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Donne e lavoro

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In occasione della festa della donna è d’obbligo affrontare un tema oggigiorno molto ricorrente, ovvero l’occupazione lavorativa del genere femminile.

Consultando dati e statistiche si evince che il 42% degli occupati italiani sono donne. Da ciò si nota un netto miglioramento rispetto a quelle che erano le statistiche di 30 anni fa. Nel 1993 l’ISTAT pubblicava infatti, un resoconto annuale che recitava “7,6 milioni di donne italiane lavorano” mentre nel 2021 nonostante varie complicanze come la pandemia e la crisi economica, i numeri sorridono, sono di fatto 9,3 milioni le donne che hanno un’occupazione lavorativa.

Inoltre la differenza media della retribuzione tra uomo e donna arriva in alcune professioni all’11 % a parità di occupazione e di anzianità lavorativa.

Se consideriamo, per esempio, la fascia di popolazione sotto i 65 anni possiamo notare che il numero di medici di sesso maschile è inferiore a quello femminile, un dato che lascia intravedere ottime speranze per il futuro. Tuttavia, nonostante questo, le cariche assegnate alle donne sono in media gerarchicamente inferiori a quelle degli uomini.

Non solo la leadership è lontana, ma permangono fenomeni di discriminazione (per una dottoressa su due) che contribuiscono a insoddisfazione professionale ed economica.

In conclusione la parità dei sessi è unicamente raggiungibile educando i bambini fin dalla tenera età a non considerare eventuali pregiudizi e abbattendo gli stereotipi.

Progetto alternanza scuola-lavoro con “Positanonews” a cura di Luigi Castiello, Alena Paone e infine Giorgia Coppola

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