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Ibra in autostop a Sanremo, il racconto del protagonista

Un episodio che ha dello straordinario quello di cui Ibrahimovic ha parlato nella conferenza stampa: “Ieri giornata rocambolesca. Posso fare un film solo per quello che è successo ieri. Siamo partiti per Sanremo, andava tutto bene, c’era tanto tempo. Poi un incidente, tre ore chiusi in in un van. Le ore sono diventate sette e a quel punto mi è arrivato un po’ di stress, perché Amadeus senza Ibra non ce la fa. Ho chiamo tutti ma nessuno mi poteva aiutare”. Ed ecco il bello della situazione: l’attaccante del Milan accetta il passaggio in moto da uno sconosciuto: “Siccome nessuno mi avrebbe creduto, ho fatto il video. Se succedeva qualcosa in autostrada, nessuno doveva saperlo. Doveva uscire un’altra storia. Per questo sapevano di questa cosa solo il mio autista e la mia guardia del corpo. Avevo addosso un Gps per seguire il mio percorso e controllare dove stessi andando, così se lui mi portava da qualche altra parte si sarebbe saputo”. Un viaggio un po’ turbolento: “Quando siamo partiti ho notato che non guidava bene, gli ho detto che avrei guidato io così non avrei avuto paura e lui non avrebbe avuto responsabilità. Mi ha detto di no. Poi arrivati all’Ariston mi ha detto: ‘Ibra, era la prima volta che andavo in autostrada’. Gli ho detto comunque che aveva fatto un buon lavoro. Accettare? Non ero io, era lui che doveva accettare di portarmi a Sanremo, non c’era tempo per pensare”. Ma quell’uomo, l’improvviso autista, Franco, ha parlato dell’espiodio ai microfoni di ‘Radio Monte Carlo’. L’autista del VAN ha abbassato il finestrino e mi ha detto: ‘Ibra chiede se lo porti a Sanremo’. ‘Certo che lo porto! Non c’è problema’. Sotto la sella avevo un casco, ho chiamato mia moglie e le ho detto che avrei accompagnato Ibrahimovic a Sanremo. Lei non mi ha creduto. Ibra è una persona squisita, è stato carinissimo e mi ha chiesto come potesse ringraziarmi. Io sono anche milanista, mi ha detto che mi manderà la sua maglia”.

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