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Dpcm, ipotesi lockdown Italia o weekend rossi: le strade di Draghi

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Dpcm, ipotesi lockdown Italia o weekend rossi: le strade di Draghi.

Non è più un tabù il lockdown totale in Italia. La chiusura a livello nazionale è tra le ipotesi (sette giorni su sette o solo nel weekend), lo si capisce anche dalle parole di Mario Draghi nel videomessaggio rilasciato per la Festa della donna 2021, in cui il premier parla per la prima volta in pubblico dal suo insediamento. Il presidente del Consiglio ricorda la “grande zona rossa” del 2020 e spiega che stiamo fronteggiando “un’ermergenza analoga”. Bisogna da un lato accelerare sui vaccini per “tornare alla normalità”, la “via di uscita non è lontana”. Ma ora servono “scelte immediate” e “rapide”.

Cosa succede oggi

Prima una riunione straordinaria che vedrà confrontarsi i ministri della Salute e delle Autonomie locali, Roberto Speranza e Mariastella Gelmini con il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo e il neo commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, Paolo Francesco Figliuolo. Poi sarà Mario Draghi in prima persona a tirare le somme nella cabina di regia di maggioranza. Sul tavolo le nuove probabilissime restrizioni per far fronte alla terza ondata del Covid. Lo stesso Speranza, domenica, aveva detto in televisione di aspettarsi che altre regioni diventino rosse.

Lockdown non è più un tabù

Oggi è un giorno importantissimo perché potrebbero essere gettate le basi di un nuovo Dpcm, che potrebbe vedere la luce anche entro la fine della settimana con un’ulteriore stretta. E la parola, tanto temuta, lockdown, non è più un tabù. Diverse sono le ipotesi sul tappeto con un’unica certezza: l’Italia – che già nella sua mappa colorata scivola sempre più verso l’arancione e il rosso – deve prepararsi a misure più stringenti perché la curva dei contagi non smette di crescere ed è sempre maggiore la pressione sulle strutture ospedaliere (per esempio in Emilia Romagna che da alcuni giorni registra sempre oltre 3mila positivi ogni 24 ore).

Gli esperti

Oggi il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta ha ribadito che “la terza ondata è partita” e ha sottolineato come “le terapie intensive siano in sofferenza in molte regioni. E più si riempiono gli ospedali, più si verifica la cosiddetta cannibalizzazione dei pazienti Covid” a danno di chi fa i conti con altre malattie. E interviene in televisione anche il primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli: “Temo, alla luce della realtà dei fatti, che le misure introdotte con l’ultimo dpcm non bastino. I casi visti ieri sono con molta probabilità sintomatici, ovvero di persone ‘tamponate’ perché presentavano problemi. E questo è un bel preannunzio della settimana che ci aspetta. Quello che va fatto ora è vaccinare a tappeto, sempre che ci siano i vaccini”.

Le ipotesi in campo

Gli stessi scienziati del Cts nei giorni scorsi hanno raccomandanto misure più severe. Ma quali? Quella più drastica è il lockdown nazionale: tutt’Italia chiusa per due-tre settimane per consenire una campagna di vaccinazione più tranquilla. È ovviamente la scelta estrema ma il fatto stesso che se ne parli indica che il tabù sia superato. Poi prende piede anche l’ipotesi weekend rossi: cioè sabato e domenica tutt’Italia in zona rossa come è accaduto a Natale. O ancora l’ipotesi di rendere automatici i lockdown locali se si supera l’incidenza settimanale di 250 casi ogni 100mila abitanti. Infine il coprifuoco che potrebbe essere anticipato alle 20 o alle 19. Oggi dovremmo saperne qualcosa di più.

Fonte Quotidiano.net

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