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Salerno. Anziana affetta da ischemia è da 5 giorni senza posto. Il terribile calvario

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Salerno. Anziana affetta da ischemia è da 5 giorni senza posto.

Un’anziana di 75 anni di Battipaglia , domenica scorsa, alle 7 del mattino, è stata trasportata al nosocomio del capoluogo con la faccia deformata, la difficoltà ad esprimersi: erano i chiari sintomi d’una ischemia. E come se non bastasse, dopo un primo test rapido che aveva dato esito negativo, a seguito del tampone molecolare è arrivata la triste notizia: la donna è positiva al Covid.

E al “Ruggi” è immediatamente scattato l’allarme: il reparto di Neurologia della più importante struttura sanitaria della provincia, infatti, non può ospitare pazienti infetti. E allora tocca attendere nel Pronto soccorso, nelle stanze adibite eccezionalmente per ospitare le persone affette dal Covid, in attesa che si liberi un posto in una struttura adatta alla specifica assistenza. Insieme ad altri pazienti in gravi condizioni. In tanti con il pannolone, ché i bagni non ci sono. O meglio: i pazienti affetti da Covid non possono andarci. Le condizioni della 75enne, ad oggi, appaiono stabili. Ma ciò che spaventa i familiari sono le sue patologie pregresse. La donna è super obesa con seri problemi di circolazione. E stare su una sorta di barella di trasporto per tanti giorni potrebbe compromettere la situazione.

A raccontare il calvario che apprendiamo dalla Città di Salerno, è il genero dell’anziana, Luigi Viscido, grafico molto noto a Battipaglia con un passato in politica e per aver proposto di recente, in seguito a delle ricerche da lui portate avanti, la cittadinanza onoraria a Primo Levi. «Il nostro timore più grande è che trattandosi di una paziente super obesa, se si apre una piaga potrebbe essere difficile da curare», spiega Viscido, dettagliando quanto sta accadendo. «Dall’ospedale, i medici ci hanno detto che vengono fatti degli esami del sangue di mattina e che ha delle flebo, ma non sappiamo se possono seguire bene i pazienti nell’aspetto farmacologico. Non so se sta seguendo una terapia per l’ischemia, per il Covid o per il diabete. Ci dicono che è tutto ok, ma mia suocera lamenta il fatto che non viene nessuno».

Come se non bastasse, poi, ai problemi di salute e alla situazione difficile affrontata ci si è aggiunto anche un altro problema. Un’aggressione. La donna 75enne, infatti, è stata assalita da un paziente affetto da demenza senile che le ha rotto il cellulare. Fortunatamente i medici sono riusciti a calmare gli animi, ma lo spavento rimane. «Quest’episodio – spiega il genero – ha creato un clima teso. Quando ho chiamato la dottoressa per capire come fosse andata, lei era più stressata di me. Siamo in attesa d’un miracolo, ovvero che si liberi un posto. E capisco che loro diano anche priorità a chi ha gravi sintomi da Covid».

Da quattro giorni, la donna, alle prese con una super obesità, è costretta a stringere i denti. E a ricevere non tutte le cure per le sue patologie. Al pari di tanti altri pazienti che da giorni attendono in ambulanza che si liberi un posto letto. «A me basterebbe quantomeno che le venga garantita l’assistenza di base. Che venga lavata e curata adeguatamente. Resta l’amarezza – conclude Viscido – e la rabbia per un sistema che, a un anno di distanza, non ha saputo trovare soluzioni, venendo meno a un diritto sancito dalla Costituzione: quello alla salute ».

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