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MANN. INCONTRI DI ARCHEOLOGIA CON MARIO CESARANO

Incontri di Archeologia online: con Mario Cesarano, andiamo alla scoperta di Nola e degli echi del Ginnasio di Atene!

Generico marzo 2021

La modalità on line ha permesso di continuare a seguire gli incontri ancor meglio che nel Nuovo Auditorium, ove non potevano prende posto più di 50-60 persone, nel rispetto del protocollo anticovid.

Di Mario Cesarano è leggibile buona parte della sua produzione di studi archeologici su academia.edu all’indirizzo https://beniculturali.academia.edu/MarioCesarano

Generico marzo 2021

buon pomeriggio

io sono mario cesarano archeologo

funzionario per la soprintendenza

archeologia dell arte e paesaggio per

l’area metropolitana di napoli

ringrazio il direttore del man paolo

giulierini e l’amica collega luce emilio

per avermi invitato a prendere parte

all’edizione di quest’anno di incontri

di archeologia

cercherò di illustrarvi le evidenze

archeologiche che ci consentono di

affermare che nel cuore dell’età

classica nel pieno del quinto secolo

avanti cristo

alcuni dei gruppi che compongono la

società di nola in campania hanno ormai

in maniera profonda e radicata

assimilato delle forme comportamentali e

valori etico politici di matrice greco

attica attraverso un consolidato ormai

dialogo commerciale con la città di

atene che era nella piana campana si

approvvigiona di grano

un dialogo che nel tempo va

trasformandosi consolidandosi sempre più

sul piano culturale sociale e politico

l’evidenza della quale possiamo

avvalerci è quella proveniente

per la totalità dalle necropoli vale a

dire dalle sepolture e questo perché non

sa è una di quelle città che sono

caratterizzate da una continuità urbana

che va dal momento della sua fonte della

loro fondazione

fino ad oggi e questo rende molto

difficile se non impossibile agli

archeologi di trovarsi di fronte a

evidenze relative alle più antiche fasi

della città nola oggi gode di una

discreta presenza di un’archeologia di

età romana ma manco l’appunto

testimonianze archeologiche fisiche

della città di età sannitica e ancora

precedente quella delle fasi appunto più

antiche al tempo stesso la contrazione

alla quale è andata incontro il centro

urbano nel corso dei secoli del medioevo

ha lasciato fuori dagli spazi abitati

quella gran quantità di territorio

destinata in antico all’esterno della

città all’uso funebre e e questo

permette oggi all’archeologia attraverso

l’azione di tutela esercitata dalla

sovrintendenza quindi dalle strutture

dello stato di poter recuperare in gran

quantità

a porzioni di queste necropoli in gran

parte scavate comunque nel xviii e il

xix secolo senza fornire quelle

documentazioni che oggi sono necessari

da un punto di vista scientifico a

riconoscere quello che gli archeologi

chiamano il contesto proprio lì

qui i dati che ricaviamo dalle necropoli

ci consentono di concludere con certezza

che la comunità nolana definisce se

stessa come in chiave politica e urbana

in maniera ormai avviata già nel intorno

all’ultimo trentennio dell’ottavo secolo

avanti cristo

e un momento in cui appunto riscontriamo

la politicizzazione di questa comunità

nel fatto che sono ben distinti ormai

attraverso regole che sono condivise da

tutta la comunità

gli spazi destinati all’abitato e quelli

invece destinati all’uso funebre la

menzione più antica che noi incontriamo

nei testi scritti di nola e quella

fornita da un geografo che scrive

intorno all ultimo trentennio

venticinquennio del sesto secolo avanti

cristo e cate o di milito che in

un’opera che intitola per ea esis una

descrizione un po di tutto l’orbe

conosciuto in quel momento è solcato dai

greci attraverso i mari

definisce no la polis ton a uso non vale

a dire città degli ausoni la cosa

interessante è che ecate o appunto ne

riporta la fondazione ha delle genti

indigene gli ausoni a differenza di

quanti dopo di lui

diranno no l’ha fondata da genti

etrusche

