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Conferenza stampa di presentazione di mister Giovanni Ferraro al Savoia

Giovanni Ferraro, ex Sorrento e Vico Equense, è il nuovo allenatore del Savoia. Ecco le sue parole: “Ho accettato questa sfida con grande entusiasmo, credo fosse l’occasione giusta al momento giusto per me. Questa è una piazza gloriosa, storica, con un pubblico esigente, è un piacere e un onore poter sedere su questa panchina per me. E’ chiaro che non dobbiamo sottrarci alle pressioni, anzi. Sono arrivato con grandissime motivazioni, tanta voglia e tanta rabbia. Per me l’aspetto motivazionale è tutto, in una piazza che con il lavoro giorno dopo giorno sono sicuro mi potrà far dimostrare tutte le mie capacità. L’obiettivo sarà riportare un po’ di entusiasmo ai nostri tifosi, per renderli orgogliosi di noi. Dobbiamo pensare domenica per domenica, senza frenesia. Per noi il futuro è adesso, ci stiamo giocando tutti qualcosa di importante”.

“Sicuramente. Io sono un allenatore che punto molto sulle motivazioni lo ripeto. Per me la motivazione e avere un motivo per fare qualcosa di bello e importante. Rappresentare questa città e indossare questa maglia è un grande motivo per fare bene, ora sta a noi mettere in azione con i fatti quelle che sono le nostre intenzioni e i nostri auspici. Io sono un uomo di campo, mi piace lavorare con grande umiltà e voglio vincere sul campo che nel calcio è l’unico giudice supremo”.

“Il concetto di leader per me è un concetto molto astratto. Noi abbiamo calciatori importanti nello spogliatoio, ma la cosa importante è essere leader tutti insieme. Dobbiamo ragionare come un gruppo: uniti e compatti. Leader non deve essere una parola fine a se stessa, questi ragazzi hanno grandi mezzi umani e tecnici, devono esserne consapevoli. I nostri leader devono essere il lavoro e i risultati. E’ arrivato il momento di portare a casa punti”.

“L’astinenza da gol va risolta con il lavoro e con la tranquillità. Dobbiamo creare occasioni e portare quanti più uomini in area avversaria. Disponiamo di singoli importanti in attacco, ogni calciatore deve fare il massimo e stare tranquillo. Il gol arriverà ne sono sicuro”.

“Bisogna capire che ognuno di noi da mercoledì si gioca il proprio futuro in 14 partite. Questa deve essere l’ambizione. Tutti vedranno l’operato dei calciatori e il mio. Dobbiamo essere consapevoli di questo, qui siamo tutti sotto esame. Io ho aspettato con ansia l’occasione giusta e credo che Torre Annunziata possa esserlo. Ringrazio la famiglia Mazzamauro, il direttore generale Giovanni Rais, il direttore tecnico Marco Ferrante e il direttore sportivo Emanuele Righi per aver pensato e scelto me. Ringrazio inoltre sia mister Aronica che mister Chianese per il lavoro che hanno svolto. Adesso tocca a me”.

“Assolutamente no. Con Pasquale Ottobre abbiamo giocato insieme, già lo conoscevo e quindi è stato facile trovare un ottimo feeling. E’ una fortuna averlo con me, stesso vale per Tonino Barbera. Uomo disponibile e di sani principi. Allena la Juniores ed è giusto che sia a contatto con noi e al nostro fianco. Gallo anche lo conoscevo e l’ho sempre ritenuto molto umile, lavora con voglia e disponibilità. Salsano sicuramente farà carriera, ha esperienze importanti alle spalle. Dispongo di uno staff medico sempre presente e disponibile, oltre che di un organigramma societario che si compone di figure umanamente e professionalmente qualificate e di primissimo livello”.

“Al di là degli ultimi 20 metri, in generale in effetti la squadra aveva perso un po’ di fiducia, ma questo è dovuto anche alla mancanza di risultati che nel calcio sono fondamentali. E’ importante far ritrovare il sorriso a questi ragazzi, perché in qualsiasi posto di lavoro l’allegria è la miglior medicina. Quindi piano piano stiamo ritrovando anche quello. Abbiamo iniziato un percorso che credo potrà portarci delle soddisfazioni. Io voglio che i ragazzi stiamo bene e siano felici di venire al campo ad allenarsi”.

“Non ho un modulo preferito, l’importante sarà mettere i calciatori nelle migliori condizioni di esprimersi. La squadra è composta da elementi importanti, giocatori che non scopro certo io. Arrivo in corsa e sono il terzo allenatore della stagione, devo far rendere al meglio questa squadra. L’unica soluzione è il lavoro, serio. Sono io che mi dovrò adattare alle caratteristiche dei calciatori”.

“L’aspettò mentale è importante, però quello dipende tanto dalle vittorie. Vincere aiuta a vincere. Credo che il vero salto mentale possa derivare da una serie di successi purtroppo anche la componete sfortuna ha influito quest’anno nell’annata del Savoia”.

“In questo momento la mia testa è rivolta solo e unicamente al campo e ai calciatori che ho a disposizione”.

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