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IL CORREALE SI RACCONTA.LE SIGNORE DELL’ARTE. Storie di donne tra ‘500 e ‘600

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    Il racconto del Correale di questa settimana, è tutto incentrato sulla presenza del quadro della Maddalena penitente di Artemisia Gentileschi del Museo Correale alla grande Mostra milanese LE SIGNORE DELL’ARTE. Pensate, il quadro del Correale è stato posto ad icona sotto il nome Artemisa, introduce alle sale a lei dedicate. Vederlo li, su fondo velluto rosso, con una illuminazione perfetta, è un tuffo al cuore, per i sorrentini appassionati del Correale e dell’arte.  L’abbiamo seguita quando è stata impacchettata e spedita, preoccupati come un genitore che vede andar via un figlio, ma adesso  vederla li sul palcoscenico milanese, ci inorgoglisce. A pensare che questo quadro, prima del restauro nel 2009 a cura della FIDAPA sorrentina, aveva una diversa attribuzione e a memoria mia , non è mai uscito dal Museo. Considerate inoltre che per esso , c’è già un’altra richiesta di partecipazione a mostre, a Madrid al Museo del Prado

    Generico marzo 2021

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    Per questa mostra Milanese , dobbiamo accontentarci del virtuale, in quanto essa è stata aperta e chiusa quasi nello stesso giorno, per l’emergenza covid. Vederla poi a Sorrento, ci vorrà del tempo, tra pochi giorni inizieranno importanti lavori per la struttura architettonica museale sorrentina, passeranno mesi prima di potervi rientrare. Il grande Progetto Correale prevede finalmente l’acquisizione del piano seminterrato, noto come le cantine della Masseria dei Correale alla Rota, un riposizionamento delle sale di archeologia e della biblioteca e una riqualificazione degli uffici, con una maggiore superfici espositiva, che permetterà di esporre cose dai depositi mai presentate. Sarà migliorata anche l’accoglienza , andando incontro alle esigenze del pubblico, con posto ristoro e bookshop.

    Oltre 130 opere di 34 artiste vissute tra il ‘500 e il ‘600, tra le quali Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Giovanna Garzoni e tante altre, per raccontare incredibili storie di donne talentuose e “moderne”.

    on la mostra “Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600″, l’arte e le incredibili vite di 34 diverse artiste vengono riscoperte attraverso oltre 130 opere, a testimonianza di un’intensa vitalità creativa tutta al femminile, in un singolare racconto di appassionanti storie di donne già “moderne”.  

    In mostra le artiste più note, ma anche quelle meno conosciute al grande pubblico, le nuove scopertecome la nobile romana Claudia del Bufalo, che entra a far parte di questa storia dell’arte al femminile, e alcune opere esposte per la prima volta. 

    Sotto la curatela di Anna Maria BavaGioia Mori e Alain Tapié, le opere selezionate per la mostra provengono da ben 67 diversi prestatori, tra cui le gallerie degli Uffizi, il Museo di Capodimonte, la Pinacoteca di Brera, il Castello Sforzesco, la Galleria nazionale dell’Umbria, la Galleria Borghese, i Musei Reali di Torino, la Pinacoteca nazionale di Bologna, il Musée des Beaux Arts di Marsiglia e il Muzeum Narodowe di Poznan (Polonia).

    La mostra racconta non solo la maestria compositiva di queste pittrici, ma anche il ruolo sociale che hanno rivestito nel loro tempo, alcune affermate presso le grandi corti internazionali, altre vere e proprie imprenditrici, tutte capaci di confrontarsi con i propri ideali e con diversi stili di vita. 

    Tra le eroine in mostra a Palazzo Reale domina per celebrità la figura di Artemisia Gentileschi: figlia di Orazio, icona di consapevolezza e rivolta, artista e imprenditrice, la sua arte rivaleggia con quella degli stessi pittori uomini dell’epoca e il suo successo la porta allo scarto dalla sua categoria sociale; un esempio di lotta contro l’autorità e il potere artistico paterno, contro il confinamento riservato alle donne.

    Di Sofonisba Anguissola – cremonese che visse oltre dieci anni alla corte di Filippo II a Madrid, per poi spostarsi in Sicilia dove fu visitata da Antoon van Dyck nel 1624 – sono esposti tra gli altri la Partita e scacchi (1555), e per la prima volta la Pala della Madonna dell’Itria (1578). 

    E ancora Lavinia Fontana  bolognese e figlia del pittore manierista Prospero Fontana – in mostra con 14 opere tra cui l’Autoritratto nello studio (1579), la Consacrazione alla Vergine (1599) e alcuni dipinti di soggetto mitologico di rara sensualità.

    E poi ancora la pittrice bolognese Elisabetta Sirani, in mostra con potenti tele in cui sono raffigurati il coraggio femminile e la ribellione di fronte alla violenza maschile; Ginevra Cantofoli, con Giovane donna in vesti orientali (seconda metà del XVII); Fede Galizia con l’iconica Giuditta con la testa di Oloferne (1596); Giovanna Garzoni, altra modernissima donna che visse tra Venezia, Napoli, Parigi e Roma, in mostra con rare e preziose pergamene.

    La mostra, si inserisce nel palinsesto I talenti delle donne, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, che fino ad aprile 2021 focalizza l’attenzione sulle donne, le loro opere, le loro priorità e capacità.

    Il progetto espositivo è realizzato con il sostegno di Fondazione Bracco, main sponsor della mostra, il cui impegno è da sempre rivolto a diffondere cultura, arte e scienza, con particolare attenzione all’universo femminile e alle protagoniste del pensiero creativo.

     

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