o addirittura da greci calcidesi gli

stessi greci che avevano fondato i primi

insediamenti in italia meridionale

nell’isola di ischia l’antica pitecus ai

e sulla terraferma a cuma ma

interessante anche che ricadeva non solo

attribuisce la fondazione di nola agli

autori

ma la chiama polis usando quel termine

che viene utilizzato per indicare la più

importante istituzione politica greca

evidentemente agli occhi dei marinai e

dei mercanti che trasferiscono le

informazioni di cui ha bisogno a the cat

e la città pur se fondata dagli house mi

è ormai si segnata dalla influenza che

le viene dal mondo greco attraverso

appunto un consolidato di dialogo

culturale e commerciale da apparire

nelle forme che ha normalmente una polis

greca

con le dovute remole ovviamente è il

contatto con questa cultura greca lo

riscontriamo proprio nelle sepolture già

a partire da quelle più antiche dal

momento che recuperiamo dai corredi

funebri molti oggetti prevalentemente

ceramiche che sono o proprio di

produzione greca quindi importate magari

prodotte proprio ad ischia e akuma e

importate nel centro campano di al

centro romano oppure sono prodotte

localmente ma imitando le ceramiche

greche quella che oggi noi chiamiamo

archeologia della morte ci ha fatto

comprendere che ad essere importati non

sono soltanto gli oggetti ma anche usi

credenze costumi e e tutto questo

riusciamo a comprendono appunto

definendo quella che sarà per noi

l’archeologia della morte ce lo fa

comprendere lo osservai osservazione di

numerosi contesti funebri che

confrontati tra di loro ci hanno

mostrato che ci sono

delle convenzioni delle regole con cui

viene a crearsi la sepoltura è che

questa è essenzialmente un contesto

chiuso unitario funzionale a definire la

fisionomia sociale dell’individuo che vi

è sepolto del gruppo familiare al quale

appartiene e

allargandoci ancora di più del gruppo

culturale al quale l’individuo e la sua

famiglia possono ascriversi questo

perché la la vera dimensione

dell’individuo secondo la le comunità

antiche e quella sociale e quella

pubblica se noi prendiamo le iscrizioni

funebre di età romana

osserviamo che recitano fondamentalmente

quello che quelle che sono le i ruoli

pubblici che ha rivestito un individuo

insomma il posto che egli ha ricoperto

all’interno della comunità

quindi vi ritroveremo scritto qui giace

tizio qui giace caio che è stato console

magistrato censore questo re senza alcun

riferimento a una dimensione privata

intima sentimentale

la cosa più importante il modo in cui

realizza pienamente se stesso un

individuo è quello di essere civis

tutto ciò è incarnato nel mondo greco da

quella famosa e così nota espressione di

aristotele che definisce l’uomo john

politico spesso tradotto in maniera

ritengo errata con semplicemente animale

sociale a intendere che l’uomo è un

essere nato per vivere in gruppo e senza

in maniera specifica aristotele lo

chiama essere politico politico

riferendosi molto probabilmente con

questo politico proprio al suo inserirsi

maniera organica e strutturata

all’interno della polis e molto

probabilmente di quella che è la polis

nella accezione ateniese secondo quelle

che sono i valori etico e poni medici e

politici che vengono inculcate

all’individuo fin dalla sua più tenera

età

finché diventa un cittadino gli ateniesi

avrebbero detto nella loro espressione

più felice kalòs kai agathos mano a dire

insomma un ottimo cittadino prima di

proseguire a questo punto

e bene chiarire che cosa viene deposto

all’interno di una sepoltura

ad accompagnare il defunto cioè cosa va

a costituire quello che gli archeologi

chiamano corredo funebre da piccoli

magari ci hanno insegnato a scuola che

sono io vengono proposti in una

sepoltura gli oggetti che l’individuo ha

utilizzato durante la vita

se così fosse dovremmo trovare una

disparità di corredi funebri legato

ovviamente al numero degli individui

delle migliaia di individui dei quali

abbiamo scavato le tombe

ma invece osserviamo che quasi sempre i

