Isola Verde chiama Rheginna Major: Vade Retro Depuratore!

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Isola Verde chiama Rheginna Major: Vade Retro Depuratore!

Il dibattito sulla realizzazione del Depuratore Consortile a Maiori, è entrato nel vivo!

Una lettera del Comitato Ambientalista “Tuteliamo la Costiera Amalfitana”, è stata inviata, in vista del prossimo Consiglio comunale, che si esprimerà proprio sull’argomento.

Si chiede di sospendere la procedura amministrativa sul Depuratore, a favore della condotta sottomarina Maiori-Salerno.

La proposta di Ausino Servizi Idrici Integrati, potrebbe essere quindi la soluzione: riduce l’impatto ambientale e minimizza i costi di gestione.

I primi rumors contro il depuratore sono partiti inizialmente da un gruppo di semplici cittadini, con una raccolta firme, a cui ha fatto seguito, il sostegno della minoranza comunale, e poi la presa di distanza dell’assessore di maggioranza M.Ruggiero, ha rotto definitivamente la breccia.

Successivamente anche due interrogazioni ministeriali, della deputata Bilotti del M5S, e di FedericoConte di LEU, volte ad accertare che tale opera non alteri il delicato equilibrio della fascia costiera.

Un contributo al dibattito a sfavore dei megadepuratori, nei siti a vocazione turistica, arriva anche da un autorevole team, che ha svolto uno studio su questo argomento.

Lo scorso luglio, da una riunione del “Comitato tecnico-scientifico su Acque Reflue e Sistemi di Smaltimento Naturale”, sulle  isole minori, è emerso che i depuratori ad Ischia, potrebbero essere addirittura controproducenti.

È risultato che sarebbero più economiche ed ecologiche, le condotte sottomarine a dispersione, purché  correttamente funzionanti, dotate di efficienti sistemi di pretrattamento, prima dell’immissione finale in condotte sottomarine, purché a quota batimetrica superiore al termoclino.

Ma in Italia, oltre alla popolazione, sta invecchiando un po’ tutto, ponti, strade piene di buche, reti dell’acqua ridotte a colabrodo ecc., ed anche le vetuste condotte sottomarine sono ormai tutte rattoppate…

L’isola Verde presenta indubbiamente caratteristiche territoriale a sé stanti: sismicita’, falde termali, grandi profondità marine, rete fognaria “corta e ripida”, imponenti afflussi ad alta velocità, volumi reflui variabili tra estate e inverno.

A favore della condotta sottomarina, si era già pronunciato il mondo accademico, con uno studio dei professori della Federico II di Napoli, F. Aliberti e M.Guida.

Lo studio evidenziava che, “per i semplici reflui di natura igienica, entro certi limiti, il pre-trattamento e l’immissione in condotta sottomarina, sono più che sufficienti ad assicurare un ideale abbattimento di ogni potenzialità inquinante, azzerando gli effetti negativi collaterali dei depuratori sull’ecosistema. Il loro inevitabile sovradimensionamento, con costi di gestione elevatissimi sulla tariffa idrica, sarebbero difficilmente sostenibili. Notevoli anche le ricadute di inquinamento atmosferico CO2 e la produzione di ingenti quantità di fanghi da smaltire”.

È da questo studio che parte la riflessione sulla scelta di spendere più di 75milioni di euro, per realizzarne ben tre sull’isola.

Il parere degli esperti è lapidario anche per quanto attiene “La comune, diffusa convinzione, relativa all’apparente assoluta necessità, per ogni contesto, della costruzione di impianti di depurazione, così come stabilito nella normativa europea, che è probabilmente ascrivibile, all’ambiente fisico di riferimento dei legislatori di Bruxelles, più attenti al tema, dovendosi confrontare con problematiche gravissime derivate dall’immissione, nei mari dell’Europa settentrionale, di ingenti quantità di reflui industriali, ed al contempo di una scarsissima profondità dei loro fondali. Contesto differente da quello italiano nelle nostre aree turistiche, dove i reflui industriali sono assenti ed i fondali sono generalmente profondissimi”.

A fronte della complessità dell’argomento, voler sottoporre ad esperti d’alto livello tecnico, la valutazione approfondita sulla scelta tra megadepuratore consortile e condotta sottomarina Maiori-Salerno, non appare affatto peregrina.

Ai luminari esperti l’ardua sentenza!

In materia di tutela dell’ambiente, si dovrebbe però anche squarciare finalmente quel velo di ipocrisia, costituito dal tema dell’impatto ecologico del turismo di massa.

Prendere atto di quali sono realmente tutti gli effetti negativi che esso produce anche sull’inquinamento, è un passo non più rimandabile.

Del resto anche M.Draghi, nel suo discorso di insediamento, a proposito di turismo, ha incitato a cambiare passo, ponendo la necessità di “farlo in chiave più sostenibile”.

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