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L’appello di Gerardo Russomando per la Costiera: “Più tamponi”

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Minori. La richiesta di Gerardo Russomando per la Costiera: “Più tamponi”.

“L’altro ieri il professore Luca Ricolfi ha ricordato a noi italiani come la scommessa esclusiva sui vaccini potrebbe essere fallace e farci trovare di fronte ad uno scenario catastrofico entro il prossimo autunno. Tra le cose che suggeriva di fare da subito ha ricordato l’attuazione del Piano Crisanti per aumentare il numero dei tamponi e rafforzare il tracciamento. E’ la stessa cosa che ho proposto in costiera amalfitana il 23 febbraio con una lettera aperta al Sindaco Andrea Reale”,  ha dichiarato Gerardo Russomando.

In particolare scriveva:

“…… sono profondamente convinto che la strada più intelligente per combattere questo nemico sia quella di anticipare le mosse (prevenzione e non cura).

Visto che per ogni Comune della costiera amalfitana le difficoltà sarebbero davvero vicine allo zero, perché non ci si AUTO ORGANIZZA in ogni Comune e si provvede a mettere in piedi un CENTRO per fare tamponi in maniera molto più estesa? Credo che non sia per nulla vietato e penso anche che il tema dei “costi” possa essere tranquillamente gestibile. Insomma, bisogna cambiare l’approccio metodologico. Adesso è semplicemente “ricostruzione della catena dei contatti”. Però, come dimostrano ampiamente anche i numeri delle differenze tra la prima e la seconda ondata nei nostri 13 Comuni, questo approccio è assolutamente insufficiente ed inadeguato”.

E, siccome i fatti sono testardi, la vicenda di Cetara, rispetto a tutti gli altri Comuni della Costiera, oggi, ancora una volta, ci conferma, con ogni probabilità, l’efficacia di quel metodo. Nella prima ondata, fino a Natale, solo in quel Comune furono fatti tanti tamponi (56% della popolazione) e trovati anche tanti positivi (oltre il 5%). Poi, a differenza di tutti gli altri Comuni, per 47 giorni, cioè fino al 10 febbraio, non sono emersi nuovi contagi. Oggi, a distanza di poco più di un mese dal 10 febbraio, il quadro riassuntivo di Cetara ci dice che sono stati fatti di nuovo tanto tamponi (oltre il 25% della popolazione) e sono stati trovati di nuovo tanti positivi (oltre il 2%). Ma, tutto lascia presagire un ottimo lavoro di “bonifica” che permetterà nuovamente ai cittadini di quel Comune un lungo respiro. In quasi tutti gli altri, invece, da Natale in poi, c’e’ uno stillicidio ininterrotto di emersione continua di contagiati, in particolare a Ravello.

Perciò, serve fare più tamponi o chiudere le Chiese? Sono pochi 47 giorni? Provate ad immaginare che in tutta la costiera amalfitana, a partire da oggi, non ci saranno nuovi contagiati fino al primo maggio, e poi ne riparliamo”.

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