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Cava de’ Tirreni, senzatetto “ospiti” degli stabili in disuso

Cava de’ Tirreni, senzatetto “ospiti” degli stabili in disuso. Più controlli sugli immobili abbandonati per scongiurare il fenomeno delle occupazioni abusive: l’opposizione chiede l’intervento delle forze dell’ordine e da Palazzo di Città si prepara il coordinamento con gli agenti del comando di polizia locale di via Ido Longo. Due complessi industriali preda del degrado dopo il fallimento delle società che li gestivano (l’ex Di Mauro e la Cofima di via XXV luglio); lo scheletro di un immobile privato mai ultimato (sotto il cavalcavia di via Pasquale Santoriello); un ex-opificio ormai dismesso in attesa di riqualificazione (la Manifattura tabacchi di viale Crispi). Queste le cattedrali nel deserto che fanno ormai parte dello skyline cittadino e che i cavesi si sono rassegnati ad avere sotto gli occhi da anni. Ma dietro i pilastri in cemento e tra l’erba incolta giace un problema ben più grave del degrado. Gli immobili abbandonati, infatti, fanno da ritrovo per una popolazione di senzatetto. E non si tratta solo di extracomunitari senza fissa dimora, ma anche di cittadini finiti in disgrazia e che non hanno trovato altro rifugio che un pavimento grezzo, un precario tetto sopra la testa, quattro mura (forse) a riparo dal freddo e dal maltempo, in compagnia di roditori.

Un problema che se da un lato sta interessando le politiche sociali e le associazioni operative nel settore per offrire un sostegno e condizioni di vita migliori a chi è in difficoltà, rappresenta dall’altro inevitabile argomento di discussione in materia di sicurezza pubblica. Non sono mancati negli anni, infatti, episodi di vandalismo e schiamazzi denunciati da quanti abitano nei pressi degli immobili incriminati. Le cronache hanno raccontato, in passato, di un incendio all’ex Di Mauro avvenuto nel 2014 e divampato a causa di una sigaretta spenta male che aveva dato fuoco ai materassi adagiati sul pavimento di un locale abbandonato. O ancora, nell’agosto del 2015, di un extracomunitario finito d’urgenza al Pronto soccorso dopo essere stato rinvenuto in stato di coma etilico. Il problema è stato risollevato, di recente, dal consigliere di minoranza Bruno D’Elia (La Fratellanza) il quale ha lamentato sia come «non siano state messe in campo azioni mirate per l’accoglienza e la tutela di chi, in questo momento delicato per tutti, si trova nelle condizioni di maggiore fragilità» e sia «la scarsità di controlli per risolvere la situazione». Se, infatti, da Palazzo di Città nel 2016 si era provveduto a sollecitare interventi di interdizione degli accessi al curatore fallimentare dell’ex Di Mauro di via XXV luglio per tentare di risolvere il problema degli extracomunitari che scavalcavano i cancelli, si accampavano nei locali dell’ex Arti Grafiche e in alcuni casi procuravano disturbo alla pubblica quiete, in altre zone invece il problema non sembra essere stato risolto. Da qui alla necessità di una nuova azione di controllo e repressione del fenomeno da parte degli organi competenti e che vedrà, coinvolti, anche i vigili urbani.

«Voglio ricordare che la polizia locale ha effettuato interventi in aree sensibili per la verifica di soggetti che dimorano in edifici abbandonati – ha spiegato il comandante, Antonino Attanasio – Sono interventi di ordine pubblico che vengono effettuati di concerto con il commissariato di Polizia. Appena ci sarà la possibilità, con l’allentarsi dell’emergenza sanitaria, effettueremo una serie di interventi mirati sugli immobili segnalati e su altri dove tale situazione viene riscontrata (ad esempio l’ex manifattura, l’ex Cofima, e la Di Mauro). Ci sono questioni di ordine pubblico – conclude il comandante – che però da sola la polizia locale non può affrontare».

Fonte La Città di Salerno

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