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Oggi, lunedì 22 marzo, è la Giornata Mondiale dell’Acqua: Onu, nel mondo senza 1 persona su 3

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Oggi, lunedì 22 marzo, è la Giornata Mondiale dell’Acqua: Onu, nel mondo senza 1 persona su 3. Ogni anno, il 22 marzo, le Nazioni Unite lanciano un appello per celebrare la giornata dedicata alla tutela della risorsa idrica. L’obiettivo della Giornata mondiale dell’acqua (#WorldWaterDay) è quello di celebrare l’acqua e richiamare l’attenzione sulla crisi idrica globale, sensibilizzando la popolazione in vista del raggiungimento dell’obiettivo di sviluppo sostenibile: acqua e servizi igienico-sanitari per tutti entro il 2030, un traguardo indispensabile per appianare le disuguaglianze socio-economiche e garantire la dignità di tutti gli esseri umani.

Perché gli esseri umani sono tanto eccitati all’idea di scoprire tracce d’acqua su Marte, eppure non trattano la riserva di “Oro Blu” della Terra con lo stesso rispetto né cercano di condividerla più equamente? È questo quanto si chiede il World Water Development Report 2021, in cui si sostiene che molte persone sprecano o usano male l’acqua perché tendono a pensare a quanto costa solo in termini economici.

Oltre due miliardi di persone al mondo vivono in paesi con problemi di approvvigionamento idrico. Quattro miliardi di persone vivono in aree che soffrono di grave carenza d’acqua almeno un mese all’anno. Circa 1,6 miliardi di persone hanno a che fare con una scarsità d’acqua “economica”: l’acqua sarebbe fisicamente disponibile, ma mancano le infrastrutture per farla arrivare alle persone, osserva l’Onu. La capacità di stoccaggio dell’acqua negli invasi si riduce dell’1% ogni anno, per l’aumento della popolazione e i sedimenti nei depositi. L’utilizzo di acqua potabile continua a crescere dell’1% l’anno dal 1980. L’agricoltura impiega in media il 69% dell’acqua dolce per usi umani (in alcuni paesi questa percentuale sale al 95%). L’industria assorbe il 19%, le città il 12%. Nel periodo fra il 2009 e il 2019, la siccità ha colpito 100 milioni di persone al mondo, uccidendone 2000 e causando 100 miliardi di dollari di perdite. La Banca Mondiale stima che le regioni affette da carenza d’acqua possano vedere calare il loro Pil del 6% al 2050. Dare l’accesso all’acqua potabile a 140 stati a medio e basso reddito entro il 2030 costerebbe 114 miliardi di dollari all’anno nei prossimi dieci anni.

La situazione nel complesso è aggravata dall’aumento degli eventi meteorologici estremi che hanno causato oltre il 90 per cento dei grandi disastri nell’ultimo decennio.

L’Onu invita quindi a riflettere sul significato e sul vero valore di questa risorsa vitale per imparare a proteggerla meglio. ”Il valore dell’acqua supera di gran lunga il suo prezzo, è un valore incalcolabile per la nostra casa, la cultura, la salute, l’istruzione, l’economia o l’integrità del nostro ambiente naturale. Se trascuriamo anche uno di questi aspetti, rischiamo di gestire male questa risorsa limitata che è insostituibile” aggiunge l’Organizzazione delle Nazioni unite.

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