e attualità. Perché all’interno della sua intricata rete di tradimenti e vendette, vi si può trovare anche un’analisi sul modo in cui le mamme moderne vivano la maternità ai nostri giorni, tra eccessiva protezione nei confronti dei figli, i social media, la solitudine, l’invidia e la ricerca ossessiva di una vita assolutamente perfetta.

    Un piccolo favore
    Una scena di Un piccolo favore
    Per rendere il contrasto tra spaventoso e divertente ancora più marcato, Feig ha deciso di girare il film come una solare commedia suburbana piuttosto che un crudo film drammatico, mettendo in contrasto la bellezza e la leggerezza delle scenografie con le turbolenze incessanti della storia di Stephanie e Emily. «In questo film accadono cose elettrizzanti alla luce del giorno, piuttosto che in stanze buie», ha sottolineato il regista, «Nei sobborghi di periferia non ci sono molti posti per nascondersi, tra le pareti bianche e le finestre luminose. Vedi sempre cosa sta succedendo all’interno. Questo è ciò che rende il tutto così divertente. Adoro i film in cui si ride per metà del tempo e si rimane poi terrorizzati per l’altra metà!».

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