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Maiori in Streaming: Risorsa Mare Zero in Condotta!

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Un prevedibile sindaco Capone, venerdì 26 marzo ha introdotto a Maiori, il convegno in streaming sul Progetto del Depuratore consortile.

Le frasi di rito sono state: “Opera strategica indispensabile“, “due finanziamenti già persi“, ed in conclusione l’accorato appello alla cittadinanza, affinché si mettano da parte tutte le divisioni…Amen.

Prevedibile è stata anche la strategia seguita dai “Big”, per dimostrare quanto, l’idea della condotta sottomarina, sia tecnicamente ed economicamente impraticabile.

Peccato che nessuno di loro però, sia stato in grado  dimostrarlo, nessuno di questi sedicenti esperti infatti, è stato in grado di produrre un solo documento, come la comunità si aspettava, cioè lo studio comparativo tra le due soluzioni, riferito al territorio specifico della Costiera Amalfitana.

L’Arch.Cavaliere ha iniziato la presentazione, spazzando via a colpi di ramazza l’argomento “condotta sottomarina”, rassicurando da “Uomo della Costiera“, di averla presa in considerazione all’inizio, ma di averla dovuta subito scartare.

Da questo momento in poi, verranno lanciati come dadi su un  tavolo da gioco, tutti gli argomenti “contro”, tutti privi di dati circostanziati e documentati: Per raggiungere Salerno, il percorso è di 21 km e non 17…Ausino ha ignorato vincoli nautici che disturberebbero la pesca a strascico ed il traffico mercantile…Le criticità altimetriche sono insormontabili a Capo d’Orso…Vi è necessità di ingenti opere di protezione per le tubazioni…I costi sono inarrivabili a fronte dei fondi disponibili…I tempi di realizzazione sarebbero troppo lunghi…insomma parole e solo parole!

L’ultima carta “autorevole”, è stata quella dello specialista, ovvero il progettista del depuratore, il quale ha messo la pietra tombale sull’argomento: Pur essendo l’impianto di Salerno sufficientemente dimensionato ad accogliere i reflui della costiera, l’ipotesi di annettere la condotta di Maiori a Salerno, richiederebbe il rifacimento delle tubazioni già esistenti sul lungomare cittadino, inadeguate per accogliere gli ulteriori reflui della costiera, con costi che sarebbero esorbitanti.

A fronte di tale potenza di fuoco, lo stato confusionale della controparte è apparso più che evidente.

Zero in condotta anche per loro però, colpevoli di non essersi avvalsi della consulenza di un esperto, in grado di controbbattere sul piano tecnico l’argomento.

Un segno di sano pragmatismo è emerso soltanto dalla voce pacata della signora D’Amato, capogruppo di minoranza, che ha commentato serafica: “Stasera io non esco convinta sulla non praticabilità della condotta sottomarina“, tenuto conto dell’assenza di qualsivoglia progetto di fattibilità che sia stato effettivamente “certificato“.

Considerando la genericità con cui è stato affrontato l’argomento e come sia stato liquidato in tutta fretta, è lei ad aver centrato il punto.

Appare davvero poco credibile la strategia di voler tacitare con argomenti del tipo “Si tratterebbe di una tecnologia sperimentata poco in Campania, è stato fatto solo a Torre Gaveta e prevista a Torre del Greco ma non ancora realizzata“.

Argomenti certamente rispettabili, ma decisamente generici, dato che si sarebbero potuti esaminare ben altri casi di condotte sottomarine, visto che di coste sul Mediterraneo ce ne sono tante altre, oltre a quelle campane.

Poco credibile anche il tentativo dell’Ing.Venturini, di convincere citando il progetto del depuratore di Forio d’Ischia, anch’esso progettato dal suo gruppo, per dimostrare che Maiori non è l’unico sito campano, a dover soccombere alla scelta del depuratore.

L’ingegnere tuttavia, non ha informato gli ascoltatori, che un autorevole team, ha svolto uno studio per le isole del golfo, dal quale è emerso che i depuratori ad Ischia, potrebbero essere addirittura controproducenti.

È risultato che sarebbero più economiche ed ecologiche, le condotte sottomarine a dispersione, purché  correttamente funzionanti, cioè dotate di efficienti sistemi di pretrattamento, prima dell’immissione finale in condotte sottomarine, purché a quota batimetrica superiore al termoclino, ovvero sufficientemente lunghe.

A favore della condotta sottomarina ad Ischia, si era già pronunciato il mondo accademico: uno studio dei professori della Federico II di Napoli, F. Aliberti e M.Guida, evidenzia che, “per i semplici reflui di natura igienica, entro certi limiti, il pre-trattamento e l’immissione in condotta sottomarina, sono più che sufficienti ad assicurare un ideale abbattimento di ogni potenzialità inquinante, azzerando gli effetti negativi collaterali dei depuratori sull’ecosistema“.

In costiera amalfitana sono ben note le gravi criticità dei vetusti ed insufficienti impianti di pretrattamento dei reflui, in qualche caso anche assenti come a Scala, nonché lo stato delle condotte a dispersione, ridotte a colabrodo e di lunghezza inadeguata.

Per non parlare poi di tutte le ville sul mare ed a mezza costa, spesso prive anche di allacciamento in fogna. La lettura della relazione a cura dell’Arpac nel 2017 è illuminante.

Quaderno 1, Monitoraggio mare e depuratori Costiera Amalfitana

L’atteggiamento è invece quello di derisione verso chi propone soluzioni preventive e meno invasive, che se fossero state attuate, avrebbero oggi già dato risultati apprezzabili e fornito dati certi su come indirizzare le scelte nel futuro.

Tutto si spiega con la battuta offensiva più che ironica, fatta da Bonavicola a conclusione del proprio intervento: “E se si verificasse un guasto alla condotta, chi va a risolvere, Cavaliere con le pinne? Io faccio l’Assessore all’Ambiente e lo faccio stando al mio posto senza invadere il campo tecnico”.

Non ha tutti i torti il Comitato “Tuteliamo la Costiera Amalfitana”  nel dire che l’amministrazione comunale di Maiori nell’organizzare il convegno, ha finito per metter su uno “Show Risorsa Mare”! Che pur avendo contezza delle scelte intraprese, ha ingannato l’intera comunità negando di conoscerle, predisponendo invece per la città, una scelta obbligata che solo nel corso della diretta streaming, è stata apparsa irreversibile.

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Vedi Determina della Provincia di Salerno del 2017 sul Comparto 6 per la Costiera Amalfitana.

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