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Coronavirus e zona rossa: cosa succederà dopo Pasqua?

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Coronavirus e zona rossa: cosa succederà dopo Pasqua? L’intera Italia, a partire da oggi, lunedì 22 marzo 2021, è divisa esclusivamente in zone arancioni e rosse, scomparse quelle gialle. Le misure introdotte dal nuovo decreto Draghi, però, mostreranno degli effetti soltanto nel corso delle prossime settimane. Secondo alcuni esperti, il picco dei contagi da Covid-19 dovrebbe registrarsi intorno alla fine di marzo, al quale seguirebbe poi un graduale calo dei nuovi casi positivi.

Ciò significa che dopo Pasqua potrebbero aprirsi spiragli di allentamento delle restrizioni. Nonostante questo verrà mantenuta la classificazione delle Regioni in fasce di colore anche dopo il 6 aprile. Non impossibile il passaggio in zona gialla o bianco, ma solo per le Regioni più meritevoli.

Potremmo dire addio alla zona rossa dopo Pasqua? Ecco quali sono gli scenari, le proiezioni e le attese per le prossime settimane.

Secondo quanto riporta Money.it, Giovanni Corrao, professore di Statistica medica all’Università Bicocca, ha analizzato i dati relativi ai nuovi contagi in Lombardia e ha fissato l’arrivo del picco al 28 marzo. In seguito i nuovi casi di Covid-19 dovrebbero diminuire, non solo in Lombardia, ma in tutte le Regioni inserite in zona rossa. I primi risultati, però, si vedranno soltanto dopo le prime due settimane dall’introduzione delle restrizioni.

Per vedere diminuire anche i ricoveri e i decessi occorre un decorso più lungo, definito “periodo di latenza”, che dovrebbe arrivare tra tre settimane. Ma una precisazione importante riguarda il mantenimento delle attuali restrizioni: “Se restiamo in zona rossa, e con l’aiuto della bella stagione – ha chiarito Corrao -, i dati continueranno a scendere. Ma se si proseguirà a passare da un colore all’altro, i contagi riprenderanno a salire come abbiamo già visto da ottobre in poi”.

Dello stesso parere è anche Roberto Cauda, professore ordinario di Malattie infettive al Policlinico Gemelli di Roma, che ritiene necessarie altre due settimane di chiusura per vedere i risultati, sulla base delle esperienze dei mesi precedenti. “Un lockdown prolungato determina sicuramente un calo dell’Rt, dei decessi e della pressione sulle terapie intensive ”.

La settimana decisiva per valutare l’addio alla zona rossa dopo Pasqua è quella del 5 aprile: secondo i dati, infatti, l’indice Rt dovrebbe scendere a 0,92 per il 29 marzo (ad oggi è 1,16), e poi a 0,77 nella settimana pasquale.

Nonostante gli esperti ritengano che la misura più efficace per contrastare la diffusione del Covid sia una chiusura in zona rossa o un lockdown, ad oggi, grazie ai vaccini, la situazione non è la stessa che si registrava lo scorso marzo.

Mentre allora l’obiettivo era il contenimento, ora ci sono anche i vaccini– ha spiegato appunto Cauda -. Bisognerebbe dunque continuare a fare contenimento con l’obiettivo di immunizzare il maggior numero possibile di persone”. Ma già dal 29 marzo alcune Regioni sperano di tornare in arancione.

Servono almeno due settimane per poter passare da una fascia di rischio più alta a una più bassa e tutti i territori con un indice Rt appena superiore a 1,25 sperano di riuscire a contenere i contagi per tornare nella zona arancione, che permette più spostamenti alle persone oltre alla possibilità di apertura di negozi, parrucchieri e barbieri.

Dal monitoraggio del 26 marzo, quindi, potrebbero scattare nuove ordinanze per Lazio e Lombardia, le Regioni candidate all’arancione. Subito dopo, però, scatterebbe la zona rossa prevista a Pasqua per le giornate del 3, 4 e 5 aprile.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha confermato il sistema di suddivisione delle Regioni in fasce di colore anche dopo il 6 aprile, in quanto si tratta di una scelta efficace per “rendere le misure proporzionali alla differente situazione epidemiologica dei territori”.

Per quanto riguarda, invece, possibili allentamenti alle restrizioni sugli spostamenti, in particolare oltre ai confini regionali, il ministro è più cauto: “Dipenderà dal quadro epidemiologico – ha detto in un’intervista per La Stampa -, ma i nostri scienziati confidano che le misure adottate e il numero sempre più ampio di persone immunizzate possano migliorare la situazione in tempi non troppo lunghi”.

Servirà ancora qualche giorno per valutare i risultati delle restrizioni introdotte ormai in tutta Italia, “ma adesso dobbiamo mantenere le zone rosse e arancioni, sono misure indispensabili. Sono sicuro che tra la fine della primavera e l’arrivo dell’estate vedremo un miglioramento significativo. Avremo un’estate diversa da questi giorni con pesanti restrizioni”.

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