corredi si identificano sembrano

rispondere alle regole di modelli

standard

questo fa pensare che ci sia la volontà

di affidare al corredo funebre la

funzione di veicolare un uno o più

messaggi e ovviamente tutto ciò funziona

nel momento in cui

chi recepisce i deve recepire il

messaggio ha la capacità di leggere nel

corredo funebre quei significati che gli

sono stati assegnati da chi ha composto

il corredo funebre

si tratta degli stessi oggetti

praticamente è una visione quello che si

osserva nel momento cosiddetto della

protesi cioè di quando il defunto viene

esposto nei giorni in cui viene esposto

prima ancora di essere seppellito il

nostro uso tenere esposto il defunto nel

momento in cui vengono si va andare le

condoglianze alla famiglia per uno o al

massimo due tre giorni a seconda dei

luoghi

nell’età antica questi giorni erano

molto più numerosi e durante questo

tempo si poteva osservare non solo il

defunto ma l’insieme degli oggetti che

avrebbero composto il suo corredo

funebre che appunto avrebbero veicolato

determinati messaggi in effetti

l’immagine che ci si trovava di fronte

era appunto quella della fisionomia

sociale del defunto una sorta di suo

curriculum sociale raccontato appunto

dalla deposizione dalla struttura della

tomba dal rito funerario e poi ne

massima parte da questi oggetti

veniamo ora alle sepolture di nonna di

quinto secolo avanti cristo che ci

consentono di rintracciare quegli

elementi di carattere sia materiale ma

soprattutto culturale che ci fanno

comprendere che alcuni gruppi della

comunità nolana

in questo momento sono aderiscono a dei

delle forme culturali e assimilano

valori etici e politici che provengono

da atene

si tratta di sepolture che si compongono

sostanzialmente di corredi praticamente

simili come se fossero stati composti

tenendo presente un modello standard

gli oggetti all’interno sono l’anfora

sono la coppa le piccole coppette

spesso una scossa e la lekythos

miniaturistica gli ultimi due le ultime

due forme sono funzionali a contenere

oli ed unguenti e una di queste piccole

di questi piccoli inventari all’interno

di una sepoltura reca ancora sotto al al

beccuccio sotto sul collo due fori

funzionali a far passare un filo uno

spago perché potesse essere tenuta

legata al polso del defunto l’abbiamo

infatti rinvenuta rotolata poco distante

dalla mano destra e l’abbiamo divenuta

frammentata motovan in mente perché al

suo interno anche nella deposizione era

stata deposta tenendo ancora olio e

quest’olio è fuoriuscito quest’olio

attraverso ha causato la l’indebolimento

delle pareti del piccolo vaso e lo

stallo sfaldarsi della vernice che lo

decorava all’esterno e quello che noi

abbiamo osservato in questo sepoltura è

l’immagine che è venuta agli archeologi

doveva essere la stessa immagine vista

da coloro che avevano visitato il

defunto prima del suo seppellimento

nella fase della protesi appunto nella

fase di quell ostensione del corpo del

cadavere di cui abbiamo parlato prima

e a ricoprire un ruolo fondamentale

nella composizione del contesto

del contesto del corredo e quindi del

messaggio che gli viene affidato credo

che siano proprio gli unguentari

normalmente noi sappiamo che proprio

perché il defunto veniva tenuto esposto

per diversi giorni era necessario

cosparge nel corpo con oli unguenti

profumati per tenere lontano il più

possibile per più giorni quelli che

dovevano essere i cattivi odori emanati

dal corpo che lentamente andava in

putrefazione

ma è nel caso di questi corredi sembra

che questi piccoli vasi per oli per

profumi per un 20 abbiano ricoperto

un’altra funzione è quella di a

rimandare all’uso che se ne faceva nei

contesti nel contesto dell’atletismo del

mondo greco e tant è che l’immagine che

ci appare del defunto seppellito con la

ri baloss legato al polso

è la stessa che ritroviamo su molte

ceramiche attiche a figure rosse dove

ritroviamo sempre

l’atleta in nudità appunto atletica

eroica e spesso con l’ala di balossa

legato al polso

