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Ufficio Catechistico Diocesano Amalfi – Cava de’ Tirreni: “Ecco ora il momento favorevole”

Riportiamo il post pubblicato dall’Ufficio Catechistico Diocesano Amalfi – Cava de’ Tirreni sulla sua pagina Facebook: «Carissimi/e catechisti/e, fratelli e sorelle, sappiamo bene che la vita a volte ruota intorno alle circostanze; quando giocano a nostro favore, possiamo trovare l’occasione di vantaggi forse inaspettati e sorprendenti: diversamente potremmo sperimentare prove faticose e giorni impegnativi.

Carissimi e carissime, lungi mille miglia dal mio pensiero e dalla mia volontà esortarvi a credere nella fortuna: vorrei solo accennarvi al valore dell’occasione di Grazia, interpretata nella luce della fede, che ci concede benevolmente Colui che ci ama immensamente, spargendo a larghe mani lungo le nostre strade segni di materna Provvidenza. A questo punto so che voi state pensando: don Luigi, dove vuoi guidarci? Cosa unisce questo concetto alla Parola stupenda della terza domenica di Quaresima? Ne sono sicuro: mi perdonerete nella vostra benevolenza, ma l’ascolto di queste pagine della Sacra Scrittura ha fatto da subito “accendere” nel mio piccolo cuore l’ispirazione-lampadina: e se proprio questo particolarissimo tempo che stiamo vivendo fosse l’occasione favorevole, che i greci chiamavano “kairòs”, per rimettere al centro della propria vita la questione relativa all’esistenza e all’amicizia di Dio? Se la pandemia, insieme a tanti dolori e preoccupazioni, facesse rientrare per la porta principale, senza nessuna paura, Colui che nella nostra vita abbiamo fatto uscire banalmente e frettolosamente dalla finestra?

La pagina della prima lettura di oggi a me sembra essere una sinfonia incantevole della Sua proposta di Nuova Alleanza, del Suo desiderio infinito di rientrare e riabitare nel profondo dei nostri cuori e di rioccupare spontaneamente e liberamente la scena (nei giorni sanremesi!) dei nostri affetti e pensieri, nonché delle nostre scelte; quest’anno avverto la pagina citata del libro dell’Esodo, ascoltata già chissà quante volte, nuova, nuovissima, fresca e profumata, come il pane che stamane il panettiere del nostro borgo di paese sta sfornando: Dio mi appare con gli occhi della fede come la Mamma che estrae con Sapienza Eterna dalla cassapanca delle “cose vecchie e antiquate” la Sua Legge ed è pronta a servirceLa calda e saporita, arricchita di mille aromi attraenti.

Mi ritorna insistente agli orecchi del cuore lo slogan di un convegno della Chiesa italiana di qualche annetto fa: con Dio o senza Dio tutto cambia! Ecco ora il momento favorevole: mentre gli uccelli smettono di cinguettare e i pesci di nuotare riascoltiamo le Dieci Parole di Dio Padre che ci costituiscono nella nostra identità di persone amate ed amanti, che vivono sulla terra con il desiderio di renderla bella ed abitabile. Accoglieremo di nuovo la Sua proposta di Amore e di Alleanza? Risintonizzeremo le nostre onde medie, corte e lunghe sui battiti di Carne del Suo Cuore? La giostra della nostra esistenza, ben caricata, riprenderà a girare intorno al perno del “Si” a Dio? Ripartiremo e ricostruiremo la città degli uomini, dopo le ceneri distruttrici di questa sofferenza, sui pilastri portanti e la pietra d’angolo della Pasqua del Signore Gesù?

Il Vangelo, quasi in uno scambio di consegne con il testo biblico dell’Esodo, ci introduce, da par suo, il tema di una decadenza e di una ripartenza: oggi alcuni sociologi, con in mano il prisma delle pagine della Sacra Scrittura, stanno leggendo le vicende nostre contemporanee con l’emblema significativo del crollo della torre di Babele. Ben venga questa saggia interpretazione! Il Vangelo, quindi, ci sprona a rimettere mano urgentemente al progetto, per dare “cemento” all’idea di una nuova ricostruzione! Gesù sofferente, morto e risorto si offre a noi come pietra angolare su cui edificare “la dimora” dei nostri giorni e di nostri traffici, la cassaforte che custodisce gelosamente i tesori ed i preziosi non negoziabili dei nostri veri e cordiali interessi. Don Luigi, servo di ricostruzioni».

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