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Il Comandante Guglielmo Cassone saluta l’Ammiraglio Ubaldo Scarpati

Caro Ammiraglio,

nessuno di noi avrebbe mai immaginato che questo giorno sarebbe arrivato così all’improvviso e che sarei stato qui a ricordare la bella persona che è (mi fa specie parlare al passato), il Suo coraggio e la Sua determinazione, il Suo entusiasmo e la Sua forza, la Sua grinta e, infine – ma non per importanza – la Sua generosità e il Suo altruismo.

Chi ha lavorato con Lei ricorda quanto fosse bello il Suo sorriso e quanto rassicuranti fossero le Sue parole, anche quando erano miste a meritate e costruttive ramanzine, mai irrispettose: tutto quello che resta di Lei è racchiuso nei nostri ricordi, nei miei ricordi.

Ma loro, i ricordi, sono l’arma più potente di tutte: nessuno è in grado di cancellarli e quelli più forti sopravvivono persino al tempo che fugge senza pensare alle vittime che miete. I ricordi sono il ponte tra questa vita e l’eternità che ci aspetta tutti.

Adesso non è più fra noi, è salito in cielo, in un momento drammatico per il Paese, senza un abbraccio, senza esserLe vicino per un ultimo saluto, questa è la cosa più straziante.

Da parte mia non posso che dirLe grazie. Grazie per tutto quello mi ha insegnato, grazie per le tirate di orecchio che mi hanno fatto maturare, crescere come ufficiale e soprattutto come uomo e grazie per aver creduto in me, sempre.

Grazie per la familiarità. Grazie alla dolce Signora Eva. Grazie a Giacomo con cui nel tempo è nata una bella e sincera amicizia.

Gli anni che sono stato al Suo servizio come Suo assistente sono stati bellissimi e produttivi. Grazie alla sua creatività, intuizione, lungimiranza, coraggio e passione per il lavoro, per la divisa che indossiamo, ho visto crescere tutte le colleghe e i colleghi ai Suoi ordini.

Ha amato visceralmente la Sua terra, la Sua Penisola, la Sua Meta per tramandare il ricordo dei tanti sacrifici fatti dalla nostra gente di mare. Aveva una parola di conforto e di incoraggiamento per tutti. Spesso ricordo che passavano dalla segreteria i Suoi vecchi equipaggi che venivano a trovarLa per chiederLe aiuto o magari solo un consiglio. A tutti additava la via dell’onore e della lealtà e a tutti ha fatto amare la nostra divisa come Lei l’amava.

Lei l’ha onorata come pochi quella divisa che aveva scelto di indossare con rispetto e signorilità.

Mi piace chiudere con una frase di Alessandro Magno: “A mio padre devo la vita, al mio maestro una vita che vale la pena essere vissuta”

Comandi Ammiraglio!

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C.V. (CP) Guglielmo CASSONE

Direzione Marittima del Lazio

Capitaneria di Porto di Civitavecchia

Comandante in II^

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