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Napoli, allarme del geologo: Falde acquiferespingono verso l’alto, Palazzo Reale a rischio.

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Napoli, l’allarme del geologo: «Falde acquifere spingono verso l’alto, Palazzo Reale a rischio»

Articolo pubblicato da “Napoli-Repubblica” di Antonio Folle  giovedì 28 Gennaio 2021

Il dissesto idrogeologico che ha interessato la Galleria della Vittoria provocandone la chiusura e i conseguenti disagi per la circolazione veicolare potrebbe aver interessato anche le fondamenta del palazzo Reale e del Maschio Angioino. Questo è l’allarme lanciato dal geologo Riccardo Caniparoli e dal Comitato Civico Portosalvo che hanno chiesto al Comune immediate verifiche del sottosuolo per stabilire se i lavori della metropolitana abbiano intaccato il delicatissimo equilibrio delle numerose falde acquifere che caratterizzano la zona.

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Un segnale inequivocabile del “movimento” delle enormi masse d’acqua sotterranee, secondo Caniparoli, è dato dalle enormi chiazze brune presenti sulla facciata del palazzo Reale che affaccia direttamente sui giardini del Molosiglio. Il geologo ha escluso categoricamente che si tratti di macchie legate allo smog dell’intenso traffico veicolare della zona. La presenza di chiazze di muschio tra i basoli e di piantine che crescono sui muri potrebbero essere segnale della presenza di acqua sotterranea a poca distanza dal piano di calpestio stradale.

E in effetti le chiazze scure – che somigliano in tutto e per tutto a chiazze di umidità – destano qualche perplessità. A cominciare dal loro colore. La zona del molo Beverello, infatti, è storicamente interessata dal fenomeno dell’acqua “ferrosa”, con la presenza di una famosa sorgente che fu chiusa negli anni ’70 per motivi igienico-sanitari.

«Quell’acqua è ricca di ferro e di sali minerali – ha spiegato Caniparoli – ed è proprio per la presenza di questa particolare acqua ferrosa che le macchie comparse all’esterno di palazzo Reale hanno assunto quel colore particolare, molto simile alla ruggine. Questo è un segnale chiarissimo del fatto che le acque sotterranee stanno risalendo verso l’alto e dovrebbe spingere le istituzioni a severe indagini nel sottosuolo. La falda acquifera sulla quale è stato costruito palazzo Reale e parte del Maschio Angioino è stata con ogni probabilità disturbata dai lavori per la realizzazione del pozzo della metropolitana a piazza Plebiscito. La rottura del delicatissimo equilibrio idrogeologico – prosegue il geologo – potrebbe causare danni enormi alle strutture soprastanti. Se l’acqua non è in pressione scende in sicurezza verso il basso fino a raggiungere una falda, ma se l’acqua si trova sotto pressione allora schizza direttamente verso l’alto, rischiando di intaccare le fondamenta degli edifici. Il rischio concreto – l’allarme – è di veder crollare qualche altro palazzo, come accaduto qualche anno fa alla Riviera di Chiaia».

Il palazzo Reale di Napoli fu costruito nel 1600 su progetto del celebre Domenico Fontana e fu voluto dai Viceré spagnoli per onorare degnamente la seconda città – dopo Madrid – dell’immenso impero Spagnolo. Già a quel tempo, però, i costruttori dovettero far fronte ai numerosi problemi legati alle falde acquifere che dovevano essere preservate per evitare il rischio di possibili smottamenti della pietra tufacea.

Tutti gli architetti che nel corso dei secoli si sono avvicendati per i numerosi lavori di espansione della struttura – i lavori che avrebbero dato alla reggia dei Borbone l’aspetto attuale terminarono ufficialmente solo nel 1858 – hanno dovuto fare “i conti” con le acque sotterranee.

L’equilibrio raggiunto nel corso dei secoli fu interrotto negli anni ’90 quando, in occasione del mondiale italiano, fu tentata la costruzione di una metropolitana che avrebbe dovuto collegare piazza Plebiscito con Fuorigrotta. Il progetto della LTR naufragò miseramente – e nonostante gli immensi stanziamenti di fondi pubblici – proprio per la rottura di una falda acquifera che impedì la prosecuzione degli scavi. Il resto è storia d’oggi, con il crollo del palazzo Guevara di Bovino, con la morte degli alberi nella villa comunale – morte causata con ogni probabilità dal “intrusione” di acqua marina nella falda sotterranea che alimentava gli alberi -, con le polemiche legate ai lavori della metropolitana che interessano nuovamente la zona e, in ultimo, con la chiusura della galleria Vittoria.

«Dopo l’esperienza della Riviera di Chiaia – la denuncia di Antonio Pariante del Comitato Civico Portosalvo – riteniamo che i segnali sulla zona del Molosiglio siano da tenere sotto stretta osservazione, così come raccomandato dal professor Caniparoli, per evitare che dal sottosuolo possano generarsi altri danni al patrimonio monumentale della città».

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