un altro elemento caratterizzante la

raffigurazione che troviamo su sulla

scosse in una di queste sepolture dove

vi sono due cani si è la stessa immagine

che noi troviamo anche su molte stele

funerarie di marmo prodotte ad atena ad

atene e attestate in molte città isole

insomma luoghi dove

l’egemonia ateniese è ben radicata e

quindi anche forme e modelli culturali

che emanano ad atene si sono ampiamente

diffuse prima tra queste la nota stelle

borgia conservata proprio qui al museo

archeologico nazionale di napoli

il riferimento è chiaramente in chiave

culturale al ginnasio di atene

vale a dire al luogo in cui l’individuo

viene educato fin da piccolo ad essere

un buon cittadino

l’atletismo diventa una sorta di a

metonimia di questo ginnasio di tutto

quello che esso rappresenta a sua volta

il ginnasio diventa metonimia della

città della polis d’atena di atene

carica di tutti i suoi valori politici

sociali e culturali

quindi nel momento in cui all’interno

della sepoltura

andiamo a ricreare l’immagine

che diventa in proiezione dei valori del

ginnasio e chiaro che l’individuo il suo

gruppo familiare stanno dichiarando la

piena adesione alla ai modelli culturale

ateniesi e dunque alla politica di quei

gruppi politici che spingono per chi

atene radichi sempre di più la sua

presenza in occidente cercando e

instaurando un rapporto sempre più

stretto con gruppi colto muro culturali

emergenti egemoni in quelli che sono i

centri di maggior potere all’interno

della piana campana come appunto no a

questo vuol dire che all’interno delle

sepolture quando troviamo degli oggetti

che rimandano alla 3t smo di tipo greco

non dobbiamo pensare che ci troviamo di

fronte ad un individuo che abbia

esercitato in vita esercizi atletici

rinvenimento appunto di dio di oggetti

che rimandano al discipline sportive

non stupisce ovviamente in ambiente

greco nelle città della grecia o anche

nelle città della magna grecia

penso alla famosa tomba con le anfore

panatenaiche rinvenuta a taranto ma nel

momento in cui un impedimento del genere

lo facciamo in un centro indigeno in un

centro italico in un centro etrusco

dobbiamo appunto chiederci perché c’è

questo riferimento ci sono questi

oggetti

perché questo apre anche un discorso su

all’interno di un dibattito annoso

riguardo alla partecipazione o meno di

genti non greche ai famosi giochi i

greci

c’è chi ha ritenuto e ancora ritiene che

gli etruschi potessero partecipare ai

giochi panellenico ma in realtà

credo che oggi si possa ben dire che

questo non è mai accaduto e quindi la

presenza di molti degli oggetti come i

dischi usati dal discobolo dai

lanciatori del disco come negli altri e

se usati da quelli che praticano il

salto in lungo

ho tantissimi vasi che rimandano a scene

di palestra a scene di discipline

atletiche non si debbono al fatto che

l’individuo sepolto abbia praticato

sport durante la vita ma a pompa la

volontà di manifestare questa piena

adesione a quel modello culturale

ateniese che trova nel ginnasio la sua

maniera methoni nica per manifestarsi e

dichiararsi ecco allora che dalle dalle

sepolture nolane viene un discreto

numero di anfore panatenaiche ben cinque

un numero considerevole se appunto

pensiamo al fatto che ci troviamo in una

località indigene non in una città della

della magna grecia o della grecia e cosa

sono le anfore panatenaiche sono dei

grossi contenitori per l’olio di oliva

che vengono mandate in premio

confezionate apposta per essere data in

premio agli atleti che vincitori delle

discipline durante i giochi pana tenaci

i giochi che vengono sul modello dei

giochi olimpici vengono organizzati ad

atene ogni quattro anni in onore della

dea protettrice athena e hanno un valore

ovviamente enorme un valore enorme

all’olio di oliva che vi viene contenuto

non dobbiamo pensare che queste ampolle

che sono presenti a nola ma anche in

altri centri in altre città

dell’etruria abbiano siano state ivi

appunto seppellite insieme ai defunti

