Mister Pino La Scala: “voglio trasmettere un bel calcio e far divertire. I tifosi? Sarebbe bello averli allo stadio”

A Raduni Sport mister Pino La Scala ha parlato del suo Sorrento e di questo particolare momento calcistico. Un ritorno in rossonero per il tecnico, dopo avervi esordito da calciatore a 17 anni per poi ritornarvi da allenatore, vincendo i play off di serie D, nella stagione 2004/2005. Ma qual è esattamente l’obiettivo stagionale del Sorrento e perché ha deciso di accettare questo incarico? “L’obiettivo è arrivare al più presto alla salvezza tranquilla per poi divertire dando fastidio a tutti quanti; per quanto riguarda il mio ritorno in rossonero, io sono di Sorrento e non potevo non accettare di ritornare nella squadra del mio cuore. Il clima che trovato è straordinario: ho avuto la fortuna di entrare in questo gruppo, logicamente in punta di piedi e ho riscontrato una grande compattezza e un’unione di intenti all’interno dello spogliatorio; c’è una grande voglia di lavorare e di seguire le mie idee che sono quelle di giocare un bel calcio. Ancora non ci siamo riusciti ma conto di trasmettere ai ragazzi la voglia di tenere il pallone, creare occasioni e divertirsi”. “Obiettivi a lungo termine? Di questi tempi, con questa crisi e con questa pandemia che sta coinvolgendo anche il mondo del calcio non si possono fare programmi lungimiranti; vorrei conquistare l’obiettivo di cui abbiamo già parlato e vivere alla giornata. Attualmente stiamo vivendo un incubo: facciamo 1 -2 tamponi a settimana e fino a quando non sappiamo l’esito siamo tutti tesi sperando di non essere contagiati. Ciò influisce anche nella preparazione delle partite perché contiamo su determinati giocatori e poi non sappiamo se questi saranno presenti in campo”. “Come versano del società dilettantistiche? Con i pochi contributi  che ricevono, le società dilettantistiche non possono fare più di quello che stanno già facendo. La differenza tra i campionati professionistici e la Lega dilettantistica? Il Sorrento non ha nulla da invidiare alle società professionistiche e da questo punto di vista sono molto contento, per questo vorrei invertire la tendenza ed iniziare a raccogliere risultati positivi sul campo, perché se lo meritano”. Sull’assenza dei tifosi allo stadio: “Nonostante gli stadi siano chiusi percepiamo l’amore dei tifosi; avendo uno stadio piccolo, purtroppo, sarebbe bello avere i supporters con noi ma, in questo momento, dobbiamo “accontentarci” di sentirli attraverso i social e non sugli spalti”.

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