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Sul Faito è guerra: il sindaco di Castellamare Cimmino contro Vico Equense

Il caso Faito provoca reazioni e tensioni. La fuga in avanti del comune di Vico Equense non piace al sindaco di Castellammare. La Città Metropolitana di Napoli è pronta a cedere la sua quota all’amministrazione Buonocore, ma i toni utilizzati dal primi cittadino stabiese nei confronti del comune vicino sono forti: “un blitz speculativo”. “Follie giuridiche e territoriali, speculazioni, ombre e “spinte”: giù le mani dal monte Faito.

Sul caso della montagna che sovrasta Castellammare di Stabia ne stiamo ascoltando di ogni tipo. È certamente una “corsa al versante” che mi desta non poche preoccupazioni. Ma mi spiego meglio. Non sono minimamente preoccupato dal fatto che Castellammare di Stabia possa “perdere” il proprio monte. A nessuno, ovviamente, sarà concesso di spostare una foglia senza di noi” dice in premessa Cimmino, prima di entrare nel merito della vicenda. Cimmino se la prende con il Presidente del Parco dei Lattari Tristano delloJoio: “No, la preoccupazione risiede bensì in quello che sembra essere un blitz speculativo maturato da accordi sottobanco. Strano l’interesse dello scaduto rappresentante di un Parco che non ha mai mosso un dito finora. Tante ombre e nessuna trasparenza. Tante le “spinte” che sto leggendo in queste ore.

Bene. Chi vuole questa “vendita” immobiliare? Chi sta coltivando interessi sui milioni di euro che noi, e solo noi, con merito e caparbietà abbiamo sbloccato?” Poi se la prende con il Pd: “Riassumiamo un secondo per la cittadinanza intera e per i media, che devono sapere o ricordare qualora avessero dimenticato qualche passaggio. Chi ci accusa di essere “silenti” su questa tematica è lo stesso centrosinistra che il monte, o meglio i milioni di euro necessari per la mitigazione del rischio idrogeologico e per la messa in sicurezza della strada, li aveva persi. Sì, li avevano “restituiti” affermando di non avere le competenze (e le capacità ed il coraggio aggiungo io) per andare avanti e restituire il Faito agli stabiesi. Sono proprio gli stessi che adesso hanno cominciato a ragionare e ad avallare “strane manovre” tra Città Metropolitana e Vico Equense. Quando la mia amministrazione si è insediata, grazie alla mia caparbietà ed a quella dell’assessore Giovanni Russo, quei milioni di euro li abbiamo recuperati.

Abbiamo nominato il Responsabile Unico del Procedimento (Rup), effettuato indagini geologiche ed il progetto è pronto per essere attuato grazie anche al supporto ricevuto dal presidente Vincenzo De Luca. Non ci siamo fermati un solo istante su questo progetto che interessa più Enti e tanta burocrazia”. E alla fine arriva al comune di Vico Equense: “Poi, la fuga in avanti. Città Metropolitana pare interessata a cedere la propria quota del monte e a “conoscere” tale interesse è il solo Comune di Vico Equense che ha già pronto anche il piano. Ricordiamo che Faito è suddiviso al 50% di Città Metropolitana di Napoli, mentre l’altro 50% è della Regione Campania. Il monte, inoltre, ricade in tre Comuni: Castellammare, Pimonte e Vico Equense. Perché Città Metropolitana non ci ha messo al corrente di questa operazione? Come faceva Vico Equense a conoscere tale condizione? Tutto lascerebbe pensare ad un blitz molto poco trasparente su cui aleggiano ombre e sospetti. Qualcuno sta coltivando interessi su quei milioni di euro?

Converrete tutti che si tratta di fatti molto gravi”. Sul caso Faito Cimmino intende seguire la proposta del capogruppo di Italia viva Andrea di Martino: “Bene, invece, in questo contesto, la proposta del consigliere Andrea Di Martino, che giudico lodevole e che riguarda un coordinamento tra Comuni per chiedere alla Regione di esercitare il diritto di prelazione sull’acquisto delle quote della Città Metropolitana e costruire insieme un piano di valorizzazione dei beni del Faito”. Nel frattempo Cimmino anticipa le sue mosse: “Dal punto di vista politico, ho inoltre già chiesto al capogruppo regionale di Forza Italia Annarita Patriarca di presentare una interrogazione alla Regione affinché venga fatta chiarezza sulle procedure in atto e nel contempo di verificare come mai da più di un anno non viene nominato il nuovo presidente dell’Ente Parco dei Monti Lattari”. Calma e sangue freddo, perché su questa storia c’è da andare fino in fondo. Sono certo che la Procura della Repubblica di Torre Annunziata potrebbe essere interessata dalla vicenda. E chissà, forse anche l’Antimafia. Giù le mani dal monte Faito.

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