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Cava de’ Tirreni, il Bosco urbano “sfrattato” dal cemento

Non c’è posto in città per l’oasi di Legambiente: il progetto proposto nel 2018, e periodicamente ripresentato dagli attivisti del sodalizio ambientalista, fatica a trovare uno sbocco concreto di realizzazione. Al diniego dell’Asl, che inizialmente avrebbe dovuto cedere a titolo gratuito alcuni terreni di via Gramsci, si è aggiunta la non disponibilità del Comune per altri spazi individuati a via Salvo D’Acquisto e intanto il progetto resta in sospeso.

«Siamo alla ricerca di uno spazio – spiega il presidente di Legambiente Cava, Attilio Palumbo – e ci auguriamo che quest’anno sia quello buono per attuare il nostro progetto. Sono tante le aree della nostra città che potrebbero essere valorizzate da un punto di vista ambientale, soprattutto a fronte del considerevole abbattimento di alberi a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi». Insomma, gli attivisti di Legambiente Cava hanno un sogno nel cassetto: quello di realizzare in città il cosiddetto “Bosco Urbano Resiliente”, un’oasi attrezzata a verde pubblico dove poter piantare nuovi alberi e predisporre orti sociali con l’aiuto della comunità.

Un angolo resiliente, insomma, a disposizione dei cittadini e degli amanti della natura che, però, attualmente fatica a trovare un posto nella conformazione urbanistica della città. Nel 2018 era stata individuata uno spazio incolto di via Gramsci, sul terreno di competenza dell’Asl. Sembrava che tutto sarebbe andato a buon fine finché, dopo mesi di trattative e con progetto già redatto e pronto, dal Distretto Sanitario arrivò un secco: «No, qui tra qualche anno potremmo realizzare altro».

Legambiente non si diede per vinta e l’anno dopo individuò un altro spazio da poter destinare a Bosco Urbano. Stavolta però furono le nuove disposizioni previste da un Piano Urbanistico Comunale in via di approvazione (era il 2019) a mettere un freno all’entusiasmo: l’area designata (sempre in via Gramsci) prevede un’altra destinazione d’uso. «Pare sia un’area di trasformazione, dedicata a nuove costruzioni – precisa Palumbo – . Eppure l’architetto responsabile della predisposizione del Puc ci aveva assicurato, in fase di concertazione, che piuttosto che, anziché prevedere nuove strutture, il Piano avrebbe puntato a rivalorizzare i tanti contenitori vuoti della nostra città». Il 2020 sembrava l’anno della svolta e finalmente una soluzione si trovò in un terreno abbandonato di via Salvo D’Acquisto, ma anche qui sorse il problema: l’area non è di competenza comunale ed era necessario rivolgersi al consorzio di case popolari che ne detiene la proprietà.

Insomma, pare proprio che il progetto non riesca ad approdare in città nonostante sia praticamente pronto e necessiti solo di una location adeguata agli scopi che Legambiente Cava si prefigge.

«Siamo ancora fiduciosi che, con l’aiuto dei cittadini e delle istituzioni, il 2021 sarà l’anno buono – commentato ottimista il presidente Palumbo – . L’idea del Bosco Urbano Resiliente nacque dal desiderio di piantare alberi in città dopo i tanti incendi del 2017, ma oggi è ancora più attuale con la crisi climatica in corso e l’inquinamento che fa ammalare in tanti. Si tratta di un progetto da realizzare a costo zero per i conti pubblici, grazie all’aiuto di cittadini e aziende». Un proposito reso ancor più attuale dal fatto che, a seguito di un censimento degli agronomi di Palazzo di Città, si è reso necessario l’abbattimento di almeno 44 alberature comunali e altrettante di proprietà privata che hanno inevitabilmente depauperato il patrimonio arboreo. Di qui l’appello degli attivisti di Legambiente alla cittadinanza: «Segnalateci nuove aree verdi dove potremmo intervenire per realizzare il progetto».

Fonte La Città di Salerno

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