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Il lanciafiamme di Vincenzo De Luca compie un anno

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Il lanciafiamme di Vincenzo De Luca compie un anno. Era il 20 marzo del 2020, tutta l’Italia da poco più di dieci giorni era chiusa in casa stordita dalla pandemia e il presidente della Campania Vincenzo De Luca nella sua diretta del venerdì pomeriggio al minuto 29,50 lancia l’affondo contro LE persone che non comprendevano la gravità della situazione: “Mi arrivano notizie che qualcuno vorrebbe preparare la festa di laurea, mandiamo i carabinieri, ma li mandiamo con i lanciafiamme!”.

A De Luca sono bastati 25 secondi per assurgere al ruolo di social star, per trasformarsi e trasformare geneticamente il suo essere politico in un essere “personaggio”, una maschera riconoscibile per la nettezza dei suoi caratteri identitari che lo rendono unico, imitabile ma, soprattutto, plastilina nelle mani del pubblico che oramai si ciba a colazione, a pranzo e a cena di contenuti user generated.
È forse proprio da quel venerdì, da quel preciso momento in cui minaccia i giovani neolaureati che pensavano di poter festeggiare impunemente il loro agognato titolo universitario, che Vincenzo De Luca oltrepassa senza poter più tornare indietro le colonne d’Ercole della comunicazione politica in senso stretto e diventa, volente o nolente, oggetto e soggetto di una comunicazione popolare e populista.

È con quel celeberrimo “vi mando i carabinieri con il lanciafiamme” che De Luca baratta, senza saperlo o volerlo, la sua trentennale storia di politico decisionista e leaderista da Salerno a Napoli con l’ingresso nell’olimpo del politainment che conta, che fa tendenza e che gli garantisce una visibilità che valica i ristretti confini regionali.

 

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