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“Cosa ci faccio qui”, la trasmissione della sensibilità

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“Cosa ci faccio qui”, la trasmissione della sensibilità.
Domenico Iannacone meriterebbe un premio speciale per la sua ottima trasmissione Tv
“Cosa ci faccio qui”.
Ed ancor più meriterebbe un orario più consono alla sua professionalità e sensibilità. Ieri sera, pardon ieri notte alle 23. 15 è iniziato un nuovo ciclo su Raitre di questa bella trasmissione. Iannacone è andato ad intervistare, riprendere e vivere due formidabili personaggi sconosciuti ai più: il veneto Fiorenzo Caspon ed il regista sui generis Silvano Agosti. Il primo imprenditore di un certo successo nel produrre un tipo di spugnetta biodegradabile che vive degnamente e senza lussi e riversa il surplus dei suoi guadagni nel salvare alberi da fusto spesso centenari per ripiantarli in alcuni terreni positamente acquistati in Veneto. Lo stesso Iannacone si meravigliava nell’intervistarlo per la caparbietà del 70enne imprenditore veneto nel scegliere come missione di vita il salvataggio di alberi altrimenti destinati a morire. Spese ingenti sia per l’acquisto degli alberi che per la piantumazione degli stessi. Caspon ha rivelato che proviene da famiglia contadina e gli alberi gli ricordano l’infanzia e soprattutto con queste piccole azioni il mondo, a suo dire, potrà migliorare. Non contento Caspon ha anche acquistato dei fagiani e delle lepri che ha liberato nei suoi terreni. Un visionario dall’animo nobile e sensibile che personalmente piantuma gli alberi. Il secondo personaggio Silvano Agosti ha una storia tutta sua; riuscì 40 anni fa ad aprire un cinema alternativo a Roma chiamato “Azzurro Scipioni” dove ha proiettato solo ed unicamente o film prodotti e girati da lui stesso o altri piccoli capolavori snobbati dalla distribuzione e dai poteri forti della cinematografia nazionale e mondiale. Agosti si era fatto conoscere una trentina di anni fa al Costanzo Show ed ebbi l’opportunità due volte di recarmi all’Azzurro Scipioni e potei così vedere il suo meraviglioso “Uova di Garofano” ambientato nostalgicamente nella sua Ferrara. Agosti ha raccontato di essere riuscito ad ingaggiare Irene Papas per un suo film per solo 500.000 £ e che l’attrice greca le restituì la cifra al momento della presentazione del film in una busta. Il cinema “Azzurro Scipioni” era veramente unico. Non vi era biglietto d’ingresso, si dava solo un’offerta simbolica a piacere; si proiettavano al.suo interno esclusivamente film dello stesso Agosti o altri pochi capolavori bistrattati dalla distribuzione profittatrice cinematografica. Spesso dopo la proiezione vi era anche la discussione inerente il film con il pubblico. Agosti, un visionario come Caspon nel senso più artistico del termine, è uno di quegli “sconfitti vincenti”, che riescono a commuovere senza retorica ed a toccare le corde dell’anima, quelle più acute e profonde. Purtroppo lo scorso 28 Febbraio l’Azzurro Scipioni ha chiuso i battenti, fortunatamente i film di Agosti e della sua cineteca saranno conservati nella Cineteca Lucana. Mi è venuto il magone a vedere e sentire la notizia della chiusura dell’Azzurro Scipioni, ma mi consola sapere che per 40 anni un uomo è riuscito a realizzare il sogno di un visionario con un cinema tutto suo, mentre un altro uomo imperterrito continua a salvare alberi centenari. Grazie Iannacone per raccontarci queste storie.

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