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Piano di Sorrento come Quarrata: “togliete le panchine in Piazza Cota per evitare assembramenti”

Piano di Sorrento come Quarrata: “Per il Covid togliete le panchine in Piazza Cota per evitare assembramenti”. La proposta viene da Domenico Cinque ed a molti sembra un’assurdità ma, dopo l’ultima ordinanza del Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca che impone la chiusura delle piazze, sembra concretizzarsi come possibile.

A Quarrata, in provincia di Pistoia, qualche settimana fa il sindaco ha fatto rimuovere le tredici panchine di piazza Risorgimento. “Ma noi ora dove ci mettiamo a sedere?”, esclama preoccupato l’anziano mentre il vigile gli chiede di alzarsi. Frullino, viti che saltano, operai e panchine che si alzano da terra e se ne vanno. Gli interrogativi palpabili negli occhi dei presenti che, mani giunte dietro la schiena, seguono attentamente le operazioni di rimozione. È il gesto forte che porta con sé un segnale che il comune di Quarrata ha voluto dare alla comunità. La decisione è stata appunto quella di togliere le panchine di piazza Risorgimento, nel cuore della città, per evitare di offrire occasioni di assembramento, per sensibilizzare concretamente i cittadini al rispetto delle regole alla base della prevenzione contro la diffusione del coronavirus. Con la promessa da parte del sindaco Mazzanti che, una volta tornati alla normalità, le panchine riprenderanno il loro posto.

Un gesto sicuramente estremo e molto forte e che ci auguriamo alla fine resti solo un monito ed una provocazione per la città di Piano di Sorrento. Ci auguriamo che da domani le panchine in Piazza Cota (e nelle altre piazze campane) siano libere e non occupate da persone incapaci di rispettare le regole della zona rossa che permettono le uscite solo per motivi di necessità e senza consentire soste per chiacchierare, fumare una sigaretta o leggere un giornale comodamente seduti. Verrà il tempo in cui quelle panchinepotranno essere nuovamente occupate per godersi un momento di relax, ma non è questo il tempo. Questo è il tempo di restare a casa il più possibile, è il tempo di essere responsabili per il bene proprio e di tutta la comunità. Un sacrificio che pesa sicuramente ma che purtroppo è necessario.

 

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