perché questi ultimi avevano partecipato

ai giochi greci questo è impossibile e

quindi sono ancora una volta un oggetto

necessario utile funzionale a a

dichiarare l’adesione a questo modello

culturale che emana dalla ginnasio

ateniese per tutto questo periodo a

partire dal sesto secolo avanti cristo

in poi fino alla prima metà del iv

secolo avanti cristo

questo non esclude che comunque anche

nelle comunità etrusche di tali che lo

sport sia stato diffuso

generalmente si ritiene che discipline

sportive siano state praticate delle

popolazioni italiche ed etrusche

soprattutto in connessione alla rete

ritualità funeraria cioè come giochi in

onore dei defunti ma in realtà diversi

indizi ci lasciano pensare che ha lo

sport potesse essere praticato e

probabilmente proprio a seguito del

costante dialogo col mondo greco anche

al di fuori della ritualità funeraria e

e che molte comunità come abbiamo fino

ad ora visto abbiano potuto assegnare

all’altra e pisa alla pratica

dell’atletismo di tipo greco o

semplicemente all’ideale dell’atletismo

di tipo greco una funzione auto

rappresentativa e autocelebrativa a

sostegno dell’idea che

lo sport sia stato praticato anche di

indire da individui nei scende non greci

nei centri non greci come nola è proprio

una delle tombe di nola cui individuo ha

mostrato attraverso le analisi

paleopatologica di aver praticato un

attività che gli ha procurato una

simmetria muscolare per cui l’intero

lato simili arti inferiori a sinistra e

gli arti superiori si sono sviluppati

molto di più rispetto a quelli del lato

destro e questo fa pensare appunto alla

pratica di uno sport proprio del tipo

del lancio del disco che abbia potuto

consentire un maggiore esercizio di uno

soltanto dei due lati del corpo

se è corretto concludere che il giovane

defunto di questa tomba abbia sia stata

un’atleta dobbiamo anche ipotizzare

dunque che ha del quinto secolo avanti

cristo nola disponesse di luoghi in cui

allenare il fisico per competizioni

agonistiche a cui partecipare magari

proprio lì a nola per quanto sarebbe

azzardato riconoscervi un’affinità con

il ginnasio di tipo greco anche sul

piano dei contenuti culturali e delle

funzioni sociali ancora una volta

l’ipotesi deve cercare sostegno nel

confronto con altri contesti più o meno

koeri ma soprattutto in manifestazioni

culturali di secoli successivi nelle

quali possiamo rintracciare strette

connessioni con il passato che indizio

nell’esistenza sul suolo italico di

strutture specificamente destinate allo

svolgimento di giochi atletici e alla

relativa cura del corpo allora

ritroviamo a tarquinia un fregio dipinto

della tomba delle b che che sembra

riproporre proprio degli spalti si data

intorno al 494 180 avanti cristo e

sembrano degli spalti appunto sui quali

siedono spettatori o giudici di gare

atletiche un rilievo proveniente da

chiusi oggi al museo nazionale di

palermo

ripropone invece un palco su cui appunto

siedono sicuramente dei giudici

e tutto questo fa pensare a delle

strutture per i giochi connessi alla

ritualità funeraria

ma nulla ci dice che queste strutture

non possono essere state allestite in

realtà in occasione di eventi diversi

dalle cerimonie funebri e con strutture

stabili per lo svolgimento dello

svolgimento di attività sportive nella

capo a tardo arcaica ma sempre in un

contesto funebre vita benassai ha

identificato le colonne doriche che

scandiscono le scene con atleti sul

lebet e barone questo è quello che noi

abbiamo come in evidenza archeologica

relativa all’età arcaica e relativa

all’età classica ma andiamo poi ci

inoltriamo in un epoca successiva in

quello che per la campania il mondo di

età sannitica dove cominciamo a

incontrare invece

strutture che preludono a quello che

sarà in età romana la palestra

all’interno del spesso contenuta

all’interno di impianti termali e

sappiamo da numerosi studi e da numerosi

confronti e analisi che questi questo

luogo va da assumere sempre più le

connotazioni che erano già state dei the

