L’importanza di non sentirsi troppo soli

Più informazioni su

La solitudine è per definizione la condizione in cui un individuo si isola per scelta propria o perché isolato dagli altri, sviluppando un rapporto di stretto contatto con se stesso. Ma cosa succede quando la condizione di isolamento diventa obbligata, forzata, e prolungata per un tempo indefinito?
È quello che probabilmente si sta domandando metà del mondo nell’ultimo periodo, o almeno chi è cosciente della pericolosità di questa situazione sociale.
La consapevolezza di essere estraniati dalla società circostante è già un punto di partenza da non sottovalutare. È importante infatti avere il coraggio e la forza di chiedere aiuto. È fondamentale capire quali danni può portare alla propria persona uno status di perenne solitudine, interna ed esterna, così da riuscire, o almeno provare, ad uscirne con i mezzi che si hanno a disposizione.
Purtroppo, la tv, i politici e le istituzioni più in generale, parlano molto di ripresa economica, di MES, di PIL, e tante altre parole probabilmente sconosciute ai più, tralasciando un’ aspetto fondamentale della società: le persone.
Le persone, questa massa di pelle, muscoli, cuore, testa, sentimenti, emozioni, dimenticate dal mondo, date per scontate. Perché tanto se hai problemi mentali basta andare dallo psicologo, no? E se ci vai sei pure uno sfigato. Perché tanto se sei esaurito la colpa è la tua, che non sai gestire i tuoi affari, le tue emozioni. E così questa pantomima continua indisturbata, da secoli, sempre più radicata, girando semplicemente lo sguardo quando un ragazzo si toglie la vita o un padre di famiglia entra in depressione. Perché tanto non è successo a me, che mi frega?
Eppure, solo in Italia, causa Covid-19, i sintomi depressivi degli individui sono quintuplicati, arrivando addirittura ad aumentare di più di sette volte quelli con sintomatologie gravi.

Perché andare a scuola è la maggiore fonte di interazione sociale che un ragazzo in crescita possa avere, la maggiore opportunità di dialogo, di crescita personale, di confronto, di arte, di sviluppo cognitivo e personale.
Perché andare a lavoro, in palestra, in piscina, a scuola di musica o di skate, sono stimoli, non semplici svaghi.
Perché la mente e le emozioni vanno allenati giorno per giorno, non è scontato, non è per tutti facile, non è un passatempo.
C’è l’assoluta necessità, ora più che mai, di capire che la mente è labile, che non tutti siamo uguali, che le situazioni difficili vengono elaborate da ognuno in un modo diverso e che la fragilità non deve essere una condanna. Che è ok non essere sempre ok. Star male ci è concesso, l’importante è avere gli strumenti per uscirne.
Fare una passeggiata da soli, stare in camera ad ascoltare la musica da soli, uscire in macchina da soli a pensare, è bellissimo, è lecito, è giusto, ma sapere di poterlo fare con qualcuno quando vogliamo e se vogliamo, è più bello.
E questo ci è dovuto.

Più informazioni su

Commenti

Translate »