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Napoli, blitz della Digos nell’Accademia delle Belle Arti: studenti denunciati per occupazione e danneggiamento

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Napoli, blitz della Digos nell’Accademia delle Belle Arti: studenti denunciati per occupazione e danneggiamento. «Ci hanno sorpreso nel sonno. Mi hanno chiesto di sdraiarmi a terra, mani dietro la nuca», racconta Elia. È uno degli occupanti dell’Accademia di belle Arti, sorpreso all’alba da un blitz di 50 uomini della Digos dopo oltre un mese di occupazione. Erano da poco passate le 5.30 quando le forze dell’ordine hanno fatto irruzione, usando le chiavi che avevano ricevuto dalla direzione all’inizio dell’occupazione. Dentro dormivano 15 ragazzi, una dozzina in una stanza adibita a dormitorio. Due giovani si trovavano nel teatro e sono quelli che sarebbero stati maltrattati, come dichiara Elia: «Mi hanno chiamato per nome, con mia sorpresa; poi deriso perché ero in déshabillé, infine mi hanno fatto sdraiare». Trova il tempo per una battuta: «Gli ho detto che non sono un terrorista, solo un artista in mutande». Poi è toccato a Martina, che pure stava riposando nel teatro: sarebbe stata svegliata a strattoni.
L’IDENTIFICAZIONE Tutti i ragazzi che si trovavano nell’Accademia al momento del blitz sono stati identificati e poi denunciati. Occupazione di bene culturale e danneggiamenti alle dotazioni dell’istituto i capi d’accusa, adesso l’edificio è sotto sequestro. A decidere il blitz la procura della Repubblica: l’Accademia è un bene sottoposto alla tutela della Direzione regionale dei musei e possiede un patrimonio di grande valore storico e culturale. La notizia dello sgombero ha fatto presto il giro della città e già alle 7 sono arrivati i primi gruppi a sostegno degli occupanti: il coordinamento dei lavoratori dello spettacolo, rappresentanze degli studenti dei licei, il sindacato Cobas e il gruppo dell’ex Opg. È prima nato un presidio spontaneo, poi intorno a mezzogiorno è stata organizzata una conferenza stampa: «Avevamo occupato per ottenere la riapertura di cortile e biblioteca dopo un anno di chiusura per l’emergenza sanitaria. Poi vogliamo un’aula autogestita che faccia da sportello di ascolto sul tema delle molestie» hanno detto gli studenti da un megafono. Il riferimento è chiaramente all’anno scorso, quando un docente fu indagato per abusi su una studentessa, prima di essere prosciolto dall’accusa.
LA DENUNCIA Dopo la conferenza un gruppo di studentesse del collettivo «Non una di meno» hanno sfilato a seno nudo, paralizzando il traffico per mezz’ora all’altezza del Museo archeologico e causando momenti di tensione con poliziotti e carabinieri. «Ci accusano di danneggiamenti al bene perché abbiamo fatto un’opera sulle molestie» raccontano ancora. Si tratta di un murale dove un corpo femminile è toccato da varie mani. I ragazzi hanno raccontato le attività intraprese in questo periodo, soprattutto laboratori artistici aperti alla fruizione di un pubblico, assicurano, a cui venivano fatti tamponi: «Stavamo diventando pericolosi, riaprendo le porte di un luogo di cultura. Ma è solo l’ultimo degli episodi di assenza di dialogo con la direzione». Nel mirino Renato Lori, direttore dell’Accademia, che la settimana scorsa, alla proposta di colloquio inoltrata dagli occupanti, aveva risposto con un comunicato: «Non parlo con chi mi sfonda la porta di casa» il passaggio discusso. La giornata si è conclusa con un presidio pomeridiano a piazza Bellini.

Fonte Il Mattino

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