ginnasi greci

ora in un mondo del tutto diverso che

non ma che non manca di a voler

manifestare in tendenzialmente una sorta

di discendenza sul piano soprattutto

culturale

proprio con quel mondo greco che aveva

ricevuto un’impronta indelebile dalla

dall età d’oro della città di atene

in conclusione grazie ai corredi

all’analisi dei corredi funebri

possiamo affermare che nella nola di

quinto secolo avanti cristo ci sono dei

gruppi familiari che cercano di

inserirsi e lo fanno con pieno successo

all’interno di gruppi culturali i cui

confini sono molto estesi cui confini

mano al di là delle differenziazioni di

carattere etnico e geografico e e che so

è che sono

segnati profondamente da da modelli

culturali da forme comportamentali

sociali e culturali che emanano dalla

città di atene è quello che noi

riscontriamo ricorrendo non a caso

appunto quello troviamo gli elementi che

rimandano alla pratica che meglio

identifica il ginnasio appunto quella

sportiva e ai quali si uniscono

raffigurazioni come la civetta che

ritorna sul lungo entare in una di

queste sepolture che chiaro simbolo e

dichiara il chiaro simbolo della dea

atena e quindi della città di atene

oppure delle donne che sacrificano sugli

altari richiamando che la prosperità

della potenza ateniese si fonda proprio

sul felice dialogo con le proprie

divinità la consistenza di questo

rapporto tra nola ed atene è

testimoniata del resto anche dal fatto

che la metropoli ateniese nel corso tra

il quinto al quarto secolo avanti cristo

conia monete per mercenari nolani che

recano quelli che sono i simboli come il

toro anthropos opo della città di atene

e

ma proprio dalla quantità enormi di

della ceramica attica che le sepolture

nolane nel corso degli ultimi tre secoli

hanno restituito molta di questa

ceramica è confluita nei musei di tutta

europa d’oltreoceano e alcuni studiosi

hanno

sostenuto che in realtà non tutta questa

ceramica provenisse realmente da

sepolture scavate a nola ma che fosse

etichettata nelle collezioni dei degli

eruditi del xvii xviii e del xix secolo

come nolana o proveniente da nola

soltanto per accrescere il valore perché

quelle che le poche erano state trovate

a nola erano di una qualità eccelsa

in effetti non bisogna stupirsi se in

alcuni contesti di necropoli non sono

molte le ceramiche attiche che vengono

recuperate proprio perché il discorso

che abbiamo fatto di natura cioè proprio

per il fatto che alla ceramica attica

figurata viene assegnato in età antica

in quel momento un significato specifico

che anzitutto culturale un una funzione

che si lega a quelli che sono gli usi ei

modelli culturali a cui si impronta a

improntano le scelte politiche di

determinati gruppi se trovassimo la

ceramica attica in tutte le sue culture

la ridurremmo invece soltanto a un mero

oggetto di uso quotidiano

nel momento in cui invece essa assume un

valore meta funzionale di carattere

culturale ecco che allora possiamo

trovarla soltanto nelle sepolture di

coloro che hanno da esprimere

determinati messaggi e non in quelle che

appunto questi messaggi non hanno

necessità di comunicarli spero di essere

stato abbastanza chiaro per quanto

sintetico e che siamo riusciti appunto a

a fornire degli input per approfondire

questo tipo di ricerche

ovviamente con la possibilità di trovare

delle conferme o delle smentite a quanto

fino a questo momento siamo andati a

sostenere grazie per l’attenzione e un

saluto a tutti quelli che partecipano

sempre con tanto entusiasmo ormai da

anni agli incontri organizzati dal man e

anche a diffondere quelli che ecco è il

caso di dirlo sono i valori che le

testimonianze del passato ancora

riescono a veicolare ea diffondere ai

fini della costruzione di una società

civile che anche oggi ha certamente

bisogno di ritrovare la propria

dimensione politica

buon pomeriggio io sono mario cesarano archeologo funzionario per la soprintendenza archeologia dell arte e paesaggio per l

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