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Cetara: fondi Ue agli ex pescatori, c’è la stangata

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Articolo ripreso da La Città di Salerno ma arriva la precisazione dagli avvocati TUTTI ASSOLTI I PESCATORI DI CETARA 

Cetara: fondi Ue agli ex pescatori, c’è la stangata. Per il contributo regionale per la cosiddetta “fuoriuscita precoce” dal settore della pesca, la magistratura contabile chiede il conto agli ex pescatori. Se la vicenda penale si è conclusa con l’assoluzione dei 40 cancellati dai registri marittimi dall’accusa di malversazione ai danni dello Stato, lo stesso non può dirsi per il danno erariale in danno della Regione Campania. La prima sezione giurisdizionale centrale di Appello della Corte dei Conti di Roma si è espressa sui ricorsi pendenti, e non tutti sono stati favorevoli agli ex pescatori. La decisione è stata assunta giovedì dal collegio di giudici contabili, presieduto da Agostino Chiappiniello .

La Corte ha dichiarato improcedibile il ricorso di appello proposto da Michelangelo Cirillo , mentre è inammissibile quello proposto da Vincenzo Russo. Estinti, invece, i ricorsi proposti dagli eredi di Francesco Vincenzo Ferrigno e di Antonio Pappalardo . Respinti, invece, quello proposto da Filippo Pensiero che dovrà restituire, a titolo di dolo, la somma di 40mila euro. Accolti, invece, i ricorsi proposti da

Aniello Benincasa , Francesco Pizzulli , Gennaro Paolillo , Sabato Giordano , Luigi Imperato, Luigi Gatto , Pietro Imperato , Stefano Giuseppe Vitolo , Evangelista Vitolo , Vincenzo Spinace , Carmine Giacinto , Antonio Federico Bianco , Pietro Di Crescenzo , Salvatore De Crescenzo e Ferdinando Basile. Spese a carico degli appellanti.

Tutto prese spunto dall’indagine dei finanzieri di Cava de’ Tirreni nel 2016. I militari effettuarono una serie di accertamenti sui finanziamenti agli ex pescatori. Così scoprirono che molti di loro, pur avendo smesso di andar per mare, non avevano avviato, nei termini stabiliti dal bando, altra attività per giustificare il finanziamento di riconversione.

Da ciò la richiesta di rinvio a giudizio per malversazione, dalla quale poi furono assolti. Molti dei pescatori che beneficiarono di quel finanziamento e sospesero l’attività di pesca al dettaglio locale, erano prossimi alla pensione. Non avrebbero neppure avuto motivo di intraprendere un’altra attività con dispendio di risorse ed energie. La genericità dell’impegno ad una riconversione professionale del bando non fa emergere l’ipotesi di malversazione ai danni dello Stato.

Parallelamente all’inchiesta della Procura ordinaria, partì quella della Corte dei conti. Il processo per il presunto danno erariale si è concluso solo in questi giorni. Non tutti, come nel penale, hanno goduto dello stesso trattamento assolutorio. Le posizioni sono state diversificate. E c’è chi si trova a dover restituire parte di quel contributo: uno “scivolo” per uscire da un settore in crisi ed intraprendere un’altra attività. I giudici contabili, infatti, non hanno prosciolto tutti, come nel processo penale.

Articolo ripreso da La Città di Salerno ma arriva la precisazione dagli avvocati TUTTI ASSOLTI I PESCATORI DI CETARA 

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