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Incatenati alla Vita… foto

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“Il cane odiava quella catena. Ma aveva una sua dignità. Quello che faceva era non tendere mai la catena del tutto. Non si allontanava mai nemmeno quel tanto da sentire che tirava. Nemmeno se arrivava il postino, o un rappresentante. Per dignità, il cane fingeva di aver scelto di stare entro quello spazio che guarda caso rientrava nella lunghezza della catena. Niente al di fuori di quello spazio lo interessava. Interesse zero. Perciò non si accorgeva mai della catena. Non la odiava. La catena. L’aveva privata della sua importanza. Forse non fingeva, forse aveva davvero scelto di restringere il suo mondo a quel piccolo cerchio. Aveva un potere tutto suo. Una vita intera legato a quella catena. Quanto volevo bene a quel maledetto cane.”

Ho voluto introdurre il tema della sofferenza dei cani alla catena, con la crudezza di questo brano del grande scrittore David Foster Wallace.

Il “migliore amico dell’uomo” per antonomasia è proprio il cane, eppure nonostante l’accresciuta sensibilità verso il benessere di questo nostro millenario compagno, in migliaia vivono incatenati anche per lunghi periodi della loro vita.

Il tema dei diritti degli animali, è tra gli argomenti emblematici di questo nuovo millennio, mai come in quest’ultimo anno di pandemia è apparso tanto evidente. L’utilitarismo e la gestione animale da parte dell’uomo, devono essere condotti verso un’etica più ecologica, rispettando le esigenze biologiche, etologiche e psicologiche delle altre creature viventi. È tempo che anche il legislatore prenda atto della necessità verso un riconoscimento dei loro diritti.

Una fotografia della situazione italiana, per quanto riguarda i cani, ci viene offerta da un recente Rapporto di  Green Impact e di Save the Dogs.

Legare i cani è ancora legale in gran parte d’Italia, come risulta dal Rapporto “Verso il divieto di tenere i cani legati alla catena”, che passa in rassegna non solo le normative regionali Italiane ma anche quelle degli Stati dell’Unione Europea. L’Italia si mostra a macchia di leopardo, e tranne l’Emilia Romagna, che nel 2013 ha vietato l’utilizzo della catena per i cani, le altre regioni non hanno ben regolamentato la materia, ed addirittura alcune come Sicilia, Liguria e Basilicata hanno lasciato proprio il vuoto normativo.

La Campania, tra tutte appare quasi “virtuosa”, infatti la normativa al riguardo, vieterebbe la detenzione dei cani a catena. Nei fatti però la Regione Campania non ha previsto alcun tipo di sanzione, rendendo sostanzialmente la norma non attuabile.

La Presidente di Save the Dogs, Sara Turetta puntualizza: “Risulta evidente la necessità e l’urgenza di rivedere nella maggior parte delle regioni italiane le leggi che regolamentano la detenzione a catena, perché risultano poco chiare, incapaci di tutelare davvero gli animali o piene di deroghe che lasciano spazio a troppe scappatoie. Ci auguriamo che il divieto di detenzione a catena diventi parte integrante di una legge nazionale sul maltrattamento e che, in caso contrario, Governatori prendano provvedimenti affinché la normativa sia coerente con la rinnovata sensibilità degli italiani su questi temi”.

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