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Il Correale si racconta: Il grande progetto per il futuro

Siamo particolarmente soddisfatti dell’annuncio dato dal Presidente della Fondazione Gaetano Mauro, per l’apertura del Cantiere Correale, che ci restituirà qualcosa di bello e intelligente. Piu spazio, più opere esposte, più fruizione, più accoglienza e finalmente una sistemazione delle sale di archeologia. Già nel 2000 era stata proposta una rivisitazione architettonica degli spazi, vedi brano allegato,  ma la disponibilità economica è divenuta palese sono in questo 2021.

Per il grande progetto nuovo Museo Correale è stato chiamato lo  Studio Battista Associati, che annovera tra i suoi lavori, la sistemazione del Museo delle antichità egizie di Torino, la Citroniera e grande scuderia della Reggia di Venaria Reale, il Teatro Carignano di  Torino,i Ruderi del Castello ad Avellino e tanti altri lavori dello stesso genere.

dalla pubblicazione La Terra delle Sirene N°23  2004  diretta da Enzo Puglia

brano dall’articolo Cento anni dalla Fondazione del Museo Correale. Memorie e progetti 

Proposte e progetti per il futuro del Museo Correale: a) gli spazi
La piena accessibilità, fisica e intellettuale, è la grande problematica dei
musei in genere, delle case-museo in particolare. In un contesto come quello
del Correale, fornire adeguate informazioni senza soffocare le opere con
pannelli e cartellini è impensabile, ma possibile con le moderne tecnologie.
Sarebbe opportuno l’utilizzo di un computer senza tastiera, del tipo “touch
screen”, per ogni due sale, dal quale il visitatore possa ricavare informazioni
relative a ogni elemento. Il monitor e il relativo cablaggio potranno essere
incassati negli spessi muri di divisione tra le sale. Solo questa soluzione potrà
soddisfare e suscitare le curiosità di un pubblico multilingue e multietnico,
qual è quello del Correale.
Altra esigenza rilevante è la risistemazione delle strutture, che dovrà
soddisfare i parametri standard e le esigenze delle collezioni, del pubblico e
del personale. Tra le prime cose da realizzare vi sono: un ascensore che
colleghi i vari piani; ambienti di servizio e spogliatoi per il personale; toilette
per il pubblico ad ogni piano; nuovi spazi, per una migliore sistemazione

della biblioteca, per ricoverare i marmi romani esposti alle intemperie
esterne, per conferire maggiore leggibilità a tutta la collezione archeologica.
Il raggiungimento di tali obiettivi non è semplice. Esistono tuttavia
ambi enti cantinati e un’ala sud-est facente parte della proprietà del Museo,
ma ancora condotta dai discendenti del custode. Ebbene, la soluzione al
problema spazio, senza intaccare le estetiche o creare superfetazioni, è in
questi volumi già esistenti. La casa del custode contiene una scala a
chiocciola, necessaria come scala di emergenza, e vari locali ammezzati, nel
cui attraversamento verticale potrebbero trovare posto l’ascensore e locali di
servizio. L’acquisizione della casa consentirebbe l’ampliamento del salone
degli specchi e della sala Gigante e l’illuminazione delle sale dei Fondatori
al piano terra e del Biribisso al primo piano.
Il piano cantinato, cui si accede da una scala dal lato nord, è costituito da
sei vani voltati a vela, per una superficie totale di almeno 80 m2, illuminati e
ventilati da finestre poste in alto. Il loro grado di umidità non appare
eccessivo; con una bonifica e una climatizzazione artificiale potrebbero
fungere da cornice suggestiva alla collezione archeologica e a una sala
didattica.
L’ammodernamento dell’illuminazione è un altro dei lavori necessari. Un
prolungamento dell’orario di apertura fino a sera comporta un potenziamento
dell’illuminazione per ottenere un minimo di 150 lux per ogni sala.
L’ impianto attuale, con binari a soffitto, il che richiederebbe solo l’incremento dei
corpi illuminanti.

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