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Gragnano, rubati i posti auto per disabili

Gragnano, rubati i posti auto per disabili. A raccontarci l’accaduto è Elena Pontoriero in un articolo dell’edizione odierna di Metropolis. Il posto auto per disabili è un diritto, spesso calpestato dai normodotati che neanche immaginano le difficoltà vissute per chi ha seri problemi di deambulazione. Mamma Monica ha 46 anni, affetta da sclerosi multipla, e da un anno e mezzo le sue condizioni si sono nettamente aggravate costringendola all’uso di stampelle. Ma il posto auto dedicato non è per lei, ma per il figlio di 14 anni che accudisce con enormi sacrifici, nonostante una patologia seria che non le permette di essere autonoma al cento per cento. Forse a fare ancor più rabbia è addirittura la vendetta che qualcuno ha deciso di portare a termine, rigando l’auto di mamma Monica e solo perché la donna reclamava il suo diritto, cercando di raggiungere presto casa per dare il cambio agli infermieri che danno assistenza al ragazzino costretto a letto da 12 anni. «Ogni famiglia deve convivere con un dramma, io cerco di farlo in modo silenzioso e senza ledere i diritti altrui. Peccato che il rispetto venga meno nei miei confronti, occupando il posto auto per disabili assegnato a mio figlio, in via Veneto. La delusione – spiega la mamma Monica – è quando arriva il proprietario dell’auto che è in sosta nel posto per disabili e, magari, non ha fretta perché quella fermata è stata fatta per raggiungere il bar e prendere un caffè. A me quel posto serve per raggiungere presto mio figlio, perché per lui ogni giorno è un dono e io devo stargli accanto. Quando esco, e lo faccio soltanto per commissioni urgenti non certo per fare una passeggiata, il mio pensiero è quello di tornare a casa e sperare che nessuno abbia parcheggiato nel posto dedicato, così da farmi impiegare il doppio del tempo per rientrare». Una portiera dell’auto rigata è stato il regalo che qualcuno ha voluto fare a Monica, perché forse disturbato dalla donna mentre tranquillamente sorseggiava un caffè, occupando abusivamente un parcheggio dedicato. Una problematica che ancor più difficoltosa diventa per la gestione quotidiana di mamma Monica, con un figlio legato ai macchinari per tenerlo in vita e un altro bimbo di 10 anni che quel fratello non lo ha mai visto in piedi e con cui non è riuscito mai a parlare. «Mio figlio non è lucido e in questo periodo di pandemia la mia ansia è alle stelle, perché è un soggetto maggiormente a rischio. Ecco perché se esco ho la necessità di tornare presto a casa, per cercare di ridurre il rischio contagio anche per me», spiega ancora mamma Monica. La possibilità di installare qualche dissuasore per tutelare il posto auto per disabili è la richiesta che la donna aveva inoltrato al comando dei vigili «anche a spese mie» dice mamma Monica, ma non sembra sia una cosa fattibile. Alla battaglia della 46enne si è unita anche Giusy Sbaglio, segretaria del Forum delle Disabilità, intenzionata a darle manforte: «Ciò che è successo a Monica è indegno. Come associazione ci impegneremo affinché ciò che capita spesso a lei, ma anche a tanti cittadini gragnanesi, non avvenga più. Questo posti non sono un lusso, ma sono aiuti indispensabili per chi ha problemi motori, dove anche un metro di strada può sembrare 1 chilometro».

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