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Massa Lubrense, Marina del Cantone: nessun danno ma un grande progetto di riqualificazione e messa in sicurezza

Massa Lubrense. Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’Avv. Riccardo Meandro e del Sig. Giovanni Costabile a seguito di una vicenda che ci è stata segnalata qualche giorno fa a Marina Del Cantone (vedi l’articolo). Attraverso la loro lettera cerchiamo di far chiarezza su ciò che sta avvenendo. La scorsa volta ci siamo limitati a pubblicare una segnalazione che ci è arrivata in redazione.

L’articolo che è apparso dà una visione della realtà distorta. Gli scriventi hanno inteso riqualificare e migliorare quel tratto di territorio, con uno sforzo personale ed economico notevole. L’aerofotogrammetria pubblicata non ritrae lo stato dei luoghi dei terreni prima dell’intervento di riqualificazione in oggetto, essendo foto di epoca molto anteriore. L’intera area si presentava in realtà in uno stato di degrado, nonché interessata da smottamenti importanti del terreno verso valle.

Il muro in cemento preesistente, che delimitava la proprietà era fatiscente, spanciato, a rischio di crollo immediato, pericoloso per la pubblica e privata incolumità, così come accertato dalle perizie tecniche in nostro possesso. Pertanto abbiamo dovuto effettuare una riqualificazione e messa in sicurezza lungo tutta la proprietà nel pieno rispetto del contesto ambientale, rifinendo tutte le opere murarie (si ripete necessarie ed urgenti!) con pietra viva locale e materiali naturali confacenti al territorio.

Grazie esclusivamente al nostro impegno e abnegazione: “DOVE C’ERA AMIANTO CI SARA’ PRATO”; dopo la sottoscrizione di un complesso contratto, la GORI S.p.A. ha provveduto a far bonificare l’intero tratto per centinaia di metri dalla presenza di tubi di amianto, sostanza cancerogena, particolarmente pericolosa per la salute umana, causa di malattie quali l’asbestosi ed il mesotelioma pleurico. Quanto alla vegetazione di cui l’articolo lamenta la distruzione, va evidenziato che la stessa era per lo più consistente in erbacce e canne. Vi era una palma, colpita e distrutta dal punteruolo rosso che è stata sostituita da un’altra di alto fusto. Tutte le piante sono state salvate, quelle a rischio sono state sostituite con altre della stessa tipologia.

Abbiamo, altresì, fatto sostituire due pali della Telecom in procinto di cadere, stesso dicasi per un palo dell’Enel sventrato in più punti per tutta la sua altezza. In altre parole non vi è stata alcuna attività di edificazione “distruttiva” ma solo quella strettamente necessaria a contenere gli smottamenti, con terrazzamenti e materiali tipici della costiera. L’incremento dello spazio interessato alla sosta auto è di soli 50 metri quadri e non già di centinaia di metri quadri come erroneamente riportato nell’articolo. Il tutto è provato da documentazione fotografica, perizie e testimonianze delle persone del posto. Il progetto e l’esecuzione delle opere sono state precedute da tutte le autorizzazioni ambientali, edilizie, persino della comunità montana, così come accertato dalla Polizia Municipale competente più volte intervenuta.

Il cantiere è ancora in via di completamento ed altre piante saranno ancora allocate. Inoltre, la strada ove è stata posta la scritta “Proprietà Syrenuse” (non di nostra proprietà) non è mai stata pubblica, ma “privata ad uso pubblico”, giammai è stata posta alcuna limitazione di accesso. Per quanto esposto, si chiede una rettifica del vostro articolo o che comunque venga pubblicata la presente nota in risposta, al fine di fornire una corretta informazione ai Vostri lettori e salvaguardare la reputazione degli scriventi.

Auspichiamo, inoltre, che i sedicenti ambientalisti, che hanno inteso impegnarsi in difese inutili e fuorvianti, decidano di affiancarsi a noi nella battaglia che stiamo portando avanti contro la Gori per il rifacimento del sistema fognario che esonda in più punti e che causa veri danni all’ambiente, costituendo un serio pericolo per la salute pubblica. Forse non se ne sono accorti, oppure erano distratti da altro! Cogliamo l’occasione per invitare anche il Vostro giornale a sostenerci nella battaglia che stiamo portando avanti nell’interesse comune a tutela dell’amato territorio di Nerano. 

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